Solinas, Defr Umbria, occorre più coraggio per fermare il declino

Aumentano i licenziamenti, il lavoro precario e saltuario ed esplode l’utilizzazione dei voucher

Licenziamento Colussi, Solinas, occorre una svolta seria anche in Umbria

Solinas, Defr Umbria, occorre più coraggio per fermare il declino

PERUGIA – “Abbiamo presentato proposte emendative al DEFR ( Documento di economia e finanza) perché riteniamo che il testo presentato, pur introducendo aspetti positivi, non colga nella sostanza il dato di emergenza sociale, occupazionale ed economico che sta attraversando l’Umbria, con segnali che evidenziano un declino pericoloso che va fermato”. E’ quanto afferma Attilio Solinas, consigliere regionale di Art.1 – MDP. “ Il documento presentato dalla giunta regionale è improntato alla continuità e pecca di eccessiva conservazione, è caratterizzato da una impronta “fotografica”.

Fotografa cioè l’esistente, che invece andrebbe cambiato, introduce qualche modesto correttivo, quando invece c’è la profonda necessità di una rivoluzione antropologica della nostra analisi e delle nostre scelte sui temi della sofferenza sociale e della crisi economica, occupazionale e produttiva. “Un sistema democratico – afferma Bauman – non può che svilupparsi autocriticamente, avendo sempre la capacità di leggere gli accadimenti per migliorare la qualità del governo e la vita delle persone”.

“I dati forniti dalle agenzie, a partire dall’Istat, dai centri studi della Regione e dei Sindacati, oltre che dalla realtà che incontriamo tutti i giorni, ci dicono che anche nella nostra Regione crescono povertà e diseguaglianze, in maniera peraltro più significativa delle altre Regioni del centro nord e con un aumento superiore alla media nazionale. A fronte di una popolazione che invecchia, un numero esorbitante di giovani laureati e professionalizzati emigra ogni anno in altre regioni o in altre Nazioni.

Aumentano i licenziamenti, il lavoro precario e saltuario ed esplode l’utilizzazione dei voucher. Le grandi imprese puntano alla delocalizzazione mentre la piccola è investita da una crisi senza precedenti, soprattutto le imprese artigiane e commerciali”.

Certo – afferma Solinas – l’Umbria non è un’isola e sappiamo quanto rispetto a queste criticità abbiano pesato e pesino le politiche di austerità e di liberismo sfrenato che hanno caratterizzato la politica europea e, non di rado, anche quella nazionale. Ma proprio per questo non possiamo subire passivamente la crisi.

Dobbiamo ripensare il sistema, avendo il coraggio di progettare e mettere in pratica un nuovo modello di sviluppo economico e sociale, che sia in grado di difendere e valorizzare le straordinarie risorse umane, imprenditoriali, artistiche, culturali, manifatturiere, territoriali e culturali che storicamente hanno caratterizzato la nostra Regione.

La discussione sul DEFR deve diventare una occasione, di confronto e di reazione, alla quale nessuno si può sottrarre. Uscendo dalla forbice tra euforia e lamento, tra propaganda e critica strumentale.

La politica, le istituzioni, le rappresentanze sociali e imprenditoriali, le comunità dei nostri territori, tutti, e noi istituzionali in primis, dobbiamo sentirci impegnati in questo sforzo, con onestà intellettuale, consapevoli delle nostre responsabilità, che sono politiche ma anche etiche. Ma per conquistare risultati positivi dobbiamo avere coraggio e praticare discontinuità.

Uscire da un tradizionalismo analitico e amministrativo, da una pigrizia intellettuale che costituisce il principale ostacolo per fermare il declino e rilanciare un modello di società e di amministrazione della cosa pubblica capace di creare lavoro e tutelarne la dignità. Questo senso hanno le osservazioni che ho presentato – conclude Attilio Solinas –  un contributo che a partire dai diversi ambiti ( economia, ambiente, sanità, cultura, turismo, gestione del territorio, diritti …) contribuisca ad indicare un percorso  di cambiamento.

Con l’obbiettivo di elaborare un vero e proprio piano sociale per il lavoro, di rilanciare un sistema di welfare universalistico, di riconnettere il centro con i nostri territori e la politica con i cittadini.  Diventa urgente invertire le tendenze in atto e costruire un innovativo modello sociale ed economico per l’Umbria che abbia come riferimento quei principi costituzionali così tanto attuali e moderni quanto troppo disattesi”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*