Solinas, art. 1, un progetto per il lavoro per rilanciare l’economia umbra

Un essenziale fattore di competitività territoriale deve essere rappresentato dall'attrazione dei “cervelli”

Sinistra PD, l'Assemblea regionale, costruire progetto alternativo

Solinas, art. 1, un progetto per il lavoro per rilanciare l’economia umbra

PERUGIA – E’ stata illustrata questa mattina, 12 luglio 2017, alle ore 11.30, presso la Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni la Mozione “UN PROGETTO PER IL LAVORO” presentata all’Assemblea Legislativa regionale dell’Umbria dal Consigliere del Gruppo Misto-Art. 1 MDP Umbria, Attilio Solinas.

Nella mozione viene evidenziato come i pesanti effetti della lunga crisi continuino a farsi sentire in Umbria con ricadute negative sull’occupazione, sulla precarietà del lavoro e sulla crescente sofferenza sociale e che i primi timidi segnali di ripresa che interessano il nostro paese e la nostra regione non consentono di abbassare la guardia sul declino dell’economia regionale che viene da lontano e, tanto meno, di sperare in processi automatici di nuovo sviluppo. Tutti gli indicatori convergono nel descrivere una società regionale dove l’ascensore sociale è bloccato, crescono le disuguaglianze e il sistema economico è poco competitivo. Le Confederazioni regionali sindacali CGIL-CISL-UIL hanno evidenziato una perdita del PIL, in otto anni, del 18% tale da relegare l’Umbria all’ultimo posto a livello nazionale e una cancellazione di 35.000 posti di lavoro. L’INPS indica poi la nostra regione come maglia nera per il crollo delle assunzioni a tempo indeterminato (-46,1%). L’ISTAT ha evidenziato, nel suo ultimo rapporto, che il 28,5% degli umbri è a rischio povertà e il 10,4% vive una situazione di grave difficoltà. In Umbria vi è una dinamica fortemente negativa del settore industriale (in Umbria -26,6% rispetto al -8,4% del Centro nord e al -11,3% nazionale) e una minore crescita nel settore dei servizi. Nel settore Costruzioni il dato è negativo sul piano nazionale ma e lo è ancora di più in Umbria. Il settore paga il blocco degli investimenti pubblici e privati e la  mancanza di politiche di riqualificazione, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente e di un piano per la manutenzione del territorio.

E’ evidente come la scarsa competitività del sistema economico umbro è, soprattutto, frutto della tendenza ventennale alla perdita di produttività, che deriva dalla mancanza di investimenti in ricerca, innovazione e tecnologia. A questo viene aggiunta l’assenza di specifiche azioni per lo sviluppo di imprese innovative e il progressivo invecchiamento e depotenziamento delle misure previste dalla L.R. 12/95 per il sostegno all’imprenditoria giovanile non ha facilitato la gemmazione di spin off e start up in grado di far nascere e crescere imprese di nuova generazione. E’ indispensabile rinnovare gli strumenti legislativi esistenti e destinare risorse alla nascita e iniziatine economiche innovative.

Inoltre, le risorse della Programmazione 2014 – 2020 rappresentano, quasi le uniche a disposizione della regione per finanziare le politiche di sviluppo: 1,5 miliardi nel settennio. Più della metà sono destinate al PSR, il resto dei finanziamenti europei, circa 700 milioni, articolati nei due fondi: il FESR (innovazione competitività e imprese valorizzazione degli asset culturali della filiera TAC, agenda urbana, agenda digitale, etc.) e il FSE (formazione del capitale umano, miglioramento sistema di istruzione, interventi per inclusione sociale e lotta alla povertà), costituiscono lo strumento per promuovere lo sviluppo economico e sociale della nostra regione. Le criticità dell’economia regionale evidenziate, richiedono di valutare i risultati ottenuti con l’impiego delle risorse destinate alle politiche di sviluppo verificandone la produttività, in rapporto alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo di imprese innovative e competitive. Appare inoltre fondamentale operare affinché gli attori umbri possano competere al massimo livello per acquisire risorse gestite direttamente dalla Commissione per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020. Programmi che impiegano il 20% del bilancio UE e sono decisivi per le politiche di sviluppo come, ad esempio, Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione (79,2 mld), cui si aggiungono Horizon 2020: Eccellenza scientifica (24,4 mld) Horizon 2020: Leadership industriale (17mld) e Horizon 2020: Sfide sociali (29,7 mld).

In questo quadro, i motori importanti per lo sviluppo dovranno essere: le politiche per l’economia circolare, lo sviluppo delle attività legate al riutilizzo dei materiali recuperati con la differenziata, la manutenzione del territorio, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e l’orientamento del sistema formativo verso le opportunità offerte dai servizi turistici e della filiera agroalimentare e dei servizi alla persona.

E’ evidente che la centralizzazione delle procedure legate all’emergenza sismica e alla ricostruzione non deve costituire un fattore di ritardo per i cittadini o di preclusione alla partecipazione alle procedure di evidenza pubblica da parte della maggior parte delle aziende umbre.

Le specifiche criticità e vocazioni dei territori richiedono politiche che sappiano essere attente alle identità: l’Area di Crisi Complessa, la Fascia appenninica, le zone colpite dal sisma. In particolare, nell’Area di Crisi Complessa, il confronto costante con le parti sociali, può far emergere i progetti di rete inquadrati nel contesto del percorso “Terni Narni Smart Land” e portare ad individuare priorità, oltre che nei settori della chimica e della siderurgia, anche nell’ambito dei servizi e dell’economia circolare.

Un essenziale fattore di competitività territoriale deve essere rappresentato dall’attrazione dei “cervelli”, in particolare in ambito universitario e della ricerca; è importante che le risorse destinate ai dottorati di ricerca e agli assegni di ricerca siano orientate a favorire le aree scientifiche e culturali coerenti con le esigenze di sviluppo della regione.

È indispensabile mettere in atto un complesso di iniziative legislative e di governo finalizzate a promuovere un “Progetto per il lavoro” con l’obiettivo di sviluppare opportunità occupazionali, sostenere i processi di crescita e internazionalizzazione delle imprese e creare le condizioni favorevoli alla nascita di iniziative economiche di nuova generazione ad alto valore aggiunto e a forte intensità tecnologica e di conoscenza. Le risorse UE, quelle per la ricostruzione e per l’Area di crisi Complessa ed altre reperibile nelle politiche nazionali e comunitarie possono costituire una grande opportunità per l’Umbria e, in particolare,  per il “Progetto per il lavoro” a condizione di orientarle verso un nuovo modello di sviluppo (economia circolare, smart economy, green economy, social  economy ecc.); al progetto stesso è opportuno legare una riflessione sull’efficacia degli strumenti organizzativi e gestionali che presidiano tali politiche sia in ambito regionale che nel sistema delle agenzie.

In conseguenza delle premesse e delle considerazioni fatte, nella mozione, il consigliere Solinas chiede chiesto all’Assemblea legislativa di impegnare la Giunta regionale a:

  • Presentare all’Assemblea legislativa, entro il prossimo mese di settembre, un “Progetto per il lavoro” che, contenga un complesso di iniziative legislative e di governo finalizzate a promuovere la creazione di nuove opportunità di lavoro, a sostenere i processi di crescita, innovazione e internazionalizzazione delle imprese esistenti e a creare l’ambiente favorevole alla nascita di nuove iniziative economiche, capaci di produrre posti di lavoro, con particolare riferimento alle attività ad alto valore aggiunto e a forte intensità tecnologica e di conoscenza.
  • Verificare i risultati ottenuti attraverso l’impiego di risorse destinate, a qualunque titolo, alle politiche di sviluppo e, in particolare, quelle previste nelle misure della Programmazione 14 – 20, valutandone la produttività, in rapporto alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo di imprese innovative e competitive, provvedendo, in pari tempo, al riorientamento dei finanziamenti destinati ad azioni che non siano risultate efficaci.
  • Aggiornare la L.R. 12/95 per il sostegno all’imprenditoria giovanile.
  • Promuovere gli investimenti in innovazione e ricerca, favorendo l’attrazione dei “cervelli” e la creazione, d’intesa con le istituzioni universitarie, di centri di ricerca a livello internazionale.

Riferire, con cadenza semestrale, all’Assemblea legislativa sui risultati conseguiti

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