Sipa e Saba: alta adesione allo sciopero

I lavoratori in presidio a Perugia: “Giù le mani dal nostro contratto”

Sipa e Saba: alta adesione allo sciopero
Sciopero Sipa

Sipa e Saba: alta adesione allo sciopero

Adesioni molto elevate, intorno al 70% per i lavoratori Sipa (Perugia) e del 100% per quelli Saba (Assisi), allo sciopero indetto per oggi, 19 novembre, da Filt Cgil e Fit Cisl per contrastare la decisione della multinazionale spagnola Saba, proprietaria delle due aziende che operano in Umbria, di cambiare unilateralmente il contratto nazionale di riferimento. Per effetto dello sciopero il parcheggio del Mercato Coperto di Perugia è rimasto chiuso, mentre gli altri parcheggi meccanizzati hanno funzionato solo grazie alle casse automatiche. Adesioni pressoché totali anche tra gli ausiliari addetti al controllo della sosta nelle strisce blu.

Lo sciopero terminerà domattina (20 novembre) alle ore 6.00.

La scelta della multinazionale spagnola è inaccettabile in primo luogo perché penalizza pesantemente i lavoratori, sia normativamente che economicamente”, hanno spiegato questa mattina i sindacati e le Rsa nel corso di un presidio tenuto davanti alla sede di Sipa, in via Fanti a Perugia. “Oggi vogliamo ribadire – hanno aggiunto – che nessuna multinazionale può venire in Italia a far cassa sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici e sulla cittadinanza, sempre più colpita dall’aumento delle tariffe dei parcheggi”.

Filt Cgil e Fit Cisl, insieme ai lavoratori che, oltre che in Umbria hanno scioperato a Trieste e Firenze, chiedono dunque alla multinazionale il ritiro della decisione di modifica del contratto nazionale, con la conferma di quello attuale (contratto Aniasa sosta autonoleggio). “Se l’azienda non tornerà sui suoi passi – concludono sindacati e Rsu – proseguiremo nella mobilitazione e siamo pronti ad indire altre giornate di sciopero”.

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