Sinistra Ecologia Libertà: il voto del 31 maggio, la sinistra e il futuro dell’Umbria

Umbria più uguale: giù le mani dalla legge di parità
Il voto del 31 maggio conferma le preoccupazioni da noi ripetutamente espresse e al tempo stesso dimostra che anche una piccola forza può avere un ruolo decisivo nel determinare il profilo politico e il governo della regione. Se la destra è stata respinta, infatti, è anche perché Sinistra Ecologia Libertà ha saputo capire qual era la posta in gioco e fare la scelta giusta, dando vita -insieme alle liste civiche progressiste ed a La sinistra per l’Umbria- alla lista unitaria Umbria più uguale ed offrendo così un’opportunità a quanti non intendevano votare per il partito democratico ma neanche regalare l’Umbria alla destra peggiore, impegnata a speculare su insicurezze e paure.
L’impressionante crescita dell’astensione, il calo di voti di tutte le forze democratiche, il travaso da Forza Italia alle componenti più inquietanti della destra testimoniano che è in atto anche in Umbria un sommovimento profondo, che ha cause varie e diverse: dall’impatto devastante della crisi allo svuotamento delle autonomie locali alle politiche antipopolari dei governi che, da Monti e Letta a Renzi, hanno avuto il sostegno decisivo o la guida del Pd. E’ bene perciò che anche il Partito Democratico e la Presidente Marini riflettano con attenzione sul venir meno, anche in Umbria, di una prospettiva di autosufficienza del Pd e sulla responsabilità che il voto di domenica consegna a loro e all’insieme della coalizione.
Se è vero, come abbiamo scritto nei nostri documenti elettorali, che il problema dell’oggi è quello di “riempire lo spaventoso vuoto di fiducia che si è aperto tra tanta parte del popolo e la democrazia”, l’esito delle elezioni dimostra che questo problema è ancora del tutto aperto e delinea una situazione nuova e densa di incognite, che non può e non deve essere affrontata con le idee e i metodi dell’ordinaria amministrazione.
Si tratta infatti – citiamo ancora il nostro manifesto elettorale- di arrestare il declino dell’Umbria e offrire “una prospettiva a chi è senza lavoro, un riferimento alla parte debole della società e una speranza a tutti coloro che vogliono contribuire a costruire l’Umbria del futuro”. Per questo il “rinnovamento di volti, idee e metodi” di cui abbiamo parlato non deve restare uno slogan elettorale ma tradursi in scelte coerenti e tempestive, capaci di mobilitare tutte le energie disponibili ad un progetto di svolta e di riscossa dell’Umbria. E se i temi su cui misurarsi sono necessariamente quelli che hanno caratterizzato la campagna elettorale e il programma comune della coalizione (il lavoro, la guerra alla povertà, la sostenibilità ambientale, i diritti dei cittadini, una rinnovata pratica della partecipazione), si tratta ora di passare senza indugio dalle parole ai fatti e di prendere decisioni coerenti, sia sul terreno dei contenuti sia nella scelta delle persone.
In questo quadro il risultato della lista Umbria più uguale, conseguito in un contesto di grande difficoltà e grazie, in primo luogo, alla qualità e al grande e disinteressato impegno di candidate e candidati, è numericamente modesto ma politicamente decisivo: impedisce alla destra di impadronirsi del governo dell’Umbria, evita che la sinistra sia cancellata dal Consiglio regionale, rende credibile la prospettiva di ricostruzione di una sinistra critica e portatrice di una rinnovata cultura di governo. L’elezione di Giuseppe Biancarelli, cui vanno i nostri rallegramenti e che potrà
contare su tutto il nostro sostegno, avvia un processo che abbiamo fortemente voluto e che deve rimanere aperto, a disposizione di quanti (singoli compagni o esperienze organizzate) vorranno concorrere a riorganizzare il grande e mortificato campo di forze della sinistra. Lo abbiamo detto altre volte, “il momento è ora: l’eredità del passato è stata consumata ed il futuro è tutto da conquistare”. Il fatto nuovo è che forse stavolta possiamo provare a farlo.

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