Sicurezza cittadini, Liberati, Regione spreca denari pubblici

Andrea Liberati annuncia il voto contrario all'atto di programmazione

Sicurezza cittadini, Liberati, Regione spreca denari pubblici

“Martedì prossimo arriverà in Assemblea legislativa l’atto di programmazione sulle politiche locali di sicurezza. Ma, fino al recente passato, nessuno ha controllato che cosa accadesse davvero. E così, dalla Regione, piovono ancora soldi pubblici sui Comuni, senza però condizionarne l’erogazione alla concreta efficienza dei servizi”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, secondo il quale non bisogna dimenticare che “su questo delicato fronte dovrebbe essere il solo Ministero dell’Interno a muoversi, evitando duplicazione di spese, funzioni, ambiguità e sicuri conflitti istituzionali”.

Liberati ricorda “il caso della videosorveglianza, cofinanziata da una Regione che, però, poco o nulla finora ha controllato e imposto in merito: né relativamente a tecnica e qualità delle telecamere (risoluzione, visione notturna, efficienza nelle intemperie, etc.), né sul loro effettivo funzionamento. Tanto che sono noti i molteplici interventi di Questure e Comitati per l’ordine e la sicurezza.

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, annuncia il voto contrario all’atto di programmazione sugli interventi in materia di sicurezza dei cittadini che “arriverà in Aula martedì prossimo”, come successo anche in Prima Commissione . Per Liberati “fino al recente passato nessuno ha controllato che cosa accadesse davvero, e così dalla Regione, piovono ancora soldi pubblici sui Comuni, senza però condizionarne l’erogazione alla concreta efficienza dei servizi”.

Ad esempio, a Terni funzionavano solo 6 telecamere su 25. Questo però la Giunta della presidente Catiuscia Marini non lo ricorda”. “In Prima Commissione – prosegue Liberati – tutti i consiglieri regionali, fuorché il M5S, hanno votato la programmazione 2016 (https://goo.gl/cthKF6). Quasi un atto di fede, sulla parola, senza sapere quanto fatto concretamente sinora dalla Regione; senza possedere la mappatura dei luoghi sensibili; senza i verbali del Comitato per l’ordine e la sicurezza; senza indicazioni circa le modalità con cui l’Università di Perugia sta spendendo le molteplici risorse riservate dall’ennesima convenzione; senza conoscere i progetti redatti dai Comuni umbri, beneficiati da altri 140mila euro; fornendo poi 8mila euro ad Anci Umbria per fare quel che la Regione medesima dovrebbe responsabilmente controllare in prima persona, dall’alto dei suoi milleduecento dipendenti”.

“Questo – conclude Liberati – è un modo particolarmente dozzinale di usare il denaro collettivo, a maggior ragione in una materia che riguarda la tutela della vita umana e che, invece, diventa pretesto per piccoli baratti tra enti pubblici allo sbando. Il M5S non voterà questo atto nemmeno in Aula, giacché carente di dati cruciali e finora lacunoso sulle minime verifiche ex ante ed ex post, tuttavia emblematico di quel finanziamento a pioggia che ancora ben connota la gestione pubblica targata Catiuscia Marini. Un modo di amministrare la res publica che pensavamo appartenere al trapassato remoto della politica”.

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