Si entra nel vivo (o nel morto!)

da Giampiero Tamburi
“S’ode a destra uno squillo di tromba; A sinistra risponde uno squillo: D’ambo i lati calpesto rimbomba Da cavalli e da fanti il terren. Quinci spunta per l’aria un vessillo; Quindi un altro s’avanza spiegato:”… …come scriveva Alessandro Manzoni. E la campagna elettorale incalza furiosa! Le strategie sono diverse; chi si ritrae nelle proprie posizioni; chi avanza e vuole invadere il campo dell’avversario; chi rinforza le proprie difese; chi studia come condurre l’attacco.

Ogni partito o movimento si dispone, secondo le proprie strategie, a dare la stoccata finale, per strappare consensi all’avversario, in questa compagna elettorale. Strade diverse ma, in definitiva sempre uguali, le adotta chi vuol cavalcare la tigre della contestazione ad oltranza, dichiarandosi l’unico portatore di verità e di rinnovamento della politica italiana.

Tutti fanno di tutto ma, in definitiva, non c’è nulla di nuovo. Facciamoci caso; ogni volta che nell’area c’è odore di elezioni, tutti ma proprio tutti i contendenti, si mettono le gambe in spalla e ci ricordano, con i soliti discorsi di circostanza, quello che è bene o non è bene per noi cittadini, dichiarandosi pronti a mettere le mani, naturalmente se i risultati elettorali lo consentiranno, per sanare gli annosi problemi che ci assillano e ci angustiano da sempre: riduzione delle tasse; servizi più adeguati alle nostre esigenze, ecc… In somma tutti quei problemi che sono la motivazione della loro esistenza e che una volta sanati non gli darebbero più la possibilità di sventolarli come vessilli di aggregazione per convincere la gente a votare per loro. Ma la gente non subisce più.

L’italiano non ha mai avuto l’anello al naso come pensa qualcuno; figuriamoci adesso! Ed i risultati si vedono!

Poi ci lamentiamo se l’astensionismo si manifesta sempre di più. Non è solamente mancanza di interesse per il mondo politico ma, vuol rappresentare, un preciso momento di protesta alla inadeguatezza delle strade che sta percorrendo la nostra classe politica. Certo, il non andare a votare, non spazza via tutta questa corruzione ed inadeguatezza di chi fa politica ma, d’altro canto, non si ha nessuno strumento alternativo di protesta. Una domanda: bisogna proprio arrivare ad un punto di non ritorno per poter cambiare il modo di trattare la parte sana della Nazione? Giampiero Tamburi Movimento Popolare di Mediazione

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