“SETTIMANA CRUCIALE PER L’ITALIA. IL PD NON PUO’ SBAGLIARE”

pd(UJ.com3.0) ROMA – Per la prima volta da quando sono in Parlamento sento che la scelta che stiamo per compiere, con l’elezione del nuovo Capo dello Stato, peserà moltissimo sul destino dell’Italia nel breve e nel medio periodo. Avverto cioè la responsabilità enorme che grava su ciascun “grande elettore” e sul Pd. Il prossimo Presidente della Repubblica dovrà raccogliere un’eredità molto impegnativa, quella di Giorgio Napolitano, le cui doti di equilibrio, determinazione, autorevolezza sono oggi riconosciute e apprezzate dalla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. I sette anni che abbiamo davanti, inoltre, saranno difficili e necessariamente di cambiamento, in Europa e in Italia. La crisi finanziaria, economica e sociale che ha colpito e sta colpendo duramente la nostra parte di mondo non lascerà le cose come prima: se vogliamo salvare l’Europa e ridare speranza al nostro grande Paese saremo costretti a cambiare, a innovare modi di produrre, di lavorare, di consumare, di vivere nella dimensione globale.

 

La sfiducia nella politica, nei partiti e nelle stesse istituzioni rappresentative ha infine caricato la figura del Capo dello Stato di un ruolo sempre più significativo, di garante della coesione nazionale. Per tutte queste ragioni il Pd deve avanzare una rosa di nomi e lavorare per raccogliere il massimo consenso possibile tra le forze politiche. Per rispettare lo spirito e la lettera della Costituzione e, soprattutto, per dimostrare nei fatti di essere quel “partito della Nazione” che sempre ci ricorda Alfredo Reichlin.

Ecco perché sono rimasta colpita e amareggiata dei toni e degli argomenti del nostro dibattito in questi ultimi giorni. Le parole di Renzi e le polemiche che ne sono seguite hanno rinviato ai cittadini l’immagine di un partito lacerato e autoreferenziale, che pensa al Congresso o alle prossime primarie anziché provare ad avere uno “sguardo lungo” sul futuro dell’Italia e degli italiani. Speriamo che si sappia tornare indietro, che si sappia nelle prossime ore ricondurre anche questa discussione nei luoghi e nelle forme normali di una grande forza popolare e riformatrice maggioritaria in Parlamento.

Dobbiamo scegliere una persona, donna o uomo, capace di rappresentare l’Italia in un periodo così particolare e difficile per la nostra comunità nazionale. Non c’è il candidato o la candidata perfetti, tutte le personalità di cui si parla hanno grandi meriti e limiti, come è normale per un essere umano. Ricercare la massima convergenza possibile tra le forze politiche è in questo caso sostanza e non metodo, l’espressione di una consapevolezza e di una responsabilità che mette al primo posto l’interesse generale di un Paese impaurito e insicuro che nel prossimo Capo dello Stato spera di trovare un riferimento forte e credibile quanto il Presidente Napolitano”.

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