Sergio De Vincenzi, PD umbro è un partito in caduta libera, arrogante e autoreferenziale

“Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale”, eravamo giunti alla elaborazione di un testo condiviso 

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Sergio De Vincenzi, PD umbro è un partito in caduta libera, arrogante e autoreferenziale

“Lo spettacolo che è andato in scena ieri in terza commissione è l’ennesima riprova che il PD umbro è un partito in caduta libera, arrogante e autoreferenziale, privo, a dispetto del nome che porta, della benché minima idea di cosa significhi osservare le più elementari regole di democrazia, a cominciare dal rispetto delle norme e delle leggi in ambito istituzionale”: lo afferma il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Ricci presidente). “Dopo un lungo lavoro di sottocommissione – spiega De Vincenzi – per approfondire il disegno di legge “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale”, eravamo giunti alla elaborazione di un testo condiviso da mettere in votazione nella seduta di ieri, ma il presidente Solinas ha voluto stravolgere il lavoro fatto insieme reinserendo in tutto l’articolato l’espressione ‘identità di genere’ e altri emendamenti successivi all’accordo che avevamo trovato nella sottocommissione cui hanno preso parte, oltre a Solinas, il sottoscritto e la consigliera Carbonari del Movimento 5 stelle, contando sulla forza dei numeri per far approvare il testo così modificato”.

“Inoltre – prosegue – in barba a formale richiesta di improcedibilità a norma della deliberazione ‘497/2014’, d’accordo con i commissari Chiaccheroni, Leonelli e Rometti, Solinas ha inflessibilmente proseguito nei lavori. Ma d’altra parte ‘i perugini del PD non ammettono lezioni di stile da nessuno’, così come in ambito etico. Ma di quale tipo di etica si parli non è dato sapere, se non dalla prassi adottata dal governo regionale in questo primo scorcio di legislatura”.

Secondo De Vincenzi “altro non ci si può aspettare da un governo regionale che si preoccupa solo di alcune discriminazioni, quelle che mediaticamente fanno effetto, e non di tutte indistintamente, a cominciare da quella contro l’opposizione”. “Questo è il modo di agire – continua De Vincenzi – di chi governa l’Umbria con il 23,7 per cento del consenso degli aventi diritto al voto. E così la richiesta avanzata in Aula per un governo all’insegna dell’umiltà e della condivisione con una minoranza che si attesta al 29,7 per cento (Centrodestra-Liste Civiche e M5S) cade regolarmente nel vuoto ma non a dispetto dei consiglieri, quanto piuttosto del popolo umbro”.

“Già nei mesi scorsi – aggiunge – abbiamo assistito a sedute dell’Assemblea legislativa grottesche e irrituali, al tentativo goffo e imbarazzante di impedire la dovuta e semplice ratifica di una commissione di indagine sui rifiuti richiesta, a norma di Statuto e Regolamento, da un terzo dei membri del Consiglio. E vogliamo parlare dell’assestamento di bilancio? Basta ricordare l’esito di due emendamenti: niente soldi aggiuntivi agli oratori, che in Umbria si occupano di 15mila giovani indipendentemente dalla religione o non religione professata e 70mila euro (140mila in totale) alle politiche giovanili, soldi che andranno a finanziare le associazioni che si occupano di giovani e le stesse formazioni giovanili dei partiti: un finanziamento mascherato a sé stessi. A buon intenditor poche parole”. “Questo PD – conclude – non può certo dirsi propriamente un partito del popolo; forse lo sarà pure stato nel passato, ma certo oggi è quello delle oligarchie, dove ciò che conta sono le garanzie personali e familiari piuttosto che l’etica e il rispetto delle regole”.

De Vincenzi

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