Scade emergenza postsisma e decade autonoma sistemazione

la ricostruzione non è iniziata e tante famiglie non avranno la possibilità di tornare stabilmente nelle proprie abitazioni

Scade emergenza postsisma e decade autonoma sistemazione
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Scade emergenza post sisma e decade autonoma sistemazione

I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle) annunciano la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in merito alla “imminente scadenza dello stato di emergenza post sisma con il conseguente decadimento del contributo per l’autonoma sistemazione”. I due esponenti pentastellati chiedono all’Esecutivo regionale di “sollecitare con urgenza il Governo al fine di proseguire nell’erogazione del Cas, vista l’ulteriore estesa grave crisi sociale che sarebbe viceversa innescata dall’improvvisa interruzione di tale provvidenza, informando anche in merito al numero di famiglie aventi diritto, ma che ad oggi non hanno percepito contributi, nonostante siano ormai trascorsi mesi e mesi dall’inizio degli eventi sismici. Occorre dare immediate certezze ai residenti”.

Nel loro atto ispettivo, Liberati e Carbonari dopo aver ricordato la proroga contenuta nel decreto governativo (10 febbraio 2017) di 180 giorni che si andava ad aggiungere ai 180 giorni previsti nel primo Decreto (25 agosto 2016), ricordano che “con Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile (n. 388 del 26 agosto 2016) si definivano i primi interventi urgenti tra cui i contributi di autonoma sistemazione.

Venivano quindi definiti i limiti temporali secondo i quali: ‘i benefici economici sono concessi a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile, e sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità, e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza’”.

Liberati e Carbonari rimarcano dunque che “a distanza di circa un anno dai primi eventi sismici, la ricostruzione non è iniziata e tante famiglie non avranno la possibilità di tornare stabilmente nelle proprie abitazioni, se non tra molto tempo. Gli aventi diritto – concludono – hanno già dovuto fronteggiare, spesso autonomamente, i disagi legati alla mancata erogazione o agli estremi ritardi dei contributi”.

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