Sanità, rivoluzione valutando i bisogni dei cittadini

Il PD dell’Umbria ha bisogno di buona politica

Sanità,  rivoluzione valutando i bisogni dei cittadini
dal Dipartimento Sanità Pd Umbria
La proposta di rinnovamento su cui è stata confermata alle recenti elezioni, la fiducia al PD, necessita adesso di una conferma e di una concretizzazione. Tale rinnovamento non può non coinvolgere la Sanità voce di spesa prevalente della Regione e dovrà passare attraverso la consapevolezza di un miglioramento degli attuali standard qualitativi raggiunti dalla sanità regionale.
Tale “rivoluzione” dovrà realizzarsi avendo come perno centrale la valutazione dei bisogni di salute del cittadino alla luce delle nuove esigenze derivanti dall’aumento del carico di patologie croniche espressione, queste,  dell’invecchiamento della popolazione nonché dalle difficoltà sociali espressione dell’attuale condizione economico finanziaria. Avendo come punto di riferimento tale principio sarà facile riprogrammare la sanità territoriale  sfruttando le nuove tecnologie (Telemedicina, ICT (Information Comunication Tecnology, Tessera Sanitaria Elettronica)  ed implementando progetti assistenziali in grado di soddisfare le nuove e vecchie esigenze di salute superando reticenze e rendite di posizione.

Sempre maggiore è la necessità di riacquisire un rapporto di fiducia medico-paziente che non può prescindere da un riscatto professionale della medicina di base che dovrà farsi carico di valutare e rispondere alle richieste di salute del territorio di appartenenza attraverso la realizzazione di progetti assistenziali innovativi ed improntati al principio di efficienza, efficacia ed appropriatezza.

La centralità del cittadino utente sarà lo stesso perno su cui si dovrà riorganizzare la rete ospedaliera nel rispetto dei nuovi parametri e criteri e sul presupposto che non è ormai più sostenibile un’organizzazione che vede ospedali, a distanza di pochi chilometri, assolvere alle stesse funzioni.

Sarà necessario definire “chi fa e cosa” riprogrammando le funzioni dei vari presidi ospedalieri sulla base delle esigenze del bacino di utenza con una visione però, panoramica dell’organizzazione nell’intero territorio regionale. Una riorganizzazione che abbia il significato non di penalizzazione di alcuni territori a favore di altri ma che abbia il sapore di una valorizzazione delle specificità acquisite negli anni e che abbia comunque e sempre come punto di riferimento la qualità della prestazione fornita e la sicurezza del cittadino.

Riorganizzazione che veda realizzarsi, finalmente, il principio di articolazione dipartimentale ed interaziendale secondo un modello di Hub & Spoke dove i centri di riferimento regionale ( Perugia e Terni) assolvano alla loro funzione di centri in grado di garantire un reale valore aggiunto alla qualità del sistema. E’ del tutto ovvio che una tale “rivoluzione” richiederà il superamento di rendite di posizione e di autoreferenzialità dei professionisti della sanità e che veda finalmente realizzato il criterio meritocratico.

Dovranno essere scelte coraggiose ma eque realizzabili e condivise.  Questo potrà essere viatico per un ulteriore salto di qualità di tutto il sistema che dovrà prevedere anche la realizzazione di progetti in grado di valorizzare le attuali eccellenze della nostra sanità.

E’ quindi ora che tale fermento di rinnovamento coinvolga anche la nostra regione e che trovi un suo esempio e concretezza nella sanità. Il livello di civiltà di una società si misura anche e soprattutto sul grado di wellfare del paese e la sanità ne è una componente prioritaria e fondamentale.

Sanità

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*