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Sanità, rinviata in commissione mozione per Fondazioni di comunità psichiatriche

La mozione è a firma Carla Casciari (Pd) e Attilio Solinas (Misto) e propone l'istituzione di 2 fondazioni di comunità in ambito psichiatrico

Carla Casciari

Sanità, rinviata in commissione mozione per Fondazioni di comunità psichiatriche Perugia – L’Aula di Palazzo Cesaroni, con voto unanime, ha deciso di rinviare alla Terza Commissione, per approfondimenti, la mozione a firma Carla Casciari (Pd) e Attilio Solinas (Misto-Mdp) che proponeva l’istituzione di “due fondazioni di comunità, ciascuna afferente alle due Asl dell’Umbria, al fine di migliorare gli standard di cura e di presa in carico dei soggetti affetti da malattie psichiatriche, e per assicurare agli stessi dei percorsi di assistenza e cura anche nel momento del venir meno della rete familiare”.

L’esigenza di approfondire la proposta in Commissione è stata manifestata dallo stesso firmatario Solinas e condivisa successivamente dall’intera Aula.

Nell’illustrazione dell’atto, Carla CASCIARI ha rimarcato come “in Italia il settore della salute mentale ha subito nel tempo sostanziali modifiche. Dapprima con la chiusura dei manicomi portata avanti nel processi di de istituzionalizzazione della Legge-Basaglia e poi, recentemente, con la valutazione di nuovi modelli organizzativi per una ‘psichiatria di comunità’ che sappia tradurre i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Si rende dunque necessario UN NUOVO MODELLO OPERATIVO DI CURa di una persona affetta da disturbi psichiatrici, che si traduce unicamente in una pluralità di singole prestazioni terapeutiche/riabilitative, ma che deve tener conto della complessità dei bisogni collegati al benessere della persona, ed allarga quindi la platea dei protagonisti che si fanno carico del paziente. In Italia esistono alcune positive esperienze di nuovi modelli organizzativi che consentono di progettare, finanziare e monitorare i percorsi di sostegno della persona affetta da malattia psichiatrica, quali le FONDAZIONI DI COMUNITÀ: UN ENTE NO-PROFIT PARTECIPATO DA SOGGETTI PUBBLICI, ORGANIZZAZIONI DEL TERZO SETTORE, PRIVATI E FINANZIATA CON RISORSE PUBBLICHE E PRIVATE, il cui atto costitutivo garantisce lo scopo sociale.
Nell’ambito psichiatrico la costituzione di fondazioni di comunità consentirebbe di realizzare una serie di azioni integrate alle quali partecipino la sanità pubblica per tramite dei Dipartimenti di salute mentale, il mondo accademico, gli enti locali responsabili dei servizi sociali, il terzo settore ed i privati, coinvolgendo le associazioni di volontariato ma anche l’individuo direttamente interessato e le persone a lui più vicine, come ad esempio la famiglia. Una fondazione di comunità così costituita, potrebbe quindi essere finanziata con risorse pubbliche e private, e tramite essa, si potrebbero sperimentare, finanziare e realizzare progetti di presa in carico globale delle persone affette da malattia psichiatrica, in un percorso di autonomia possibile costruito sulle capacità ed abilità di ciascuno.
La Fondazione di comunità potrebbe essere per i familiari di pazienti psichiatrici una risposta affidabile e garantita a livello istituzionale, e potrebbe svolgere la funzione di trustee e gestendo separatamente, rispetto al proprio patrimonio, i lasciti dei privati amministrandoli per finanziare progetti di sostegno dedicati.  I medici e operatori del settore psichiatrico rimarcano la forte necessità di favorire un rinnovamento dell’organizzazione e dei modelli di gestione che veda l’utente come protagonista ed attore, con il coinvolgimento della propria famiglia”.

INTERVENTI:
Attilio SOLINAS (Misto-Mdp): “Si tratta di una proposta molto importante, di un tema estremamente serio e delicato. Da una recente statistica pubblicata dal Sole 24 Ore emerge che l’Umbria è fanalino di coda per quanto riguarda gli organici per l’assistenza psichiatrica. Parliamo di un ambito in sofferenza, una condizione più volte sottolineata in specifiche audizioni dagli stessi psichiatri che chiedono una maggiore integrazione dell’assistenza attraverso l’incremento del personale. Non servono dunque macchine ma personale specialistico. È un argomento sul quale sono auspicabili approfondimenti ulteriori in Commissione”.
Claudio RICCI (Rp): “Credo anch’io all’opportunità di approfondire la proposta in Terza Commissione. Sono necessari approfondimenti tecnici, organizzativi ed economici. Giudico estremamente positivo legare la cura al benessere complessivo della persona. E non solo per patologie come quelle psichiatriche, ma anche di menomazioni fisiche. Isolare il soggetto non è mai un buon elemento propedeutico alla cura. Serve maggiore integrazione con elementi della società per individuare percorsi di autonomia”.
Valerio MANCINI (Ln): “Credo anch’io nell’opportunità di approfondire l’atto in Commissione. Si tratta di un tema molto sentito dalle famiglie. Un problema noto da anni, particolarmente presente anche in ambito scolastico. Sono necessarie azioni consistenti e concrete”.
Maria Grazia CARBONARI (M5S): “Abbiamo rilevato criticità nell’atto, soprattutto dove si tratta di delegare una attività propria del pubblico al privato. E soprattutto dove si parla di Fondazioni per la gestione del patrimonio dei soggetti in cura. Delegare l’assistenza sanitaria ai privati significa drenare risorse alle famiglie dei disabili. In questo modo si rende più incerta la condizione del cittadino. Vorrei ricordare che negli anni ’80 era il pubblico a prendere totalmente in carico il paziente. Ed oggi l’estrema difficoltà del settore deve essere colmata dal pubblico, caso mai sanata andando, dove è possibile, verso la domiciliarietà degli interventi. Giudichiamo comunque positivo un attento e concreto approfondimento della tematica in Commissione”.

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