Sanità, nomine direttori generali e uno strano caso di esclusione

Lega Nord: La bocciatura da parte del Pd ci fa capire come le scelte dei direttori generali siano condizionate da dinamiche politiche

Sanità, nomine direttori generali e uno strano caso di esclusione

Sanità, nomine direttori generali e uno strano caso di esclusione

Nella seduta di Consiglio Regionale la maggioranza Pd ha bocciato la mozione proposta dai consiglieri della Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che mirava ad impegnare la Giunta regionale a modificare l’articolo 26, comma 1 della legge regionale “11/2015” (Testo unico in materia di sanità e servizi sociali) relativo alle modalità di nomina dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere, affidando ad una commissione di esperti il compito di stilare una graduatoria, basata sui curriculum e le esperienze professionali, nel rispetto della quale effettuare la scelta dei soggetti da nominare.

La nostra proposta di modifica delle modalità di nomina degli apicali della sanità umbra, voleva valorizzare il merito e non solo la connotazione politica, per garantire un servizio sanitario efficiente ed efficace e in grado quindi di rispondere alle aspettative e agli interessi dei cittadini.

La bocciatura da parte del Pd ci fa capire come le scelte dei direttori generali siano condizionate da dinamiche politiche, che ben poco hanno a che vedere con il soddisfacimento delle esigenze aziendali del sistema sanitario regionale. In tal modo la Giunta Marini punta ad alimentare una logica clientelare e mantenere il consenso, ma a noi questo sistema non piace e vogliamo assolutamente cambiarlo.

Il consigliere Fiorini e Mancini hanno fatto notare l’assurda criticità delle liste di attesa che vedono alcuni esami posticipati anche oltre l’anno.

Abbiamo inoltre raccolto la testimonianza di una persona che, dopo aver pagato la “modica” cifra di 3mila euro, ha partecipato presso Villa Umbra, al “Corso di formazione manageriale per Direttori generali, Direttori sanitari e Direttori amministrativi di Azienda sanitarie ed Istituti zooprofilattici sperimentali” che poneva gli stessi identici requisiti richiesti per essere inseriti nell’elenco generale dei candidati idonei alla nomina di Direttore Generale delle aziende del servizio sanitario regionale.

Se questa persona è stata ammessa al corso poiché risultata in possesso dei requisiti previsti, perché non è stata inserita nell’elenco regionale che richiedeva gli stessi identici requisiti?

Inoltre, secondo quanto stabilito dalla delibera di Giunta, il servizio risorse umane del SSR e semplificazione, avrebbe dovuto automaticamente iscriverlo nell’apposito elenco, avendo conseguito tale certificato di formazione manageriale. Una vicenda sulla quale indagheremo a fondo.

Emanuele Fiorini e Valerio Mancini
Lega Nord Umbria

Sanità

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