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Rom in città, Carla Spagnoli, Movimento per Perugia un allarme sociale!

Solo nelle ultime settimane sono state continue le segnalazioni di furti e altri reati

Rom in città, Carla Spagnoli, Movimento per Perugia un allarme sociale! Solo nelle ultime settimane sono state continue le segnalazioni di furti e altri reati  La presenza di vere e proprie famiglie rom a Perugia sta diventando un grosso problema sociale… Solo nelle ultime settimane sono state continue le segnalazioni di furti e altri reati da parte di cittadini residenti in diverse zone della città, da via Pirago a via della Concordia, da via della Pescara al Bellocchio, passando per via Campo di Marte e via Fonti Coperte… Proprio in quest’ultima via ci risulta che le Forze dell’Ordine abbiano sorpreso minorenni rom intenti a spostare le telecamere di sicurezza verso l’alto, in modo da non riprendere eventuali reati o azioni criminose! Per non parlare, poi, del Parco Sant’Anna, diventato “proprietà privata” di decine di rom che vi bivaccano tutto il giorno…

Persino al Percorso Verde, ormai, i furti d’auto sono all’ordine del giorno! Inoltre alle istituzioni risulta che nessuno degli appartenenti a queste famiglie rom abbia un lavoro. Eppure spesso arrivano notizie di rom “nullatenenti” che vengono sorpresi con auto e oggetti di lusso: com’è possibile senza un lavoro? Possibile che nessun politico né le istituzioni si facciano questa domanda elementare e si diano una risposta? Possibile che le segnalazioni di allarme e le denunce di comitati e cittadini debbano sempre rimanere inascoltate?

Purtroppo le Forze dell’Ordine, nonostante l’impegno che mettono al di sopra delle loro forze, hanno le mani legate da uno Stato che non fornisce loro gli strumenti e i poteri utili per combattere questa delinquenza. Infatti quando un rom viene arrestato, viene subito rilasciato perché risulta residente e quindi, secondo la legge, viene meno il presupposto del pericolo di fuga. Le Forze dell’Ordine possono solo controllare il nominativo, fare le foto, prendere le loro impronte e rilasciarli per non rischiare l’accusa di sequestro di persona! Per questo i rom in Italia possono tranquillamente circolare senza documenti e aggredire le Forze dell’Ordine che fanno controlli nei campi nomadi e nelle loro abitazioni…

È normale lasciare in giro gente che ha alle spalle decine di precedenti penali per gli stessi reati? A chi giova questo assurdo buonismo? Che credibilità ha questo Stato, impotente per sua scelta? Il problema deve essere risolto alla radice: se un rom non italiano non dimostra di avere un lavoro e una fissa dimora, deve essere rimpatriato, anche se comunitario!

Anche i comuni e le regioni devono fare la loro parte e non devono dare la possibilità di restare a gente che non lavora, non ha fissa dimora, delinque e non vuole integrarsi! In Francia, prima con Sarkozy e poi con Hollande, è stata attuata una politica di rimpatrio incentivato, ma anche coatto, di rom rumeni e bulgari (quindi comunitari). Sono razzisti pure i francesi e Hollande? Se la Romania riprende i suoi rom dalla Francia, perché non dovrebbe riprenderli dall’Italia?

Inoltre si deve dire basta ai campi rom, ormai diventati una “terra di nessuno” in mano a criminali che dettano la loro legge, minacciando la sicurezza delle città e dei cittadini italiani. I campi rom come noi li conosciamo non esistono altrove: nel Regno Unito esistono solo siti di sosta temporanea, non permanenti, e fermarsi fuori da questi siti è considerato reato; in Francia ci sono aree di permanenza temporanea fornite di acqua e luce per i rom, a condizione che abbiano le Carnets de voyage rilasciate dalla Prefettura. Quando in Italia lo Stato tornerà a essere uno Stato…?

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

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