Rocca Paolina, restauro e riapertura porte, odg Bori e Bistocchi

La Rocca Paolina è conosciuta in tutta Italia e all’estero. Si tratta di una città nella città.

Rocca Paolina, approvato progetto per restauro alcuni spazi

Rocca Paolina, restauro e riapertura porte, odg Bori e Bistocchi

Qui di seguito il testo integrale dell’odg presentato dai consiglieri del Pd Tommaso Bori e Sarah Bistocchi:

“VALUTATO CHE:

La Rocca Paolina, costruita tra il 1540 e il 1543 per volere del papa Paolo III e progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, venne realizzata su quelle che erano le case dei Baglioni, in seguito alla loro rivolta contro lo stato pontificio. In parte distrutta dal popolo perugino nel 1848, ricostruita in seguito nel 1860 per volere di papa Pio IX, la Rocca fu definitivamente abbattuta nei decenni successivi all’annessione al Regno d’Italia, offrendo lo spazio per la costruzione di molti edifici e sistemazioni ottocentesche (piazza Italia, via Masi, giardini Carducci, viale Indipendenza).

Dell’antica Rocca (articolata in tre parti: il Palazzo Papale, il “Corridore” e la “Tenaglia”) rimasero solo i sotterranei del Palazzo Papale. Questi furono finalmente interessati da lavori di rimozione delle macerie nel 1932 e conclusi nel 1965, aprendosi al pubblico quale “città sotterranea” di grande fascino e suggestione.

La Rocca Paolina è conosciuta in tutta Italia e all’estero. Si tratta di una città nella città. Camminare per ciò che è rimasto della grande fortezza evoca visioni immaginifiche di una cittadina sotterranea e coperta, in cui la vita, il commercio e la gestione degli affari poteva continuare e sopravvivere nonostante le difficoltà.

La Rocca Paolina custodisce anche un sito archeologico sui generis. Infatti, scavando sotto le sue basi, gli archeologi hanno trovato alcuni resti di quelle antiche case e degli edifici che sorgevano prima di essa. Essendo stata anche una prigione, gli stretti corridoi raccontano le vessazioni e le colpe dei numerosi galeotti che lì hanno trascorso parte della loro vita.

Dal 1983, grazie all’amministrazione comunale, la Rocca Paolina è diventata simbolo della mobilità alternativa, venendo attraversata da un percorso di scale mobili che collegano la base dell’Acropoli etrusco-romana (Piazza Partigiani) con il suo cuore in Piazza Italia.

CONSIDERATO CHE:

I suoi grandi e singolari spazi sono utilizzati, durante l’anno, per diverse manifestazioni culturali anche grazie alla presenza del CERP (centro espositivo Rocca Paolina) ed ospitano opere d’arte simboliche come Il Grande Nero di Alberto Burri, il Monumento ai democratici umbri vittime dello squadrismo fascista di Romeo Mancini e il Volo di Colombe dedicato al premio Nobel per la Pace, Olaf Palme, di Massimo Pierucci.

Ad oggi rappresenta uno dei luoghi simbolo di Perugia, oggetto di visita da parte di molti turisti, nonchè abituale luogo di passaggio utilizzato dai tanti cittadini e studenti che si recano in centro storico. E’ parte integrante della città, animato nodo di Perugia che pulsa di vita.

Le scale mobili costruite al suo interno collegano due zone della città altrimenti raggiungibili poco velocemente. Ogni giorno, centinaia persone calcano i cunicoli.

Ad oggi si può entrare nella Rocca Paolina solamente da tre porte d’accesso, ma esistono altri due potenziali ingressi, lungo Viale Indipendenza e piazza Italia, non restaurati e quindi non utilizzabili (se non in occasioni eccezionali come per esempio in caso di sovraffollamento della Rocca Paolina al fine di far defluire la folla e/o per questioni di sicurezza);

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE:

A restaurare le antiche porte di accesso alla Rocca Paolina, ad oggi bloccate e non usufruibili, al fine di renderle utilizzabili tutti i giorni. Una volta terminati i necessari lavori di restauro ad aprire le medesime porte per favorire l’accessibilità alla Rocca Paolina”.

Rocca Paolina

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