Riforma della scuola, Nevi (Fi) critica critica il disegno di legge del Governo: “Altra occasione persa”

“Il disegno di legge relativo alla riforma della scuola, voluta da Matteo Renzi, è l’ennesima occasione gettata al vento di intervenire seriamente, ed in maniera organica, al fine di risolvere i problemi endemici che soffocano da anni il nostro sistema d’istruzione. Inoltre tale modus operandi smentisce tutti coloro che definiscono riformista l’attuale compagine governativa: l’Esecutivo renziano non può di certo definirsi liberal, tutt’al più si possono riscontrare interventi dettati da un socialismo in salsa pop”. Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Cesaroni, Raffaele Nevi. Per il consigliere di opposizione “tutta la modifica del sistema scolastico è un continuo ‘vorrei ma non posso’. Per dire: una timida concessione di autonomia ai presidi nel selezionare gli insegnanti ma nulla in confronto ad un vero potere contrattuale. Si parla di aumenti salariali legati al merito ma davvero poca cosa se rapportati agli scatti d’anzianità. Vengono previsti degli sgravi fiscali per le famiglie che si orientano per una scuola paritaria ma è molto limitato l’importo. In più la valutazione degli insegnanti viene demandata ad organi interni agli stessi istituti quando servirebbero società valutative esterne operanti mediante parametri oggettivi. Altro tema caldo – continua – è quello delle assunzioni del personale docente. In effetti sembra che la riforma denominata della ‘buona scuola’ sia stata ritagliata più per gli insegnanti che non per gli studenti. L’infornata di professori è slegata dalle vere esigenze di didattica ma serve a proseguire quella tipica tradizione italiana per la quale la scuola viene vista come un grande ammortizzatore sociale che, invece di attutire i problemi, tende ad amplificarli. Del resto se il numero di insegnanti è abnorme rispetto al numero di studenti a rimetterci non saranno solamente questi ultimi ma anche i docenti più preparati, che vedranno dissolversi il premio di efficienza. Sul bonus, da 500 euro annui per la formazione professionale del personale docente: seppur lodevole come intento finalizzato alla crescita culturale del corpo insegnante – conclude Nevi – rimangono seri dubbi relativi alla sua copertura finanziaria. Dubbi che al momento non vengono dissolti”.

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