Regione Umbria, per il M5S un bilancio “parificato” ma non “bilanciato”

Appello Marini, M5s, no ad elemosine di Stato, restituire dignità alle persone

da Luigi Cesarini (MoVimento 5 Stelle Perugia)
Molte cose importanti che incidono sulla vita dei Cittadini umbri passano spesso in sordina. Tra queste la relazione del Procuratore regionale della Corte dei Conti dott. Agostino Chiappinello in merito al cosiddetto “giudizio di parificazione” (ossia un “esame” della Magistratura contabile) per l’ultimo bilancio della Regione Umbria.

La Governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini e il Presidente del Consiglio regionale Eros Brega erano presenti alla seduta pubblica in cui la Corte dei Conti ha espresso tale “giudizio di parificazione”.

Chissà se il Procuratore, mentre leggeva la sua requisitoria di fronte alla Governatrice Marini, ha pensato al procedimento con cui il Comune di Todi nel 2013 è stato condannato dalla Corte dei Conti a pagare 630 mila euro circa per danno erariale relativo agli anni 2003 – 2007, anni in cui La Sig.ra Marini era Sindaco di Todi e dunque, in teoria, avrebbe dovuto essere al corrente dei “generosi” premi monetari “al di fuori dei presupposti procedurali e sostanziali previsti dal contratto nazionale” come scrive, appunto, la Corte dei Conti.

In un Paese “civile” di fronte a fatti simili ci si dovrebbe dimettere, come per esempio è successo in Germania nel 2011 dove il ministro della difesa Karl-Theodor zu Guttenberg si è dimesso perché, udite udite, aveva copiato una parte di tesi per il suo dottorato, come sono “strani” questi tedeschi.

La Governatrice Marini ottenuto il “giudizio di parificazione” si è subito esposta sui mass media esprimendo felicità e soddisfazione. Il M5S di Perugia non riesce ad essere, ci scuserà la Governatrice, altrettanto felice e soddisfatto perché, a leggere bene il documento della Corte dei Conti qualche brivido lungo la schiena ci arriva.

A nostro avviso il “giudizio di parificazione” per come è stato espresso dalla Corte dei Conti ci ricorda il famoso “sei-meno-meno-meno” concesso dal professore “buono” per salvare uno studente dall’insufficienza e dunque dalla bocciatura.

Nella sua requisitoria il Procuratore Chiappinello ha evidenziato una sostanziosa serie di “rilievi” (che noi invece, terra terra, preferiamo chiamare “cose gravi che non vanno bene”) riassunte nei seguenti punti:

a) problematiche concernenti la contabilizzazione e la verifica dei presupposti giuridici alla base dei residui, e quindi la necessità di un’attenta valutazione delle voci da conservare in bilancio in conto residui;
b) informativa sugli strumenti di finanza derivata (i “famosi” contratti derivati), che non risulta idonea ad offrire una prospettazione completa degli effetti delle operazioni intraprese sui conti dell’Amministrazione, senza riferimento alcuno agli effetti sul bilancio pluriennale e senza richiamo alcuno al valore stimato di estinzione delle stesse al momento della redazione del bilancio (ovvero il mark to market);
c) conseguimento, anche per l’esercizio in corso, di un disavanzo finanziario, in leggera diminuzione rispetto all’esercizio 2012;
d) necessità, da parte della Regione, di adeguare le disposizioni utilizzate per l’affidamento degli incarichi esterni alla disciplina di legge vigente, perseguendo, altresì, la riduzione di questa tipologia di spesa (incarichi aumentati considerevolmente nel 2013 rispetto agli anni precedenti);
e) gravissimo ritardo, come già accaduto l’anno scorso, con cui la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale il Rendiconto Generale che risulta approvato quasi in concomitanza con la data di fissazione della cerimonia di parificazione del bilancio della Regione;
f) numero delle figure “apicali” nell’organico della Regione particolarmente elevato, giacché a fronte di 819 unità del comparto e 519 in categoria D, vi sono 288 posizioni organizzative di secondo livello, i cosiddetti “minidirigenti”, dunque maggiori costi a carico di tutti i Cittadini umbri;
g) mancata trasmissione dei bilanci di aziende partecipate dalla Regione, tra cui Umbriaflor e Umbria mobilità, in perdita manco a dirlo, nonché di enti dipendenti;
h) aree edificabili, terreni e fabbricati della Regione iscritti a bilancio con valutazioni (noi diremmo sopra-valutazioni) non coerenti con l’andamento dei prezzi del settore immobiliare che risulta aver subito una significativa flessione dei prezzi di mercato;
i) e dulcis in fundo la situazione relativa alle spese dei Gruppi consiliari che vale la pena riportare testualmente dalla requisitoria :
“Orbene, per ciò che concerne i rendiconti di esercizio relativi al 2013 presentati dai 10 Gruppi consiliari presenti all’interno dell’Assemblea legislativa regionale, i rendiconti di 2 Gruppi non sono stati ritenuti regolari dalla Sezione Regionale di controllo della Corte dei conti per l’Umbria per violazione delle norme regionali relative alla dotazione organica consentita. In particolare, la Sezione ha rilevato la presenza di unità in soprannumero rispetto alla dotazione massima consentita dalla normativa. La Sezione, inoltre, ha avuto modo di rilevare che gruppi che nel corso dell’anno avevano subito una trasformazione, che li obbligava a redigere il rendiconto per il periodo precedente alla suddetta trasformazione ed a trasmetterlo al Consiglio Regionale nei successivi trenta giorni, per l’inoltro alla Sezione medesima, non hanno adempiuto nei termini di legge. La Sezione, altresì, non ha avuto modo di ricavare notizie in merito all’avvenuta reiscrizione al bilancio del Consiglio Regionale degli avanzi di gestione e dei risparmi di esercizio derivanti dalla trasformazione dei Gruppi, così come previsto dalla normativa. Infine un Gruppo, che a seguito della trasformazione è risultato composto da un solo Consigliere, ha contravvenuto alla normativa regionale che prevede, in tale evenienza, la perdita del diritto al contributo per il funzionamento. Conseguentemente, non avrebbe nemmeno potuto utilizzare le residue disponibilità finanziarie conseguite nel tempo in cui era costituito da più componenti.”

Non scordiamoci mai che stiamo parlando di utilizzo di soldi pubblici finanziati con le (alte) tasse dei Cittadini.
In un Paese “civile” ci si dimette per molto meno; come ad esempio è successo nel 2014 in Gran Bretagna, dove il ministro dell’immigrazione Mark Harper si è dimesso dopo avere scoperto che la sua Colf non era in regola nel 2007 con il permesso di soggiorno, come sono “strani” questi inglesi.

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