Regione Umbria, Liberati M5s, si riducono le sedute, si spegne l’opposizione

Nomine sanità, mozione centrodestra e liste civiche
sala consiglio

Regione Umbria, Liberati M5s, si riducono le sedute, si spegne l’opposizione

da Andrea Liberati -M5S Regione Umbria
Ci risiamo. Pezzi apicali della maggioranza stanno mettendo in atto un nuovo e inammissibile tentativo volto a comprimere il dibattito e i diritti politici dell’opposizione in Regione Umbria. Era infatti inizio settembre quando provarono a convocare il Consiglio regionale per misere due volte al mese –manovra allora sventata: ieri pomeriggio, in Conferenza dei capigruppo, il PD ha riproposto il predetto piano, fissando anzitutto la prossima seduta per il 3 novembre, vale a dire ben 19 giorni dopo l’ultima Aula, tenuta a metà ottobre. In pratica si dibatte più spesso nel minuscolo Molise che da noi,  http://consiglio.regione.molise.it/?q=taxonomy/term/58

NON SOLO

Fino a oggi è stato indetto un solo Consiglio per le interrogazioni a risposta urgente, quando il regolamento interno, art. 88, ne prescrive almeno due al mese: siamo così sotto di ben cinque sedute! A tal fine il Movimento 5 Stelle, unitamente alle altre forze di opposizione, ha richiesto di convocare l’Aula appena possibile, ossia martedì prossimo, 27 ottobre: la presidente del Consiglio, Donatella Porzi, ci ha però segnalato che le relative interrogazioni non riceverebbero risposta, perché informata del fatto che gli assessori regionali saranno impegnati altrove. Ma dove, se non a Perugia???

Ecco l’urgenza di spazzare via con una nostra apposita mozione l’oscena abitudine della Giunta di effettuare missioni in Italia e all’estero proprio nel giorno in cui il Consiglio è tradizionalmente convocato, il martedì, prassi offensiva nei confronti delle istituzioni e dei cittadini: se il PD non riesce a garantire la presenza in Aula, se la maggioranza si spacca in mille pezzi e, tra i pochi consiglieri pure presenti, alcuni amabilmente escono dall’Assemblea a fare altro, se non si assicurano dunque il numero legale e la continuità amministrativa, se si è così ‘stanchi’, forse un passo indietro diventa imperativo morale.

Non è infatti tollerabile che siano i cittadini a pagare tanta inefficienza, viste pure le alte remunerazioni dei consiglieri. E non è giusto nemmeno per quegli eletti sempre presenti, tanto di maggioranza che di opposizione, fiduciosi di svolgere il proprio lavoro in un clima dialettico, ma costruttivo, a vantaggio di tutti gli umbri.

La maggioranza non può dunque arrivare a ‘spegnere’ con metodi capziosi la democrazia anche in Regione, dopo lo svuotamento dell’Ente cagionato dagli scandali e dall’iperpresidenzialismo all’italiana. Di questo passo gli atti si accumuleranno mentre le attività politiche dei gruppi in seno all’Assemblea saranno viceversa fortemente ridotte, quando non sospese. Intanto la Giunta potrà continuare a sbizzarrirsi nelle attività più improbabili, freneticamente sospesa tra Perugia a New York, tra Rio de Janeiro e Pechino, senza limite, ben oltre il buon senso. Ma il Titanic è appena dietro l’angolo.

Regione Umbria

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