Regione, salute pubblica e risoluzione ambientale Conca Ternana, mozione M5S

Salute pubblica e risoluzione ambientale Conca Ternana

Regione, in Commissione mozione M5S su ambiente Terni.“Tutela della salute pubblica e risoluzione della situazione ambientale della Conca ternana”, sulla mozione del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha deciso all’unanimità, su proposta prima di Nevi (Fi) e poi di Brega (Pd) di approfondirne i contenuti in Commissione per poi riportarla “in tempi brevi”.

Alla decisione si è giunti dopo un ampio dibattito in Aula nel quale è emersa una condivisa volontà di approfondire il tema nella sua completezza, attraverso una documentazione tecnica dettagliata e, se necessario, come ha richiesto lo stesso Liberati, anche con appropriate audizioni.

Nell’illustrazione dell’atto, il capogruppo pentastellato ha rimarcato come “finalmente, dopo 45 anni, si affronta una situazione che non riguarda la sola Conca ternana, ma l’intero territorio regionale, alle prese con inquinamento da metalli pesanti e diossine. Emissioni acclarate da tutti gli studi di Arpa e dell’Istituto superiore di sanità.

È necessario fare un passo avanti e sostenere le produzioni industriali mitigandone un inquinamento tale da interessare molte riviste scientifiche e quotidiani nazionali”. La presidente della Giunta regionale, dopo aver sottolineato l’importanza di “conciliare esigenze produttive e ambientali e puntare su tecnologie che riducono impatto”, ha evidenziato che “alcune proposte della mozione sono compatibili con la scelte del Governo regionale”, aggiungendo che “affrontiamo dunque la realtà fino in fondo, utilizzando i dati con serietà e valutando le azioni da mettere in campo.

Abbiamo disponibili fondi europei oltre ai 5 milioni di euro che la Giunta ha messo a disposizione per la chiusura del ciclo degli scarti di produzione. Un impegno economico che serve a sostenere scelte dell’azienda che vadano in direzione del rispetto ambientale. Dopo un anno quei fondi sono ancora disponibili, ma nessuno ci ha presentato progetti per utilizzarli”.

I principali passaggi della mozione impegnavano sostanzialmente l’Esecutivo regionale a prevedere; “attività di monitoraggio della qualità dell’aria, coinvolgendo nello studio epidemiologico in progetto sulla Conca ternana, l’Istituto Superiore di sanità e l’Associazione italiana registri tumori; l’applicazione del principio di precauzione nelle aree con evidenza di contaminazione e di rischio ambientale al fine di tutelare la salute pubblica; l’inserimento dell’intera area del Comune di Terni nell’elenco delle zone in cui è preclusa l’autorizzazione delle costruzioni di nuovi impianti a biomasse medio-grandi; la priorità all’individuazione di tutte le misure necessarie a dare sollievo economico alle aziende agricole o agli agricoltori; l’inserimento all’interno della programmazione per l’istituzione dell’area di crisi industriale complessa Terni-Narni, portando l’istanza sul Tavolo del Mise riguardo agli assi relativi all’innovazione ambientale del polo siderurgico, alla bonifica del territorio e allo sviluppo di settori industriali come la biochimica e la Zero Waste Industry in grado di riconvertire e rilanciare il tessuto industriale della città, creando nuova e qualificata occupazione; in sede di Conferenza Stato-Regioni, la non individuazione di nessuno degli impianti a recupero energetico presenti nel territorio regionale e a non favorire l’arrivo di rifiuti regionali ed extra-regionali nei medesimi impianti”.

ANDREA LIBERATI (Movimento 5 Stelle): “FINALMENTE SI AFFRONTA DI UNA TEMATICA CHE RIGUARDA L’INTERA UMBRIA – Finalmente, dopo 45 anni, si affronta un tema di capitale importanza che non riguarda la sola Conca ternana, ma l’intero territorio regionale.

L’inquinamento da metalli pesanti e diossine è acclarato da tutti gli studi di Arpa e dell’Istituto superiore di sanità. È ora di fare un passo avanti e sostenere le produzioni industriali mitigandone un inquinamento tale da interessare molte riviste scientifiche e quotidiani nazionali. Nel Piano di monitoraggio per la ricerca delle diossine negli alimenti di origine animale, in allevamenti in prossimità dell’area Sin (siti di interesse nazionale) è stata registrata la contaminazione da Pcb e diossina nelle uova di gallina e nel latte ovi-caprino.

Su 21 allevamenti nel comune di Terni, 9 (43 per cento del totale) hanno registrato contaminazione e cinque allevamenti hanno superato la soglia di allarme (analisi svolte nel 2013). Per quanto attiene al latte (analisi svolte dal 2012 al 2014), su 21 allevamenti nel comune di Terni, ben 11 (52 per cento del totale) hanno riscontrato contaminazione.

Situazione ancora più critica e preoccupante è quella legata ai metalli pesanti. Dal rapporto Arpa-Umbria 2015 (Qualità dell’aria) emerge la crescita di metalli pesanti nelle polveri sottili emesse nell’atmosfera. Nel mese di luglio 2014 il dato delle deposizioni a Prisciano era 9799 volte superiore a quello riscontrato nello stesso mese alla centralina di Perugia-Parco Cortonese.

Lo studio epidemiologico ‘Sentieri’ dell’Istituto Superiore di Sanità registra uno spaventoso eccesso delle morbilità e delle ospedalizzazioni nel primo decennio del 2000. Rispetto alla media regionale, le ospedalizzazioni per le malattie respiratorie sono del +9 per cento uomini e +12 per cento donne, per le malattie respiratorie acute +13 per cento uomini e +16 per cento donne.

La Conca ternana è annoverata dallo stesso Istituto Superiore di sanità come territorio soggetto a ‘molteplici ed eterogenee fonti emissive’, definendo nei fatti il quadro di una vera e propria area di crisi ambientale complessa. Va rilevato che di fronte ad una situazione così critica, nell’ultimo anno c’è stata una presa di coscienza delle istituzioni locali che hanno tenuto conto delle istanze provenienti da anni di denunce da parte dei cittadini. Va però rimarcato come i tecnici della Regione hanno disertato le ultime sette conferenze dei servizi riguardanti il rilascio ed il rinnovo delle autorizzazioni per il polo siderurgico ed il polo d’incenerimento. É ora che questa Assemblea legislativa e la Giunta regionale si occupino seriamente di questa problematica.

Servono PRESE DI POSIZIONE ED IMPEGNI SERI da portare avanti: attuazione, coinvolgendo l’Arpa, delle migliori e funzionali possibilità di MONITORAGGIO DELLA QUANTITÀ DI CROMO esavalente all’interno del cromo totale analizzato nelle PM 10 in aria e a terra; coinvolgimento nello STUDIO EPIDEMIOLOGICO in progetto sulla Conca ternana dell’Istituto Superiore di sanità e dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum onlus) oltre alla partecipazione di un membro per i due rispettivi Istituti all’interno dello sviluppo dello stesso; impegno della Regione, delle aziende e delle Agenzie regionali all’applicazione del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, principalmente verso le fasce deboli, nelle aree con evidenza di contaminazione e di rischio ambientale al fine di tutelare la salute pubblica; inserimento dell’intera area del Comune di Terni nell’elenco delle zone in cui è preclusa l’AUTORIZZAZIONE DELLE COSTRUZIONI DI NUOVI IMPIANTI A BIOMASSE MEDIO-GRANDI, con particolare riferimento a quelli per la produzione di energia elettrica; MODIFICA DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE 2014-2010 dando priorità all’individuazione di tutte le misure necessarie a dare sollievo economico alle aziende agricole o agli agricoltori a cui verranno adibiti coltivazione e allevamenti e ad inserire finanziamenti ad hoc per sostenere quelle aziende agricole del comune di Terni e di altre aree con criticità simili, per riconvertire e migliorare la qualità delle proprie produzioni quando esse vengano messe a rischio da fattori inquinanti esterni; stanziamento, nel prossimo bilancio, delle provvidenze necessarie all’AVVIO DI MISURE DI CONTENIMENTO E RIMEDIO DELLA CONTAMINAZIONE DELLE MATRICI ARIA, ACQUA E SUOLO per la Conca ternana; inserimento all’interno della programmazione per l’ISTITUZIONE DELL’AREA DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA TERNI-NARNI, portando l’istanza sul Tavolo del Mise riguardo agli assi relativi all’innovazione ambientale del polo siderurgico, alla bonifica del territorio e allo sviluppo di settori industriali come la biochimica e la Zero Waste Industry in grado di riconvertire e rilanciare il tessuto industriale della città, creando nuova e qualificata occupazione; impegno della Regione in sede di Conferenza Stato-Regioni a NON INDIVIDUARE NESSUNO DEGLI IMPIANTI A RECUPERO ENERGETICO presenti nel territorio regionale e a non favorire l’arrivo di rifiuti regionali ed extra-regionali nei medesimi impianti, sostenendo invece il recupero delle materie prime e seconde e la chiusura del ciclo dei rifiuti senza trattamento termico; ESAMINARE LE CARNI DEI BOVINI E DEGLI OVINI COLLOCATI IN ALLEVAMENTI ALL’INTERNO ED ENTRO CINQUE CHILOMETRI DAL SIN ‘TERNI-PAPIGNO’ sul modello del ‘Piano di monitoraggio per la ricerca delle diossine negli alimenti di origine animale’, avviando tali ricerche entro tre mesi dall’approvazione di questa mozione, potenziando i relativi uffici di Asl, considerando i consimili esami effettuati a Taranto; COMUNICARE PER ISCRITTO LO STATO DELL’ARIA, DELL’ACQUA E DEI SUOLI A TUTTI I RESIDENTI DEL SIN ‘TERNI-PAPIGNO’, ignari di vivere in un sito di interesse nazionale per le bonifiche”.

RAFFAELE NEVI (FI): “CRITICITÀ AMBIENTALI DI TERNI MERITANO APPROFONDIMENTO IN COMMISSIONE E SOPRALLUOGHI DEI CONSIGLIERI – Già nel marzo 2014 ho segnalato, in questa Aula, la necessità di approfondire la situazione ambientale della Conca Ternana. Allora chiesi, nell’ambito della discussione del Piano della qualità dell’aria, di chiarire il fenomeno delle ‘puzze’ nel centro storico di Terni, a causa delle quali alcuni cittadini hanno avuto dei malori. Chi si è posto queste domande non lo ha fatto per speculazione politica, anche se il Movimento 5 Stelle spesso dà questa impressione. Questo argomento va trattato con attenzione, valutando bene i dati, gli studi e i soggetti che li effettuano. Sollevare questo tema fa bene alla città, anche se ci sono molte questioni da chiarire, così come è emerso dal documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Terni.

La Regione avrebbe dovuto già avere un piano sperimentale sulla qualità dell’aria, per quanto riguarda la città di Terni. Per applicare le migliori pratiche che ci sono nel mondo per dare una risposta sul tema della qualità dell’aria, poi la qualità del suolo, delle acque, di tutto l’ambiente in generale. Propongo un approfondimento molto serio e serrato della questione per arrivare entro un mese e mezzo ad approvare un atto in Commissione: bisogna dimostrare che non ci sono reticenze nell’analizzare la situazione ambientale di Terni, magari anche effettuando dei sopralluoghi in modo che i consiglieri regionali possano verificare di persona quali sono le criticità presenti. Do’ atto a Liberati che le ha poste all’attenzione dell’Assemblea legislativa e può darsi che gli darò atto alla fine che questo ha fatto scaturire una cosa seria”.

SILVANO ROMETTI (Socialisti e Riformisti): “SERVE UNA DISCUSSIONE PIÙ APPROFONDITA PER PROPOSTE CONCRETE, COME IL MIGLIORAMENTO E L’ESTENSIONE DELLE MISURE GIÀ CONTENUTE NEL PIANO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA PER LA CONCA TERNANA. Se oggi votassimo la mozione ci limiteremmo ad affrontare solo alcuni punti di un problema più vasto. I temi legati alla qualità dell’aria sono importanti e non vanno sottovalutati. Non dobbiamo creare allarmismi. L’Arpa non può certo essere accusata di non dire le cose in maniera diretta, senza nascondere i controlli che vengono fatti, con notizie che anche in questi giorni vengono date con chiarezza. La mozione di Liberati fa una sommatoria di tante questioni. Bisogna arrivare ad un’azione più selettiva. Terni storicamente è un’area dove la dispersione atmosferica è problematica, anche per la forte concentrazione industriale. La situazione va affrontata, non ci può più essere un atteggiamento di non incisività. Il piano della qualità dell’aria fatto nella passata legislatura ha affrontato l’emergenza principale di allora, il problema delle polveri, mettendo in campo strumenti e misure come la progressiva diminuzione del traffico in città, soprattutto quello pesante, il miglioramento degli impianti di riscaldamento e così va. C’è un fenomeno di accumulo per altri inquinanti che deve essere indagato. Dobbiamo affrontare anche il profilo sanitario che è da approfondire”.

ATTILIO SOLINAS (Pd): “È OPPORTUNO RIMANDARE L’ARGOMENTO IN COMMISSIONE E CHIAMARE TUTTE LE AUTORITÀ COMPETENTI CHE HANNO LAVORATO SUL PROBLEMA. Il voto oggi sarebbe limitativo. Da cittadino umbro, ascoltando le parole dette oggi da Liberati, mi vengono dubbi e preoccupazioni. Non credo che si voglia fare allarmismo gratuito. Penso che sia il caso di approfondire la questione per capire da dove viene l’inquinamento, quanto è esteso, verificare se i fattori di inquinamento sono ancora attivi, vedere con attenzione gli studi scientifici che sono stati citati. Dobbiamo fugare i dubbi che si sita parlando di una questione come quella di Taranto”.

EROS BREGA (Pd): “MERITO A LIBERATI PER LA BATTAGLIA CHE STA PORTANDO AVANTI SULL’AMBIENTE. DOBBIAMO PERÒ COSTRUIRE INSIEME UN PERCORSO ASSEMBLEARE che in poco tempo, un mese un mese e mezzo, ci porti a valutazioni migliori e a pensare a ulteriori misure. La Regione in questi anni si è mossa e ha fatto quanto era nelle sue possibilità. Questo momento di discussione in aula è importante, sopratutto dopo la presa di posizione unanime del Comune di Terni. Da parte nostra non c’è alcun tipo di ostacolo, ma la volontà di poter capire in maniera più approfondita questa materia. Non serve una polemica sterile tra opposte fazioni. Approviamo insieme un percorso che impegni l’Assemblea a un percorso preciso, che aiuti a capire la situazione, per tutelare veramente i cittadini ternani”.

EMANUELE FIORINI (Lega nord): “LA LEGA CONDIVIDE LA MOZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE. NESSUNO VUOLE SPAVENTARE I CITTADINI, MA SOLO PORTARE ALLA LUCE UNA REALTÀ INQUIETANTE. I dati dell’Arpa sono allarmanti, con superamento dei limiti stabiliti a gennaio, aprile e giugno 2015. La preoccupazione principale è rispetto all’elevato tasso di nichel, visto che l’assorbimento di quantità elevate di tale metallo pesante può provocare gravi conseguenze per la salute umana, con maggiori probabilità di sviluppo di cancro al polmone, alla laringe e al naso, di insufficienza respiratoria, asma, allergie e patologie neonatali. La cosa che mi lascia più perplesso è che l’Asl, malgrado sia a conoscenza di questi dati, non abbia speso neanche una parola in merito. E l’alta concentrazione di nichel e di cromo rilevata nell’aria, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione comporta dei rischi anche per il consumo alimentare. Confrontare i dati di Terni e Perugia dimostra che la conca ternana è stata sottoposta a stress ambientali più alti. Sottolineo la necessità di attivare studi epidemiologici e di incrementare il verde pubblico come mezzo naturale contro l’inquinamento”.

GIUSEPPE BIANCARELLI (capogruppo Umbria più uguale) – INVITO IL GRUPPO M5S A CONSENTIRE UN APPROFONDIMENTO IN COMMISSIONE DELLE QUESTIONI POSTE. LA SALUTE DELL’AMBIENTE E DEI CITTADINI È UN BENE PRIMARIO che non può essere legato a variabili indipendenti come il lavoro o altro. Prima di tutto quindi la salvaguardia della salute, in tutti i territori dell’Umbria. E la questione di fondo su cui agire è la ridiscussione profonda dell’attuale modello di sviluppo attuale su cui, peraltro, si è fondato il benessere del nostro paese. In questa direzione la questione Wolkswagen rappresenta un fatto allarmante. L’ex presidente dell’Uruguay Mujica sottolineava sempre in maniera molto calzante che lo sviluppo deve andare di pari passo con l’uguaglianza, perché tutti gli ormai 7 miliardi di persone che vivono sulla Terra possano vivere ad un livello di benessere pari a quello che vivono paesi più sviluppati come la Germania.

Le questioni poste nella mozione sono di grande rilievo per l’area ternana e non solo. Prossimamente su questi problemi ci sarà un convegno organizzato dall’Arpa Umbria. Aldilà della forma e delle modalità indicate nella mozione, invito il gruppo M5S a consentire un approfondimento in Commissione delle questioni poste, introducendo magari alcuni punti fermi indicati. Aldilà delle valutazioni politiche dobbiamo approfondire la problematica, perché il documento presentato è complesso e merita un’opportuna e profonda valutazione, soprattutto in fase come questa in cui, a mio giudizio, siamo all’alba di un nuovo modello sviluppo”.

CATIUSCIA MARINI (PRESIDENTE GIUNTA REGIONALE): “CONCILIARE ESIGENZE PRODUTTIVE E AMBIENTALI. PUNTARE SU TECNOLOGIE CHE RIDUCONO IMPATTO – L’insediamento siderurgico di Terni risale a oltre 130 anni fa e la città ci è cresciuta intorno. Nel sottosuolo di quella città ci sono elementi che risalgono a quando certe sensibilità e conoscenze non c’erano. Così come è avvenuto con la chimica, lì come nel resto d’Italia. Esiste dunque una complessità legata ad attività che hanno creato la ricchezza di quella città ma anche condizionato la situazione ambientale.

Le responsabilità per il rispetto dell’ambiente devono essere conciliate con le esigenze produttive. Nella nostra azione di governo abbiamo sempre applicato il principio di precauzione, anche nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Le questioni della Conca ternana sono complesse e richiedono di provare ad affrontare il tema nella sua integrità e nell’integrazione delle parti.

Non possiamo immaginare risposte su iniziative puntuali di singole attività economiche, che prese singolarmente posso risultare compatibili ma poi non lo sono nel loro complesso. Spero che gli annunci che abbiamo letto si traducano in atti concreti depositati presso gli organi tecnici competenti. Il Piano della qualità dell’aria della Regione mette al centro il tema della città di Terni, dove c’è la componente industriale, il tema urbanistico, il problema del traffico privato e commerciale.

Con Arpa regionale abbiamo scelto la strada della trasparenza sui dati che sono resi pubblici dopo 24 ore. Cosa che non avviene in molte altre città del nord e del sud: ovviamente senza rilevazioni non possono esserci criticità ambientali.

Bisogna anche chiedersi se è compatibile una attività produttiva con il territorio, chiedendosi, senza trarre conclusioni sbrigative, se si può fare a meno di un’industria pesante, la prima di questa regione. Affrontiamo dunque la realtà fino in fondo, anche nelle questioni ambientali, usiamo i dati con serietà e valutiamo le azioni da mettere in campo. Abbiamo disponibili fondi europei e i 5 milioni di euro che la Giunta ha messo a disposizione per la chiusura del ciclo degli scarti di produzione. Un impegno economico che serve a sostenere scelte dell’azienda che vadano in direzione del rispetto ambientale. Dopo un anno quei fondi sono ancora disponibili, ma nessuno ci ha presentato progetti per utilizzarli.

La ‘chimica verde’ ci dimostra che innovando si possono mantenere occupazione e produzione. Alcune proposte della mozione sono compatibili con la scelte del Governo regionale. Alla Regione spetta di stabilire quali sono le azioni da fare, chi sono i soggetti, quali sono le conseguenze. Abbiamo proposto che su Terni-Narni si mettano insieme tutti i rappresentanti istituzionali, dalla Regione al Comune alle Asl, per analizzare un problema complesso insieme ad Arpa e sistema sanitario.

L’osservatorio epidemiologico non rileva ad esempio una fotografia anomala a livello nazionale, anche se c’è sempre la possibilità di fare ulteriori approfondimenti. Andrà verificato se il registro dei tumori riporta anomalie statistiche.

In ogni caso sulla prevenzione si possono fare approfondimenti ulteriori, sul versante, ambientale, della salute e delle politiche industriali, dato che dobbiamo anche farci domande sul futuro della città di Terni. Si possono fare investimenti sulle tecnologie che riducono scorie e inquinamento, una sfida per le industrie che non chiede di interrompere le produzioni, ma di migliorarle e renderle più sostenibili. Alcuni punti della mozione sono già nel programma regionale e possono essere condivisi”.

CLAUDIO RICCI (Portavoce centrodestra e civiche): “CONCORDO CON LA PROPOSTA DI NEVI: GLI ARGOMENTI SONO COMPLESSI E SERVE RINVIARLI IN COMMISSIONE PER ELABORARE DELLE LINEE GUIDA. Lo sviluppo dell’area ternana nasce attorno al suo polo industriale legato alla filiera degli acciai speciali e polo chimico. Nei prossimi anni bisognerà capire come tale sviluppo possa essere coniugato alla tutela dell’ambiente e della salute. Le nuove tecnologie su questo possono dare un contributo. Ringrazio il consigliere Liberati che ha posto il tema. Credo che la Commissione consiliare, a cui dovremmo demandare questo atto, non si potrà inoltrare oltre agli aspetti delle linee guida, che poi dovranno essere tradotte in un atto legislativo. Ma l’atto dovrà essere sostanziato e sostenuto da aiuti economici possibili, diretti o indotti, dei vari enti. L’area ternana merita un disegno di legge su questi aspetti specifici, e più in generale sul tema dello sviluppo nei prossimi quindici venti anni”.

Replica – ANDREA LIBERATI (Movimento 5 Stelle): “Voglio ricordare che ogni milione di euro investito nella sostenibilità ambientale genera da dieci a quindici posti di lavoro. Bisogna parlare ed approfondire un nuovo sviluppo sostenibile per Terni, perché il tema vero è questo. Per quanto riguarda Prisciano non è vero che la situazione è migliorata. Finalmente sono stati superati tutti i negazionismi del passato.

Il Tema è stato tabù fino a ieri. La riqualificazione degli impianti sarebbero necessari da 500 milioni ad un miliardo di euro. I tedeschi, a casa loro applicano e rispettano severamente le regole e questo devono fare anche a qui”.

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