Regione, M5s ritira pdl su indennità, andrà in commissione

Dopo la ripresa dei lavori il consigliere Andrea Liberati ha detto il M5S “ritira l'atto e lo ripresenta oggi stesso per affrontarlo in Commissione

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Andrea LIBERATI

Regione, M5s ritira pdl su indennità, andrà in commissione

I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno deciso di ritirare la proposta di legge sulla riduzione delle indennità. La decisione è stata presa dopo un acceso dibattito in Assemblea legislativa e dopo un confronto della conferenza dei capigruppo con l’ufficio legislativo di Palazzo Cesaroni che aveva emesso un parere sull’atto dal quale emergevano problematiche di tecnica legislativa che consigliavano modifiche del testo di legge proposto. Dopo la ripresa dei lavori il consigliere Andrea Liberati ha detto il M5S “ritira l’atto e lo ripresenta oggi stesso per affrontarlo in Commissione. Prendiamo atto delle note tecniche, pur tardivamente emerse, che comporterebbero incontrovertibili antinomie nell’applicazione della legge. Accogliamo l’opportunità di riportarla in Commissione auspicando un accordo per una proposta condivisa che porti al taglio degli emolumenti”.

Prima dell’inizio della discussione sulla proposta di legge “Ulteriori modificazioni della legge regionali ’28/2012′ recanti disposizioni in materia di riduzione delle indennità e obbligo di rendicontazione puntuale dei rimborsi spettanti ai consiglieri regionali e ai membri della Giunta regionale, e ulteriori modificazioni della legge regionale ‘2/’85’ in materia di indennità di fine mandato per i consiglieri regionali” a firma di Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, ha letto il parere dell’ufficio legislativo dell’Assemblea legislativa dal quale emergono “problematiche di tecnica legislativa che consigliano modifiche. Buona parte delle norme di legge – è scritto nel parere – proposte necessitano di riscrittura per ragioni di conformazione alle regole tecniche che presidiano la formazione dei testi di legge. Tale intervento consentirebbe anche di chiarire la portata di determinate prescrizioni normative che altrimenti lascerebbero dubbi interpretativi”.

GLI INTERVENTI ANDREA LIBERATI (M5S): “SEMBRA DI ESSERE A ‘PAREROPOLI’ visto che non riusciamo a esporre istantaneamente le istanze dei cittadini che rappresentiamo. Sono passate diverse settimane dall’iscrizione all’ordine del giorno di un atto depositato mesi fa. Quindi il parere legale poteva arrivare ai proponenti per tempo, consentendo così di modificare l’atto. E stiamo parlando di un provvedimento importante che tratta di sobrietà della politica, di riduzione dei costi, del deciso ridimensionamento degli emolumenti dei consiglieri regionali. Sarebbe stato un atto di cortesia farcelo avere in tempo. Se le cose stanno così non posso che rimettermi alla dittatura della maggioranza e quindi torniamo in commissione. Vorrei capire se esiste davvero un parere legale e quale fondatezza abbia se gli elementi sollevati dagli uffici pregiudicano l’applicazione della legge eventualmente approvata. Altrimenti noi chiediamo cose a cui non arrivano risposte”.

ANDREA SMACCHI (Pd): “LA VOLONTÀ DI PORTARE IN AULA QUESTO ATTO È STATA UN ERRORE. Il reddito di cittadinanza ha impegnato la Commissione per alcune sedute. E la riduzione delle indennità era stata messa all’ordine del giorno della Commissione, con istruttoria pronta da parte degli uffici, proprio il giorno in cui i consiglieri del M5S hanno ritenuto di portare l’atto direttamente in Aula per una scelta politica. ‘Pareropoli’ l’avete innescata voi portando atti in Aula con superficialità, per una necessità di show che in questa sede non si è mai avuta e che va rigettata. Cerchiamo di essere concreti. Altrimenti la sensazione è quella di non essere all’altezza del ruolo, anche per chi propone atti sbagliati e che abbisognano di approfondimento. Questo è un argomento importante. Siamo pronti a trattarlo anche oggi senza alcun problema ma non siamo pronti a subire offese da chi ha sbagliato. Invito a ritirare l’atto per ricominciare il percorso della proposta in Commissione con l’impegno di prenderlo in esame subito dopo aver concluso l’iter del reddito di cittadinanza”.

CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “IL RINVIO IN COMMISSIONE NON È UN PRENDERE TEMPO ma serve a costruire un percorso tecnicamente e giuridicamente assonante e il linea con il quadro legislativo nazionale. In un momento di crisi è giusto dare un esempio con l’ottimizzazione delle indennità. Ma il tema è come far risparmiare complessivamente l’Assemblea legislativa, non solo con le indennità ma più in generale con il contenimento dei costi. Fare attività politico istituzionale ha un costo e a tutti deve essere consentito farla. Condivido la proposta del M5S in quanto fa parte di un percorso iniziato dalle liste civiche che mi hanno sostenuto nella scorsa campagna elettorale, sul quale è intervenuta la Conferenza episcopale umbra e con un atto pro0posto anche dal consigliere Biancarelli. Ma credo che debba essere oggetto di una riflessione giuridica anche in un quadro nazionale, visto che il governo sembra voler intervenire sull’argomento. Qualunque decisione si prende non può avere elementi di retroattività”.

GIACOMO LEONELLI (Pd): “IL M5S HA VOLUTO FORZARE LA MANO. Se hanno interesse a entrare nel merito dei problemi lo dicano e ritirino l’atto. Se non ci fosse il ritiro saremmo davanti all’ennesima pantomima del Movimento 5 Stelle alla ricerca di uno show mediatico, che anziché provare a risolvere i problemi si impone sulla scena mediatica attraverso la sua tribuna. La proposta portata così in Aula è inemendabile e immodificabile. Ma è un atto che ha nel merito dei vizi evidenti. Il Movimento 5 Stelle dimostri che ha interesse nel lavorare attraverso un ragionamento complessivo, che tiene conto di quello che succede in altre regioni, di quello che fa il Governo, del disegno di legge costituzionale, anche dei ragionamenti fatti da alcuni membri dell’opposizione, e allora lo ritiri. Noi siamo pronti a lavorare in Commissione”.

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