Regione, in corso confronto su atti bilancio [FOTO E VIDEO]

Si tratta della prima manovra di bilancio della rinnovata maggioranza

Esercizio finanziario 2015, approvato il rendiconto generale dell’amministrazione

E’ cominciata poco prima delle 11,30, la seduta di consiglio di oggi che e” interamente dedicata ai primi atti della sessione di bilancio. Intorno alle 11,45  è cominciata la relazione di maggioranza di Andrea Smacchi (Pd) sul bilancio regionale di previsione 2016/18.

RELAZIONE DI MAGGIORANZA – Andrea Smacchi

PREMESSE: Oggi arriva in aula il bilancio di previsione della Regione Umbria 2016 – 2018 che insieme alla Legge di Stabilità Regionale e il Collegato 2016, rappresentano i tre atti con i quali la maggioranza di Governo traccia le linee fondamentali di crescita, di sviluppo e di tenuta socio – economica del sistema regione. Si tratta della prima manovra di bilancio della rinnovata maggioranza che si è formata a seguito delle elezioni regionali del 31 maggio 2015.

In 1^ Commissione, i tre disegni di legge di iniziativa della Giunta Regionale sono stati votati a maggioranza con il voto contrario dei tre consiglieri di minoranza. Durante le tre sedute di 1^ Commissione sono stati altresì presentati sia dalla Giunta che dai Commissari una serie di emendamenti che con voto positivo sono andati andati a integrare o modificare le proposte di legge originarie. La Commissione ha altresì deciso di indicarmi come Relatore per la maggioranza.

Un ringraziamento va a tutti i Commissari, che, malgrado i tempi ristretti sono riusciti ad approfondire in maniera puntuale la documentazione dando un contributo di qualità al dibattito. Un grazie particolare alla struttura che con la solita disponibilità e professionalità ha permesso a tutti i Consiglieri di lavorare in maniera puntuale ed adeguata sui disegni di legge trasmessi dalla Giunta Regionale.

PRINCIPI CARDINE: Ciò premesso, in coerenza ed in sintonia con le linee di indirizzo contenute nel Documento annuale di programmazione economica finanziaria 2016 – 2018 da poco approvato, la Regione Umbria, malgrado i tagli previsti dalla legge di stabilità 2016 e i vincoli derivanti dal rispetto del pareggio di bilancio, mantiene gli equilibri di bilancio e l’affidabilità dei conti, all’interno di una invarianza della pressione fiscale e soprattutto senza alcun taglio o ridimensionamento dei servizi.

SOLIDITA’ FINANZIARIA: La Regione Umbria presenta una situazione di complessiva solidità finanziaria, frutto di scelte orientate alla prudenza, rafforzata dal significativo margine di potenzialità fiscale disponibile.

La Regione ha sempre:

rispettato il patto di stabilità interno;

ha utilizzato la propria capacità di indebitamento al di sotto del limite consentito dalla legge;

non ha mai fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria;

non è mai stata sottoposta a piani di rientro in sanità;

non è mai stata destinataria di segnalazioni della Corte del Conti per squilibri di bilancio;

presenta una situazione di tesoreria priva di criticità;

presenta rendiconti regionali sempre parificati;

I TAGLI: Nel dettaglio è opportuno ricordare che legge di stabilità nazionale, nel 2016 ha imposto un contributo per le regioni di 2 miliardi, che salirà a 3,9 mld nel 2017 e a 5,4 mld nel 2018.

Oltre a questi tagli la normativa del pareggio in bilancio impone alle Regioni ulteriori tagli per 1,850 miliardi nel 2016, 1,022 miliardi nel 2017 e 660 milioni nel 2018.
In sintesi per la regione Umbria le manovre sopra riportate, in termini di saldo netto hanno comportato per il solo anno 2016 un taglio di circa 133 milioni di euro che si aggiungono ai 117 milioni tagliati dal DL/78 . Quindi per il 2016 vi è un taglio complessivo di 250 ml di euro.

INVARIANZA FISCALE: Malgrado questi imponenti tagli, anche per il 2016, come avvenuto negli ultimi 10 anni, si è scelto di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini lasciando invariata la pressione fiscale e confermando le seguenti agevolazioni ed esenzioni:
soppressione dell’imposta regionale sulla benzina di 2,5 centesimi;
riduzione irap del 50% per le cooperative sociali tipo A ed esenzione totale dell’irap per le cooperative sociali di tipo B;
a queste conferme rispetto al 2015 aggiungiamo anche il disegno di legge approvato in questa legislatura sulla riduzione della tassa automobilistica del 10% per le auto storiche.
Sono state inoltre cancellate tutte le tasse di concessione, ad eccezione di quelle relative alla caccia, pesca e raccolta tartufi;
non è stata mai applicata l’imposta regionale sulla emissione sonora degli aerei;
non è stata aumentata la tassa automobilistica;
è stata applicata al minimo di legge l’addizionale regionale al gas metano;
I NUMERI: Il bilancio di previsione 2016, che ammonta a 2 miliardi e 940 milioni di euro di cui circa 1,809 mld destinati al fondo sanitario nazionale, garantisce in toto il cofinanziamento dei programmi comunitari, tenta di ridurre al minimo i tagli delle risorse destinati alle politiche sociali che sono alla base della nostra idea di sviluppo, fa scelte importanti nel settore dei trasporti e in quello del turismo e delle politiche culturali. Nel dettaglio:

470 milioni sono destinati ai servizi istituzionali, generali e di gestione;

162 milioni ai trasporti e al diritto alla mobilità, di cui 104 provenienti dal fondo trasporti;

28 milioni all’istruzione e al diritto allo studio;

20 milioni per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali, destinati anche al sostegno di istituzioni culturali, come il Teatro stabile dell’Umbria, dalle quali altri soci pubblici si sono via via defilati;

30 milioni per l’assetto del territorio e per l’edilizia abitativa;

62,2 milioni per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio;

68 milioni per lo sviluppo economico e la competitività;

50 milioni per le politiche del lavoro e la formazione professionale;

49,5 milioni per l’agricoltura, le politiche agroalimentari e la pesca;

13,5 milioni per le relazioni con le altre autonomie territoriali e locali, come le comunità montane e l’agenzia della forestazione;

18 milioni per le politiche sociali e della famiglia, confermando 4 milioni per la non autosufficienza che, insieme con le risorse statali, porta il fondo a quasi 10 milioni di euro.

Si tratta di un bilancio che si inserisce e tiene conto di un contesto, quello Umbro, sempre più caratterizzato:

da trasformazioni sociali profonde;

dall’impatto sempre più duro sulle nostre famiglie della crisi economica;

dai mutamenti demografici in atto(diminuisce la popolazione e sale la percentuale, 24%, delle persone con + di 65 anni);

dai fenomeni migratori drammaticamente esplosi negli ultimi tempi;

dal formarsi di nuove povertà che vanno ad aggiungersi a quelle purtroppo già esistenti.

In questo quadro, di sicura rilevanza non solo dal punto di vista economico vanno evidenziati all’interno della legge di stabilità regionale:

i 100.000 euro messi a disposizione dalla Regione a sostegno dell’assistenza legale per gli obbligazionisti Umbri danneggiati dalla crisi in cui sono incorsi gli istituti di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti. La misura si rivolge in particolare agli investitori con un reddito ISEE inferiore ai 40.000 euro.

e i 2.000.000 di euro destinati per il 2016 agli enti locali cui afferiscono le attività degli impianti di grandi derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico siti nei Comuni di Terni, Narni e della Valnerina; risorse destinate allo sviluppo territoriale negli ambiti del turismo, degli eventi ed alla valorizzazione del territorio locale, dell’ambiente e del decoro urbano.

SCELTE PRIORITARIE: Colleghi, viviamo un momento storico complesso dove alla politica si chiede di fare un salto di qualità non soltanto nel riorganizzare al meglio la spesa pubblica, cercando di ridurre al minimo quella improduttiva, ma soprattutto nel definire nuovi parametri per l’intervento del pubblico nei diversi campi delle attività al fine di creare o ricreare le condizioni necessarie per la ripresa e il rilancio della nostra economia, concentrando le risorse su linee di intervento prioritarie e i cui risultati siano fin da subito verificabili.

Lavoro, impresa, stato sociale, accoglienza , famiglia , cultura, sicurezza , sono gli asset da potenziare e su cui si dovranno costruire le nuove linee programmatiche di intervento della regione. C’è bisogno di un sistema di norme semplice e snello con il quale le istituzioni e più in generale la politica dovranno cercare da un lato di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche tra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti più in difficoltà e dall’altro sviluppare la competitività del “ sistema paese “ e dei nostri territori.

FONDO PER LA LOTTA ALLA POVERTA’: Con riferimento in particolare alle persone e alle famiglie più in difficoltà di sicura rilevanza e’ la previsione da parte della Regione Umbria di un Fondo pari a 12 milioni di euro per il periodo 2016 – 2020 per la lotta alla povertà e volto a supportare i nuclei familiari più a rischio. Si tratta di risorse che la regione Umbria prenderà all’interno della nuova programmazione POR FSE 2014/2020 ad integrazione di quelle previste dalla legge di stabilità nazionale 2016. Una scelta importante che va nella direzione giusta. In Umbria i nuclei familiari con figli minori e con redditi Isee pari o inferiore a 3000 euro sono 6363 (dati INPS ). Tante, troppe, persone e famiglie che oggi abbiamo il dovere di aiutare ricreando al più presto le condizioni per una vita dignitosa.

RINNOVAMENTO E INNOVAZIONE: In questo quadro, va però anche detto che le parole rinnovamento e innovazione, stanno trovando sempre più nei nostri territori piena attuazione; sempre più giovani ed imprese investono e rischiano risorse in proprio, si mettono in discussione per un’idea in cui credono, in progetti all’avanguardia, nella valorizzazione delle tipicità umbre, e tutto ciò perché hanno un sogno, un obiettivo da raggiungere; scommettono sulle proprie intuizioni, sulle proprie capacità, in una parola in se stessi, nella consapevolezza di poter disporre di un valore aggiunto che si chiama Umbria; sanno che i nostri territori hanno una storia ed una cultura che tutto il mondo ci invidia e che sono risorse di valore inestimabile se ben gestite.

Compito delle istituzioni e della politica, è quello di incrociare questi bisogni e collaborare affinché questa Umbria laboriosa e solidale si affermi. Per fare questo però dobbiamo modificare approccio e pensiero. L’Umbria che sta cambiando ha bisogno di maggior flessibilità, di avere strumenti sia operativi che legislativi aggiornati e adeguati in grado di dare risposte certe in tempi certi.

FONDI COMUNITARI: Le stesse risorse europee all’interno della programmazione 2014 – 2020 circa 1471 milioni di euro, co-finanziate in maniera importante dalla regione, che mette a disposizione dal proprio bilancio circa 239 ml , soldi questi degli Umbri, potranno dare una considerevole spinta al nostro sistema economico e sociale se sapremo sfruttare quell’effetto leva che la sinergia pubblico – privato ha dimostrato in passato di produrre pari a 7/10 volte le somme pubbliche investite e così costruendo basi solide per il rilancio economico della nostra regione.

Troppo spesso però ci si trova ancora di fronte a meccanismi farraginosi, complicati, dove per districarsi dalle procedure occorrono professionalità tecniche non presenti tra i diretti interessati; gli stessi bandi o misure da noi predisposti a volte hanno una soglia troppo elevata, pensati per le imprese più grandi e più strutturate, con la conseguenza che finiscono per tagliar fuori le piccole e micro imprese che ricordiamo rappresentano il 95% del nostro sistema produttivo e rispetto alle quali dobbiamo avere maggiore attenzione e fare sicuramente di più.

CONCLUSIONI: In questo quadro generale è sempre più necessario rompere lo schema della conservazione che attraversa non solo la politica, ma anche mondi che in tempi recenti erano più attenti al contributo a pioggia anziché ad un reale investimento in innovazione. Dobbiamo superare anche dal punto di vista culturale questo modo di pensare e di operare che teme il cambiamento e qualsiasi forma di innovazione e che riguarda una classe “dirigente larga” oggi ancora troppo ferma e troppo incline a guardare al passato come forma di autodifesa.

Le istituzioni devono riprendersi il loro ruolo guida perché la loro debolezza può essere fonte di tentazione da parte di poteri economici e lobby che trovando spazi aperti hanno interesse ad occuparli; e’ per questo che noi tutti oggi, a partire dalla elaborazione degli atti che compongono la manovra di bilancio, abbiamo un compito in più che è quello di riaffermare quella autorevolezza e quella supremazia della politica nel senso più nobile della parola che in questo momento storico sembra, per tutta una serie di ragioni, venuta meno.

Regione

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