Regionali, intervista a Riccardo Marioni (Iniziativa per l’Umbria)

PERUGIA – Riccardo Marioni, candidato al consiglio regionale nella lista “Iniziativa per l’Umbria Civica e Popolare” a sostegno di Catiuscia Marini, è uno dei volti più conosciuti e popolari della tv locale. Ha 59 anni, una laurea in Scienze politiche ed una grande esperienza di politica, attualità e sport alle spalle.
Come mai ha scelto di candidarsi?
«Già cinque anni fa mi venne avanzata una proposta, ma in quel momento la televisione doveva passare al digitale e decisi di dare la priorità al mio impegno professionale. Poi alcuni mesi fa dei componenti della lista civica mi hanno contattato per chiedere la mia disponibilità e allora ho deciso che forse era giunto il momento d’impegnarmi in prima persona».
Durante questa campagna elettorale cosa le dicono i cittadini?
«Molti di loro mi parlano del lavoro. C’è chi mi racconta di averlo perso, chi mi parla del figlio, che magari ha 50 anni e due figli e non ha più un’occupazione, il disabile che denuncia come l’assistenza sia calata, chi protesta per le buche. Insomma molte cose, ma tutti si sentono come un po’ abbandonati».
Che valore aggiunto pensa di poter dare?
«In caso di elezione in consiglio regionale farò quello che ho sempre fatto in tutti questi anni di attività professionale: analizzare, proporre, controllare e poi riportare alla gente tutto ciò che si muove e le decisioni che si prendono nel Palazzo. Per impostazione, gestendo in prima persona un’azienda complessa come una tv, sono molto pragmatico e di conseguenza capisco come i cittadini, soprattutto in momento come questo di forte crisi e disaffezione nei confronti della politica, chiedano risposte certe e azioni verificabili».
Cosa pensa di quanto è stato fatto dalla Giunta e dal Consiglio regionale uscente?
«L’Umbria è stata governata negli ultimi cinque anni con sobrietà e vanno riconosciute anche scelte importanti, perché non si sono alzate le tasse e sono state fatte varie significative riforme, dalle quali si deve ora ripartire con provvedimenti ancor più coraggiosi, soprattutto sul fronte del taglio agli sprechi e per un’ottimizzazione delle risorse da dedicare alle fasce sociali più deboli e bisognose della nostra comunità. Ed è su questo percorso che mi piacerebbe essere un pungolo e una coscienza critica all’interno del consiglio regionale».

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