Referendum, Tamburi, uso improprio della coscienza dei cittadini

Ecco cosa rappresenta il referendum cosi detto delle “TRIVELLE”!

Realtà Popolare
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UN USO IMPROPRIO…della coscienza dei cittadini. Ecco cosa rappresenta il referendum cosi detto delle “TRIVELLE”!

da Giampiero Tamburi (Segretario Provinciale)
Una diatriba tra minoranza e maggioranza di quel partito della sinistra, nominato PD, che ha la pretesa di governare l’Italia! Il “CITTO” fiorentino, da una parte, che si sente esautorato del suo, secondo lui, legittimo potere e sta battendo i piedi in terra perché qualcuno, del suo stesso partito, non si comporta come vorrebbe lui. Dall’altra la minoranza dello stesso nominato PD che già, dalla defenestrazione del Bersani, si sente stretto alla gola e fa di tutto, utilizzando qualsiasi mezzo per mettere il bastone tra le gambe al “citto” e noi, ingenui cittadini di questo Paese sfruttato dai nostri “politucoli furbastri” come mezzo per portare avanti i loro loschi interessi, abbocchiamo a tutto quello che ci dicono, come il fatto di far leva sulla possibilità che, se risultasse vincitore il “sì”, parecchie migliaia di lavoratori del settore, perderebbero il posto: e sì che quando saranno esaurite naturalmente le scorte del gas, del petrolio o quello che è, chiederanno a noi se li devono licenziare o no!

Andare a votare; non andare a votare; votare sì o votare no sono falsi problemi perché sono sincerante convinto che, se anche risultasse vincitrice il “sì”, questa volontà degli elettori non verrà rispettata come, del resto è successo per altri referendum di massima importanza (finanziamento ai partiti dove oltre il 90 per cento dei votanti si era espresso per l’abolizione della legge vigente ma, essendo abrogativo, “è stata cancellata la normativa e lasciato il vuoto sulle possibili fonti di sostegno dei partiti politici” e la conseguenza fu il ritorno dello stesso principio del finanziamento pubblico sotto mentite spoglie).

E gli altri partiti, sia di destra e di sinistra, cosa fanno?

Semplice! Sfruttano “il vento” secondo le proprie intenzioni; anche solamente per farsi sentire e non restare indietro!

Quando, la sera del 17 Aprile, ci si accorgerà che non è stato raggiunto il quorum del 50% più uno, c’è chi dirà che aveva ragione e gli altri torto ma la realtà noi lo sappiamo che è un’altra: la gente non andrà a votare, non perché avvalora una tesi nei confronti di un’altra ma solamente perché si è stancata di essere presa in giro dai cosi detti “Patres conscripti” che dovrebbero essere a combinare disastri a casa loro piuttosto che a rovinare il nostro Paese!

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