Referendum Costituzionale, in Umbria confronti e scontri sul “si” o sul “no”

Il referendum costituzionale riguarda tutti noi, dai più piccoli Comuni ai più grandi Consigli regionali

Referendum Costituzionale, in Umbria confronti e scontri sul “si” o sul “no”

Referendum Costituzionale, in Umbria confronti e scontri sul “si” o sul “no”. Il “si” o il “no”? Una questione di coscienza individuale e non di schieramenti di partito. Significative, anche se discutibili, le motivazioni che inducono i vari personaggi politici su posizioni individuali che li vedono da una parte o dall’altra, pur sventolando una determinata bandiera, senza tenere conto di chi, per loro, detta delle direttive (vedi Pera e Urbani per un “si” da destra o D’alema per un “no” da sinistra fino ad arrivare al dualismo dell’Udc o alla presa di posizione di Marino venuto fuori dal processo con il dente avvelenato contro Renzi e il PD).

Molto più importanti sono gli effetti che queste posizioni producono nel concetto di trasversalità delle ideologie politiche. Un concetto altamente significativo su ciò che “Perugia; Social City” vuole dimostrare e cioè che non è più concepibile una presa di posizione, su argomenti o atteggiamenti politici, che sia determinata in ottemperanza di un comando ideologico, tipico atto di un imposizione sociale, psicologica e morale delle vecchie oligarchie delle quali ancora ne sono pervase le obsolete e deleterie ideologie di tutta la politica attuale (rilevabile dall’evidente danno che procurano alla Nazione, il quale, è alla vista di tutti) che va: dal sottile ma devastante atteggiamento dello schieramento della sinistra all’ingiustificata e martellante posizione ufficiale della destra, passando per l’impostazione arrogante data della Lega Nord e dal procedere a testuggine del M5S che considera eretici coloro che non rispettano le direttive imposte dall’alto.

Si sta parlando di un argomento concreto come il referendum costituzionale che riguarda inevitabilmente tutti noi, dai più piccoli Comuni ai più grandi Consigli regionali il quale cambierà, se il si avrà la meglio, in un modo definitivo e significativo, l’assetto costituzionale che abbiamo avuto fino ad ora da quel lontano primo gennaio 1948.

Per un così grande cambiamento del nostro Paese non possiamo essere soggetti passivi lasciandolo totalmente in mano alle formazioni politiche che, spiegandolo e valutandolo dalle loro angolazioni soggettive, non danno nessuna garanzia nel giudicare cosa è meglio o no per l’Italia. La valutazione che spetta a noi cittadini dare e il voto che ne consegue, deve essere il risultato delle nostre sensazioni e della nostra coscienza, senza tenere in nessun conto le pressioni che potrebbero essere fatte da altri soggetti. Non volgiamo e non possiamo essere automi nelle mani di chi vorrebbe tenerci la matita al momento del voto.

Giampiero Tamburi

(Perugia: Social City)

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