Reddito di cittadinanza, Andrea Liberati: “Grazie a M5S Friuli ha istituito, che farà Marini?”

Acque minerali svendute in Umbria, blitz M5S in Regione

“Grazie al Movimento Cinque Stelle cade il tabù del reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il capogruppo M5S all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, annunciando che “i cittadini registrano una vittoria importantissima, dato che la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato ieri (http://goo.gl/lznNVp [1]) una legge che recepisce gran parte delle proposte in tema di supporto ai più bisognosi contenute nel testo depositato lo scorso anno e fortemente promosso proprio dal M5S”. Liberati anticipa che “anche in Umbria, come già sta succedendo in tutti i Consigli regionali in cui è presente, il M5S indirizzerà prioritariamente i suoi sforzi nel contrasto delle povertà per offrire un reddito degli oltre 120mila umbri attualmente senza lavoro e senza risorse o che vivono al di sotto della soglia di povertà, inclusi i pensionati con la minima.

Un sostegno che non è contributo assistenziale e passivo, ma protezione concreta, richiesta anni fa dalla stessa Europa, di durata predeterminata e con la sottoscrizione di un vero e proprio patto con la Regione per proseguire con formazione, ricerca sistematica di lavoro e attività socialmente utili”. Secondo Liberati “nessuno deve rimanere indietro. I fondi ci sono: li abbiamo già individuati.

Dalle sole multinazionali dell’idroelettrico e delle acque minerali, produzioni non delocalizzabili, si possono ricavare quasi 100 milioni di euro all’anno, oggi ‘regalati’ a società anonime che portano all’estero ingentissime somme poi spesso impiegate in operazioni finanziarie talvolta tanto spericolate da mettere paradossalmente in crisi le attività stesse, pur così lucrative”. Per il consigliere regionale “il Friuli Venezia Giulia, più attenta di altre Regioni a questa umanissima istanza del M5S, segna dunque una strada nuova. L’Umbria, ben più povera e governata parimenti da una maggioranza dello stesso colore politico, ha ora due strade: inseguire le eteree dichiarazioni di Renzi, il quale, con scarso rispetto delle famiglie in difficoltà, ha recentemente affermato con faciloneria la presunta incostituzionalità del reddito di cittadinanza; oppure introdurre al più presto questa misura di buon senso, capace di contenere l’esteso disagio attuale, spesso vera e propria emergenza familiare e sociale, idonea anche a riattivare parzialmente le stesse economie locali, creando un circuito virtuoso. Cosa farà adesso la presidente Marini?” Liberati conclude evidenziando che il reddito di cittadinanza “è una provvidenza presente ovunque in Europa, eccetto in Italia e, guarda caso, in Grecia. Ognuno faccia allora la propria parte: si abbassino finalmente le indennità, dando un primo buon esempio, e si razionalizzi la spesa, eliminando sprechi, privilegi, appalti amicali, politica & affari. Su tali temi, sui contenuti, sul merito, su proposte serie e concrete a beneficio dei più deboli, saremo pronti a un confronto che non sia parolaio, né di facciata”.

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