Realtà Popolare, Tamburi: “La schiavitù non è scomparsa, ha cambiato look”

Realtà Popolare, Tamburi: "La schiavitù non è scomparsa, ha cambiato look"
Realtà Popolare, Tamburi: "La schiavitù non è scomparsa, ha cambiato look"

da Giampiero Tamburi (Realtà Popolare)
Non escono dagli schemi che siamo abituati a vedere e, quando riguarda noi a subire, le contraddizioni tremende che sono all’ordine del giorno, tollerate da tutta la nostra società perché oramai siamo abituati a vederle e ci appaiono come la normalità quando invece sono le espressioni più aberranti di involuzione della Democrazia e sono la quintessenza di una negazione della libertà e della dignità di una consistente parte dell’umanità che facciamo, per indifferenza, per egoismo o per interesse, finta di non vedere.

Fermiamoci un attimo e pensarci bene: mentre con l’Expo si celebra a suon di slogan e di milioni il mondo ideale, celato da una totale indifferenza, esiste una cruda realtà in atto: braccianti venuti, o più propriamente lasciati venire, dal terzo mondo, e, con essi anche italiani che vivono nella più totale indigenza, sono in mano al così detto “caporalato”, che con il totale beneplacito di chi sembra onesto come “sepolcri imbiancati”, muoiono nei campi o nei cantieri, precipitando a terra per mancanza di sicurezza o cotti dal sole per massimo 30 euro al giorno (vedi i recenti casi della Puglia o del nord).

Per dirla più chiaramente; in questo mondo di benessere a portata di mano per molti, coloro che lo rendono possibile, vivono, sono sfruttati e considerati carne da macello, come individui privati della libertà, costretti a lavorare senza possibilità di scelta, senza tutela, non pagati, in condizioni spesso disumane.

Chi pensa, per mettersi la coscienza al posto, che questo avvenga solo nei paesi sottosviluppati, si svegli e prenda atto del fatto che le condizioni in cui si trovano questi “schiavi usa e getta”, come sono stati definiti da qualcuno, le possiamo trovare anche e soprattutto, in uno sfruttamento organizzato, anche nelle ricche capitali dell’Occidente democratico. La nuova schiavitù non è più in base alla razza, bensì a causa della miseria.

Flussi immensi, provenienti dall’Africa, vengono in Europa, per fuggire da una condizione impossibile di guerra e di miseria dei loro Paesi, a gettarsi in bocca alla belva che, inevitabilmente, li inghiottirà nella logica di profitto a tutti i costi, anche se il prezzo da pagare è in termini di vite umane.

Ma Bruxelles, il Parlamento Europeo, in tutto questo caos dov’è? Che cosa sta facendo per definire questo stato di completa emergenza che, non solo dura ma, con gli sbarchi in Grecia, di gente che vuol passare attraverso al Macedonia per arrivare nei Paesi “civili”, è arrivato al top della sua escalation.

Fino ad ora è stata capace solo di rimproverare gli Stati interessati in prima persona degli sbarchi, specialmente l’Italia, osservando che “non ha un piano d’azione nazionale sulla tratta di esseri umani, ne si è dotata di molti degli strumenti di cui si sono dotati altri Stati che sono, come l’Italia, Paesi di arrivo e transito di vittime del traffico”. Così il Consiglio d’Europa chiede alle autorità italiane di “adottare con urgenza un piano d’azione nazionale che definisca priorità, obiettivi, attività concrete e responsabili per la loro attuazione”.

Assurdo! In una situazione di assoluta inefficienza e staticità in cui l’UE si è disposta abbia la sfacciataggine di comportarsi in questa maniera. Sicuramente perché rientra nei suoi obbiettivi far affluire più miseria possibile nel proprio territorio, onde permettere uno sfruttamento più efficiente e massiccio possibile a chi detiene il potere economico.

Poi, dall’altro lato del triangolo c’è la Chiesa, massima autorità morale che esorta, in nome della Carità Cristiana, l’accoglienza in assoluto e non considera altra alternativa accettabile. Mettendosi a discutere, inutilmente e senza costrutto, con soggetti politici che caldeggiano, in una posizione che non può essere minimamente condivisa, la totale non accoglienza, dimostrano, in questo modo, di essere completamente fuori dalla realtà che li circonda. Ciò dimostra inequivocabilmente che neanche le autorità Morali del nostro Paese, sanno che soluzioni da mettere in atto si possono prendere.

Sicuramente non è questa l’Europa che i cittadini vogliono!
Giampiero Tamburi

Realtà Popolare


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