Realtà Popolare, Tamburi: “Europa politica sempre più nel caos!”

Realtà Popolare, Tamburi: "Europa politica sempre più nel caos!"

Realtà Popolare, Tamburi: “Europa politica sempre più nel caos!”

da Giampiero Tamburi (Segretario Nazionale) – Frontiere chiuse, Italia in trappola! Svezia e Finlandia, sicuramente seguite da altri Stati ugualmente decisi a respingere l’avanzata delle masse di migranti che, negli anni che seguiranno risulteranno sempre più, sia di numero che di nazioni, (per la cronaca qui da noi, oggi, abbiamo la bellezza di 94 Stati da dove stanno venendo chi approda nelle nostre spiagge) chi cercherà asilo politico e modi per non morire di fame.

Chiaro è un principio ed un fatto che nessuno può negare: espellere con i metodi che queste Nazioni vogliono adottare, vuol solo dire affrontare il problema per non risolverlo perché, è chiaro, che queste persone, prima o poi, ritorneranno, rischiando gli stessi pericoli affrontati in precedenza, e noi, frontiera esterna alle frontiere europee, non potendoli respingere e trovando le frontiere interne all’Europa chiuse per l’accoglienza, saremo inesorabilmente in trappola, trasformandosi in un immenso ostello che, sempre più poveri, saremo costretti a sfamare altri poveri.

Messa giù in modo semplice ma è la cruda realtà! È chiaro a questo punto che gli Stati europei, chiedendo e mettendo in atto questi precisi provvedimenti, fanno intendere che non esiste una coscienza ed una prospettiva di visione al reale e grave problema della migrazione di massa, come fino ad ora non si era mai vista e che, sicuramente in futuro, sarà sempre più accentuata e che comunque, il senso politico e sociale, impone di risolvere in un ottica europea di confronto, con una vera volontà di cooperazione che fino ad ora non è stata dimostrata da nessuno.

È alla vista di tutti quelli che vogliono vedere le cose realmente per quelle che sono, come il falso ed ipocrita senso della dignità umana nella estrema sinistra, sia italiana che europea, viene usato solamente come strumento politico a loro vantaggio di parte per risalire la china del potere politico che, sempre più, a livello della comunità europea, ed anche italiana, viene a mancargli in una evidente impossibilità di risalita.

Del resto, anche la destra estremista non scherza nel manifestare una spiccata ed innata propensione politica a favorire il razzismo e la xenofobia facendo di tutta un’erba un fascio, nel volerne categoricamente il rimpatrio o, ancora peggio, lasciarli in mezzo al mare, rifiutandone anche l’approdo, fino ad impedirlo a cannonate, come più volte da loro affermato. Una domanda sorge spontanea: ma come sono maturate e quali sono le diverse responsabilità che hanno portato a questo stato?

Le cause sono molteplici e complesse ma comunque una delle maggiori, determinando nel loro immaginario collettivo che avrebbero sicuramente risolto la loro fame nei paesi europei, è senz’altro la motivazione che, una dissennata politica economico-sociale portata avanti negli ultimi 40 anni, con atteggiamenti di uno frenato liberismo, ha creato delle disuguaglianze enormi di popoli nei confronti di altri.

Un’altra, non di minore importanza, contribuendo notevolmente ad aumentare questo biblico esodo, sono state quelle sciagurate guerre, golfo, Afganistan ecc, fino agli interventi nella famosa “primavera araba”, fatte senza la minima percezione, da parte dell’occidente, di una visione reale e concreta delle forze in campo e delle conseguenze che ciò poteva portare, motivandole con l’assurda ipocrisia di portare la Democrazia in quei paesi, nascondendone, invece, il vero motivo che era quello dell’incremento del mercato della vendita delle armi insieme alla volontà di mettere le mani sopra le fonti energetiche di primaria importanza, ed infine non considerando che un siffatto comportamento sarebbe servito, come di fatto è stato, ad accrescere il terrorismo, financo a far nascere l’ISIS e il nuovo stato del califfato che sta portando morte e distruzione in quei paesi.

Ma l’Europa a questo punto c’è da domandarsi dov’è e che cosa sta veramente facendo oltre che voler buttare via dai propri territori questa gente? Cosa aspetta a fare un’autocritica riconoscendo che nulla è stato fatto e che ancora non sta mettendo in atto nessuna politica adeguata, quantomeno per affrontare in modo corretto questo momento di emergenza? Ma nel Parlamento Europeo non si rendono conto che lasciare da soli i singoli Stati, ognuno con una politica inadeguata e talvolta contrastante, l’una con le altre, non possono affrontare e risolvere il problema?

Vogliamo utilizzare solo il volontariato, come sta avvenendo in Italia, per dare assistenza e sistemazione a questa gente oppure avere una strategia internazionale mirata per la sua soluzione? Ci dobbiamo rendere conto che lasciando da sole le varie realtà nazionali, come stiamo purtroppo vivendo ora nel nostro Paese, accresciamo quella rottura, quel distacco che già esiste tra lo Stato ed i suoi cittadini rischiando, senza tema di sbagliare che, con il tempo, i Governi vadano a casa (e questo da noi non sarebbe un male), lasciando però il posto ad altri che forniscono e concretizzano una visione ed un atteggiamento estremista, come verificatosi già, purtroppo, in alcuni Paesi, quali l’Ungheria e la Polonia.

A questo punto si rende estremamente necessario mettere in atto, a livello europeo, una politica strategica unificata, mirata alla risoluzione del problema che dia alle singole realtà nazionali, motivo di un nuovo consenso dei cittadini alla rispettiva leadership politica. Se così non dovesse essere per l’Unione Europea sarebbe solo una questione di tempo prima di sparire!

Realtà Popolare

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