Radioattività Fabro, M5s Umbria: “Stiamo attivando tutti gli strumenti”

Liberati: "Dopo tutti questi anni di attesa i cittadini devono essere messi in condizione di valutare dove vivono"

Radioattività Fabro, M5s Umbria: "Stiamo attivando tutti gli strumenti"

Radioattività Fabro, M5s Umbria: “Stiamo attivando tutti gli strumenti a nostra disposizione”

“Il movimento fa rete e facendo rete ottiene un risultato”. Lo ha detto Laura Agea, portavoce del M5s al parlamento Europeo, durante una conferenza organizzata a Perugia, dai consiglieri regionali M5S Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari sulla radioattività a Fabro. Alla conferenza era presente anche il consigliere comunale M5s di Orvieto, Lucia Vergaglia

Il problema del milione di tonnellate di cenere di carbone, presumibilmente radioattive, nella zona artigianale nel comune di Fabro è stato presentato ad ogni livello con un’interrogazione, anche al Parlamento Europeo, grazie  ai portavoce umbri del M5s.

“Nell’arco di 5 anni – ha spiegato la parlamentare Agea – queste ceneri sono state scaricate nel terreno artigianale di Fabro e i cittadini sono anni che chiedono risposte. Noi a questo problema ci siamo fatti loro portavoce, abbiamo scritto un’interrogazione, il commissario Vella ha risposto dicendo che si attiverà la commissione europea per avere dai territori tutte le informazioni circa lo stato effettivo ambientale, per pianificare, eventualmente, un azione di bonifica e messa in sicurezza.”

Radioattività
La risposta è stata ottenuta subito nell’arco di 4 settimane. “Dispiace constatare che si sia dovuto attendere quasi 20 anni per avere una risposta che, nel giro di 4 settimane, noi l’abbiamo ottenuta perché un’interrogazione urgente presentata al parlamento ha un obbligo di risposta entro 28 giorni, questo dimostra come molte volte non ci sia la reale volontà di essere voce dei cittadini. In Umbria – ha concluso Laura Agea – ci stiamo rendendo conto che non si può più parlare di cuore verde di Italia, perché in realtà la situazione ambientale è ai limiti della licenza. Agea ha fatto l’esempio di Belladanza, con una semplice interrogazione è partita l’indagine della commissione europea, raccomandazioni e invito a prevedere un opera di bonifica della falda acquifera inquinata”.

E’ intervenuto anche il consigliere regionale del M5s Andrea Liberati: “Ennesima emersione di terre di fuochi in Umbria che dopo 25 anni se ne può realmente parlare grazie ai portavoce che abbiamo ai parlamenti. Stiamo cercando risposte una di quelle che chiediamo all’Arpa è quella di andare avanti sulle analisi. Non bisogna farlo solo lì – ha spiegato Liberati –noi abbiamo una certa presenza di ceneri anche nel territorio di Piegaro e Tavernelle. Abbiamo chiesto un incontro con il professore Ganapini in merito. Noi non faremo altro che incrementare la pressione politica nei confronti delle agenzie, chiediamo che emergano tutte le storie che non si vada avanti con le scorciatoie sui rifiuti come si è fatto per troppi anni”.

Infine Liberati ha detto: “Stiamo attivando tutti gli strumenti a nostra disposizione perché dopo tutti questi anni di attesa i cittadini devono essere messi in condizione di valutare dove vivono. Noi siamo qui per questo e non ci accontentiamo del lavoro fatto da Arpa perché è manchevole di quello che avevamo chiesto ad origine e cioè dei carotaggi. Siamo soltanto all’inizio – ha concluso il consigliere – bisogna allargare il raggio fino a Piegaro e Tavernelle, dove nelle prossime settimane ci concentreremo”.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno ricostruito le vicende del sito di Fabro, “dove parte delle ceneri prodotte dalla centrale a carbone dell’Enel di La Spezia vennero utilizzate per livellare i terreni su cui realizzare l’area artigianale”, spiegando che “secondo le rilevazione Arpa iniziate a settembre 2015 la radioattività misurata è tra 0,1 e 0,4 microsievert/ora, valore tale da aver suggerito ulteriori approfondimenti. Numeri preoccupanti, se si pensa che una radiografia sviluppa 1 microsievert/ora, che a Roma si registrano 0,04 microsv/h e che a Tokyo, dopo Fukushima, il livello medio era 0,25 microsv/h”.

“Continueremo ad approfondire le segnalazioni che ci arrivano dai cittadini – hanno concluso Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari – raccogliendo le denunce che in questi anni sono rimaste inascoltate anche a causa di partiti politici troppo vicini tra loro e senza una reale opposizione che
vigilasse. Faremo in modo che emergano con chiarezza eventuali contaminazioni avvenute anche in quelle zone. E chiameremo l’assessore Fernanda Cecchini a chiarire quanto di competenza della Regione Umbria”.

Radioattività Fabro


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