Radicaliperugia farmaci cannabinoidi la Regione non assicura terapia

costretti a recarsi fuori Regione per ottenere prescrizione della terapia

Radicaliperugia farmaci cannabinoidi la Regione non assicura terapia

Radicaliperugia farmaci cannabinoidi la Regione non assicura terapia

Sì è concluso nei giorni scorsi l’XI congresso di Radicaliperugia, l’associazione radicale presente nel capoluogo perugino da più di quarant’anni. Nuove politiche di governance dell’immigrazione, ampliamento dei diritti di partecipazione e di voto nelle realtà territoriali e applicazione delle leggi regionali. Sono questi i temi maggiormente discussi durante il congresso che ha visto anche la partecipazione di Riccardo Strappaghetti del circolo Omphalos Arcigay, di Giulia Rogolino del Cidis di Perugia e della consigliera comunale del PD Sarah Bistocchi.

Il congresso ha deciso di fare proprio un documento di pazienti che traggono beneficio dalla terapia con farmaci cannabinoidi e che denunciano come la Regione Umbria non assicuri effettivamente, al paziente affetto da patologia o da sintomi, l’accesso alla terapia stessa. Infatti, allo stato attuale, i pazienti, affetti da patologie rispondenti alla terapia con cannabinoidi, sono costretti a recarsi fuori Regione per ottenere la prescrizione della terapia adeguata alla propria patologia.

Inoltre il congresso ha fatto il punto sulla politica non violenta che attualmente vede impegnati Radicali Italiani nella raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare: la campagna “Ero straniero, l’umanità che fa bene” volta a superare la legge Bossi – Finie a cambiare le politiche sull’immigrazione, governandole per puntare su inclusione e lavoro. Lanciata da Emma Bonino assieme a molte sigle di associazioni laiche e cattoliche, la campagna si concluderà a fine ottobre ed occorre ancora qualche sforzo per raggiungere le 50.000 firme necessarie al buon esito dell’iniziativa.

Radicaliperugia esprime forti perplessità sulla decisione dell’Università per stranieri di Perugia di assegnare una laurea ad honorem al ministro dell’Interno Marco Minniti. Appare difficile districarsi infatti nella confusione in cui appare precipitato l’ateneo perugino: dopo la laurea ad honorem a padre Georg Gänswein nel 2011, e quella a Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli nel 2016, ora è annunciata quella al ministro Minniti, la cui priorità non sembra proprio quella della costruzione di ponti di pace, soprattutto verso il Mediterraneo.

L’associazione Giovanni Nuvoli, Radicali di Perugia, non può che constatare come la politica del ministro dell’Interno in tema di immigrazione, basata sugli accordi con la Libia, ricalchi praticamente quella di Silvio Berlusconi con Gheddafi.

Minniti si è fatto artefice di politiche della immigrazione che implicano indicibili violazioni dei diritti umani e campi di detenzione sulla sponda sud del Mediterraneo. Pertanto l’attribuzione della laurea ad honorem al ministro dell’Interno ci sembra stridere terribilmente con la linea nonviolenta che Aldo Capitini impresse,  seppur per brevissimo tempo,  all’Università per stranieri di Perugia negli anni della sua reggenza.

Altro tema in discussione è stato quello delle iniziative intraprese nel comune di Perugia, dove, dopo aver preso atto con soddisfazione di un deciso cambio di rotta nella gestione delle mense scolastiche, si è valutato che occorre portare a compimento alcune di esse che sono rimaste inevase:

  1. – il voto di astensione in Consiglio Comunale che, dopo il parere della V Commissione che ha dato ragione a quanto denunciato da Radicaliperugia, necessita ora di una modifica regolamentare;
  2. – la petizione popolare sulla trasparenza dei lavori del Consiglio, approvata lo scorso mese di dicembre ma che ancora non ha avuto attuazione;
  3. – L’incresciosa vicenda del piccolo Joan, il bimbo a cui il Sindaco Romizi ha negato la trascrizione dell’atto di nascita regolarmente formato in Spagna che paga la “colpa” di avere due genitori donna.

Infine il congresso ha riconfermato all’unanimità Michele Guaitini segretario e Andrea Maori tesoriere.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*