Raddoppio Spoleto-Campello, Galgano (CI): ora massimo impegno dal governo per finirlo entro 2020

Rievocazioni storiche, Galgano (CI): contributi Fus opportunità per tutta l'Umbria
Adriana Galgano

Raddoppio Spoleto-Campello, Galgano (CI): ora massimo impegno dal governo per finirlo entro 2020

“Che in un Paese come l’Italia ci vogliano venti anni per completare il raddoppio di 10 chilometri di tratta ferroviaria è un assurdo, soprattutto se si tratta di un intervento strategico per migliorare il trasporto locale e consentire il passaggio dell’Alta velocità. Almeno, ministro Delrio, le chiediamo il massimo impegno da parte del governo perché non si vada oltre questa data, visto che non sono state rispettate tutte le precedenti”. Così Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori, ha replicato al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio discutendo in Aula l’ennesima interrogazione presentata per conoscere i tempi di completamento del raddoppio della tratta Spoleto-Campello. Rispondendo l’esponente del governo ha annunciato che i lavori non termineranno prima del 2020 visti i tempi necessari per indire una nuova gara di appalto mentre si dovrà arrivare a metà del 2018 per lo spostamento del binario unico esistente sulla nuova sede.

“Oggi in audizione, ministro Delrio – ha aggiunto Galgano – lei ci ha informato che un aumento del 10% della connettività di un Paese genera un incremento dello 0,5% del Pil. Da questo è evidente che il problema dell’Umbria, regione maglia nera per la decrescita del Pil, seconda solo al Molise, sono gli anni di mancati investimenti sulle infrastrutture. Ci è stato detto che per la nostra regione ci sono 82 milioni di euro per il completamento della Tre Valli, non disponibili prima del 2019, quando ne servirebbero 750 di milioni, e 51 per i lavori sulla ex Fcu. Inerzie. Sei mesi fa aveva annunciato di voler convocare Trenitalia e Italo per introdurre l’Alta velocità in Umbria, adesso è arrivato il momento di farlo e le chiediamo di sollecitare anche la Regione in questo senso. Altrimenti l’Umbria diventerà l’ultima delle regioni ma non del Centro ma bensì del Sud Italia”.

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