Province italiane, Ricci, la contraddittoria normativa, dovevano essere eliminate?

Ricci: "Se ne è teorizzata la chiusura, poi ci siamo accorti delle nuove elezioni"

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Claudio Ricci
Province italiane, Ricci, la contraddittoria normativa, dovevano essere eliminate?
Da Claudio Ricci (Consigliere Regionale dell’Umbria)
PERUGIA – La normativa sulle province italiane è ormai molto “contraddittoria”: se ne è teorizzata la chiusura, poi ci siamo accorti delle “nuove elezioni” (avvenute ieri) e infine i dati: gestiscono ancora 120.000 km di strade, 5.000 scuole e includono 20.000 dipendenti.
Nel frattempo i servizi sono diminuiti (con strade più dissestate mentre nelle scuole si nota una minore manutenzione) e le risorse mancano: ci vorrebbe per le Province almeno un miliardo di euro in più. Occorre evitare “riforme a pezzi” e andrebbe ridisegnata, in modo unitario, l’architettura istituzionale di Stato, Regioni, Province e Comuni (chiarendo bene i temi delle macro regioni, delle aree metropolitane e delle forme di fusione e collaborazione fra i comuni negli ambiti territoriali).
Nel frattempo in Umbria (a Perugia in particolare) una delle coalizioni alle elezioni di ieri ha partecipato tecnicamente “per perdere” blindando i pochi candidati proposti (è come se una squadra di calcio, decidendo di perdere, entrasse in campo con meno di 11 giocatori) subendo un distacco del 20% e perdendo 2 seggi (rispetto al consiglio precedente). Ovviamente tutti si sono mossi nella totale legittimità politico normativa da rispettare “rigorosamente”.
Poco male tanto i consigli provinciali, se il Governo non interverrà, potranno gestire poco solo “debiti”, molte smobilitazioni (verso le Regioni) e ampie carenze nei servizi stradali e scolatici. Auguri, comunque, di buon lavoro a tutti.
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