Il prof. Clementi spiega la Riforma costituzionale a Poggiomanente

Centinaia di persone hanno partecipato ieri sera al Country house Poggiomanente all’iniziativa “Basta un Sì” promossa dal Partito Democratico che ha visto la partecipazione del prof. Francesco Clementi, docente di diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Perugia. Il partecipato incontro è stato aperto dall’on. Giampiero Giulietti, che ha rilanciato l’attività dei Comitati per il Sì, sorti spontaneamente in tutta l’Umbria con l’obiettivo di promuovere e far conoscere una riforma epocale, in grado di cambiare il futuro del Paese; sono poi seguiti gli interventi di Giovanni Rubini, coordinatore dei Comitati per il Sì dell’Umbria e dell’avv. Paolo Bondi, dottore di ricerca in diritto pubblico.

La parola è quindi passata al prof. Clementi che ha spiegato perché il Paese ha bisogno di questa riforma costituzionale sulla quale verterà il referendum del prossimo autunno. “Chiediamo un sì al referendum perché siamo convinti che questa sia una riforma in grado di affrontare i principali problemi che da decenni affliggono il nostro Paese in merito all’inadeguatezza delle nostre istituzioni di fronte al tempo che cambia. – ha affermato il prof. Clementi – Con la Riforma costituzionale si supera innanzitutto il bicameralismo paritario e finalmente anche il nostro Paese, al pari delle altre moderne democrazie, avrà una Camera che rappresenterà l’indirizzo politico e l’altra, il Senato, che rappresenterà invece la morfologia istituzionale del Paese. Ma la riforma consentirà anche di migliorare la qualità della legislazione, tanto nel suo procedimento quanto nelle sue fonti, di semplificare l’organizzazione delle istituzioni, con l’abolizione del Cnel e la decostituzionalizzazione delle Province, di regolamentare il rapporto tra Stato e Regioni, anche sul fronte dell’autonomia di spesa. Tra le grandi novità introdotte poi dalla riforma – ha aggiunto ancora il prof. Clementi – ci sono l’introduzione dello statuto delle opposizioni – a connotare ulteriormente la fine dell’alternativa ideologica in favore dell’alternanza programmatica, regolamentata e trasparentemente garantita, lungo l’asse maggioranza/opposizione – e l’entrata in Costituzione per la prima volta della trasparenza”.

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