Prima Commissione approva rendiconto generale 2014

Prima Commissione approva rendiconto generale 2014
Prima Commissione approva rendiconto generale 2014

La Prima Commissione consiliare, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato il rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2014. Hanno votato a favore i cinque consiglieri della maggioranza (Andrea Smacchi, Giacomo Leonelli, Marco Vinicio Guasticchi e Gianfranco Chiacchieroni–Partito Democratico, e Giuseppe Biancarelli–Umbria più Uguale), contrari i tre dell’opposizione (Valerio Mancini–Lega Nord, Marco Squarta–Fratelli d’Italia, Maria Grazia Carborari-Movimento 5 Stelle). L’atto andrà in Aula nella prossima seduta dell’Assemblea (presumibilmente il 3 settembre), con la relazione del presidente Andrea Smacchi.

SPESE CORRENTI. Alla riunione ha preso parte anche l’assessore Luca Barberini che ha illustrato le risposte alle richieste di chiarimenti formulate dai consiglieri nel corso della precedente seduta della Commissione (http://goo.gl/V64sOe [1]). “Per quanto riguarda l’andamento della spese correnti – ha spiegato Barberini – nel 2014 c’è stata una riduzione di circa l’8 per cento rispetto al 2013, visto che si è passati da 202milioni 942mila euro a 200 milioni 385mila euro. Nello specifico le spese di funzionamento e quelle per il Consiglio regionale sono scese di oltre il 5 per cento, le spese per il personale regionale del 3 per cento, mentre le spese settoriali sono sostanzialmente rimaste invariate (+0,8 per cento)”.

SPESE DI RAPPRESENTANZA. Barberini ha poi analizzato le spese di rappresentanza della Giunta regionale, specificando che “nel 2014 sono state di 10mila 208 euro, mentre nel 2011 erano di 16mila 973 euro. In entrambi i casi lo stanziamento in bilancio era di 20mila euro. Tali spese non sono direttamente riferibili alla Presidente e ai singoli componenti della Giunta, ma riguardano oneri per forme di ospitalità o atti di cortesia in occasione di incontri e rapporti ufficiali. Il dato indicato nella relazione della Corte dei Conti – ha specificato – si riferisce alle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità e non riguarda le spese di rappresentanza”.

VALUTAZIONE BENI IMMOBILI. “Le modalità e i criteri utilizzati per la valutazione del patrimonio immobiliare regionale, anche per ragioni di economicità ed efficienza,- ha specificato Barberini – sono stati la valutazione sintetica con l’applicazione dei valori medi dei prezzi di mercato per il patrimonio proveniente, ad esempio, dalle foreste demaniali (come i fabbricati rurali), dall’ex Fcu o per le sedi istituzionali; la valutazione con l’applicazione delle rendita catastale per gli immobili per i quali non è possibile determinare un valore di mercato come quelli provenienti dall’ex Anas o dalle Acque minerali; perizie di stima asseverate per gli immobili oggetto di valorizzazione o alienazione; valori di acquisizione o costo di costruzione per gli immobili di recente costruzione o acquisizione. È in corso, tuttavia, un percorso di affinamento metodologico della rappresentazione del patrimonio immobiliare regionale, anche alla luce delle nuove disposizioni in materia di armonizzazione contabile”.

[mappress mapid=”21″]BILANCI ENTI E SOCIETÀ. Sui bilanci degli enti strumentali regionali e delle società partecipate l’assessore Barberini ha specificato che “rispetto alla seduta precedenti sono riportati tutti i consuntivi mancanti del 2013 e alcuni in più del 2014. Per quelli mancanti è in corso l’iter di approvazione e hanno bisogno di tempi tecnici per le procedure nei rispettivi enti un po’ più lunghi. Comunque i risultati di esercizio 2014 delle società partecipate sono tutti positivi (si va dai 191mila euro del Parco tecnologico 3A ai 23 euro del Gruppo cooperative agricole di Trevi)”.

CO.CO.CO E CONSULENZE. “Le spese per le collaborazioni coordinate e continuative e per le consulenze nel 2014 – ha proseguito Barberini – sono state all’interno dei tetti di spesa previsti, che sono per legge il 50 per cento della spese del 2009 per i co.co.co e del 20 per cento per studi e consulenze. E in diminuzione rispetto al 2011, primo anno di applicazione di queste nuove norme. Nel 2014, infatti, per i co.co.co sono stati spesi 366mila euro su un tetto possibile di 553mila euro, contro i 325mila del 2011 e il milione 40mila euro del 2009. Per gli studi e le consulenze nel 2014 sono stati spesi 69mila euro su un tetto possibile di 157mila euro, contro i 143mila euro del 2013 e i 986mila euro del 2009”.

GLI INTERVENTI Il consigliere Claudio Ricci (Ricci Presidente) ha chiesto delucidazioni “sull’utilizzo delle risorse statali date alle Regioni per ripianare debiti che da alcuni, leggendo la stampa nazionale, sarebbero stati utilizzati per finanziare la spesa corrente”. L’assessore Luca Barberini ha spiegato che “i meccanismi adottati dall’Umbria permettono di verificare che tutti i fondi, 29 milioni di euro, sono stati utilizzati correttamente per la sanità”. Maria Grazia Carbonari (M5S) ha sollevato il problema “dei tre contratti derivati della Regione in essere che sono una bomba ad orologeria. Attualmente c’è un differenziale negativo e se venissero estinti si dovrebbe pagare tanto. Serve un principio di prudenza”.

Barberini ha detto che i derivati “l’ultimo dei quali risale al 2007, sono stati fatti solo per la copertura del rischio, non sono in titoli e quindi non c’è un rischio potenziale perché non ci sono fondi ma solo denaro contante e non servono ulteriori garanzie”. Sull’argomento è intervenuto anche il consigliere Marco Vinicio Guasticchi (Pd) che ha sottolineato “il comportamento virtuoso dell’amministrazione perché questo strumento è stato utilizzato senza intento speculativo”.

Prima Commissione


[mappress mapid=”21″]

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*