Polplastic Perugia srl, Tiziana Ciprini, una vicenda assurda e incredibile

Ora ci viene detto che questi lavoratori non avevano i profili richiesti dalla nuova azienda

Polplastic Perugia srl, Tiziana Cirpini, una vicenda assurda e incredibile

Quella della POLPLASTIC PERUGIA SRL è una vicenda che ha dell’incredibile tanto che, la politica occupazionale dell’azienda che opera nel campo della realizzazione di componentistica per la produzione di moto e scooter, è arrivata lo scorso anno ai banchi del Parlamento grazie ad un’iniziativa dei portavoce del M5S Ciprini, Tripiedi, Chimienti, Cominardi, Dall’Osso e Lombardi, i quali hanno posto un’interrogazione al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla situazione dei lavoratori marscianesi (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=506525&ramo=C&leg=17).

Nel 2013 la società occupava 108 dipendenti con contratto a tempo indeterminato e molti altri impiegati come stagionali ma, per effetto di crescenti difficoltà economico-finanziarie, la Iverplast è stata costretta dapprima a fare ricorso alla procedura di cassa integrazione per circa 80 lavoratori, per poi passare definitivamente alla POLPLASTIC PERUGIA SRL la quale è subentrata a tutti gli effetti in quella che era la vecchia attività.

Al termine del 2013, le due direzioni aziendali insieme alle organizzazioni sindacali, hanno stipulato un verbale di accordo che impegnava in maniera stringente POLPLASTIC PERUGIA SRL ad assumere a tempo indeterminato un numero di persone corrispondente ad un totale pari a 80 unità dal 1o gennaio 2014 con condizioni economiche previste dal contratto nazionale di riferimento. Nel medesimo accordo, veniva stabilita l’apertura della procedura di mobilità per il restante personale con un incentivo all’esodo, ovvero la possibilità di un’assunzione a tempo indeterminato presso uno degli stabilimenti del gruppo. Peccato che non sia stato rispettato l’accordo.

“La società – afferma la parlamentare M5S Tiziana Ciprini – dopo essere subentrata alla Iverplast ha lasciato a casa 24 dipendenti forse perché scomodi o sgraditi poiché impegnati sindacalmente oppure beneficiari della legge n. 104/92 e di ciò abbiamo chiesto conto al Governo.

Ora ci viene detto che questi lavoratori non avevano i profili richiesti dalla nuova azienda: eppure risulta che la nuova dirigenza societaria abbia fatto ricorso alle agenzie di lavoro interinale per assumere nuovo personale anziché reintegrare quello in esubero, di sicuro già professionalmente formato e con esperienza e, attualmente, in azienda si contano 125 unità lavorative, ben più delle 108 precedenti della ex Iverplast. Il fatto è che i 24 lavoratori storici potevano essere reimpiegati in POLPLASTIC PERUGIA SRL e, invece, sono stati emarginati semplicemente perché rappresentano uno svantaggio economico per l’azienda.

Eppure per il Governo non sono state riscontrate irregolarità formali o sostanziali e ha lasciato soli questi lavoratori. La vicenda – conclude Ciprini – dimostra quanto sia forte l’esigenza dell’introduzione di un Reddito di cittadinanza che anche in questi casi avrebbe posto un argine a queste pratiche e avrebbe offerto ai lavoratori una garanzia forte per loro e le proprie famiglie e il futuro di un ricollocamento”.

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