POLITICA, GORACCI: “NO ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 138 DELLA COSTITUZIONE”

art-138-big1(umbriajournal.com) PERUGIA – “Aderisco alla campagna indetta dal quotidiano ‘Il Fatto’ (http://goo.gl/t1FzTK [1]) per salvaguardare la nostra Carta Costituzionale nel suo punto più sensibile: quell’articolo 138 che blinda la nostra Costituzione, impedendo che sia modificata fino al punto di stravolgerne il significato”: lo annuncia il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro). “L’articolo 138 è sacro – spiega Goracci – perché impedisce che la Costituzione possa essere facilmente e liberamente manomessa al di fuori della complessa procedura costituzionale. Prescrive due volte il voto di ciascuna camera e prevede anche la possibilità di un referendum popolare di approvazione finale.

Ed ecco che in sordina, e in piena estate, la Commissione dei 40 comincerà proprio da qui, da un piccolo ritocchino che svuoti di significato la barriera dell’articolo 138. In pochi giorni le firme raccolte per impedire che Pdl e Pd portino avanti questo progetto, che non esito a definire criminale, sono state più di 100mila, e questo vuol dire qualcosa, in un mondo che vogliono farci vedere sempre più indifferente alla cosa pubblica, e che invece, dal Nord al Sud, si mobilita ogni giorno contro le involuzioni pericolose in senso autoritario e lesivo del diritto dei lavoratori e della salute che vengono sferrate proprio da chi questi diritti dovrebbe proteggere, salvaguardare e garantire”.

“I nostri padri costituenti – continua – di livello ben superiore a quello di chi oggi vorrebbe mettere mano a radicali cambiamenti costituzionali, avevano avuto lo sguardo lungo: per questo avevano inserito quell’articolo 138, detto anche ‘chiavistello’, in grado di impedire pericolose derive anticostituzionali. Mettere mano all’articolo 138 è – secondo Goracci – farsi beffa delle grandi idealità che sottendono il dettato costituzionale, di una Costituzione che è stata definita, anche da quegli stessi che ora vogliono annientarla per far diventare questo Paese sempre più simile a quello immaginato dalla P2 di Gelli e Berlusconi, ‘la più bella costituzione del mondo’. Il futuro della nostra democrazia – conclude – dipende da questo, non facciamoci portare via la rosa, sfogliandone i petali giorno per giorno”.

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