Polemica nomine direttori sanità, Solinas: “Cronaca di una pressione annunciata”

C'è di mezzo il futuro di un settore che mi sta piuttosto a cuore, non mi va di tenere nascosti i miei pensieri

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attilio solinas

Polemica nomine direttori sanità, Solinas: “Cronaca di una pressione annunciata”

da Attilio Solinas
Ancora una volta un contesto di politica regionale mi sorprende e mi incuriosisce non poco. Si dice che i panni sporchi vadano lavati in famiglia – in questo caso la famiglia della maggioranza in Regione – e qualcuno predica il buonsenso per non creare fratture istituzionali. Troppe volte, però, nella mia esperienza di operatore sanitario ho assistito alle conseguenze di scelte sbagliate, viziate e inopportune che hanno condotto a immobilismo e mancanza di efficacia. Quindi, poiché c’è di mezzo il futuro di un settore che mi sta piuttosto a cuore, non mi va di tenere nascosti i miei pensieri. Si tratta della vicenda delle nomine dei nuovi assetti delle direzioni aziendali per la Sanità regionale.

Molti – forse non tutti – sanno che la scelta dei direttori generali è prerogativa esclusiva del presidente della Giunta regionale, che ha la grande responsabilità di selezionare professionisti in grado di garantire un management efficace per il futuro, sia in termini di attuazione delle riforme del sistema sanitario regionale, sia di mantenimento dei conti in ordine (fattore per il quale l’Umbria ha retto bene).

La posta in gioco sono la riorganizzazione dei servizi per la Salute dei cittadini e la gestione di un bilancio della spesa sanitaria che rappresenta la quota parte maggioritaria di quello regionale. Una responsabilità, quindi, molto forte che consente alla Governatrice una scelta in completa autonomia, se non per il fatto di dover acquisire un parere consultivo, quindi non vincolante, del Rettore dell’Università di Perugia, per ciò che concerne la direzione delle Aziende Ospedaliere di Perugia e di Terni e di recepire le proposte della Giunta regionale, anch’esse però non vincolanti. Percorso definito e lineare si potrebbe pensare, sempre che la Presidente possa contare su una compagine di governo leale e aderente agli indirizzi tracciati e condivisi.

A pochi giorni dalla fatidica decisione ci sarebbe da auspicare che sia stata fatta un’analisi dettagliata e completa delle domande presentate dai candidati alle direzioni aziendali, per verificare se vi sia qualche manager magari di fuori regione, dotato di un curriculum di eccellenza, sul cui nome poter ragionare. Oppure, sempre con l’obiettivo di perseguire un rinnovamento in senso costruttivo e migliorativo nelle nomine e alla migliore qualificazione possibile dei professionisti scelti , si sarebbe potuta proporre, a tempo debito, la ricerca, al di fuori della regione, di qualche personalità di elevata competenza e provata esperienza, disposta a presentare domanda e venire ad operare in Umbria.

Per capirci, una ricerca come quella che attuano gli head-hunter per le imprese private. L’intento di selezionare qualche figura nuova e di valore è sempre positivo e opportuno, anche se esperienze passate con “direttori stranieri” non sono state particolarmente esaltanti. Una linea di indirizzo alternativa può essere stata quella di puntare su direttori generali già collaudati in Umbria.

A giochi quasi fatti potrebbero essere stati questi i criteri adottati per ragionare sulla selezione dei manager sanitari?

  1. Affidabilità/fedeltà accertata
  2. Risultati del lavoro svolto (soprattutto i termini di contenimento dei costi) e conseguente diritto ad essere gratificati con la riconferma anche se in una sede differente,
  3. Competenza di massima + esperienza/conoscenza della realtà sanitaria Umbria
  4. Capacità di “tenere testa” a UniPg per ciò che concerne le Aziende ospedaliere.

Lo vedremo. Ma, come al solito, c’è un ma, ed è questo il motivo della mia sorpresa. Una corrente del PD che può vantare un assessore di peso, la presidenza dell’Assemblea legislativa e, da qualche giorno, anche una seconda presidenza di Commissione consiliare in Regione , vorrebbe imporre nomi suoi anche per le nomine dei direttori aziendali . Molti avranno notato che da qualche settimana è iniziato un battage politico-mediatico nei giornali locali che predica e invoca un cambio di passo nel senso di un’innovazione in tema di nomine dei manager sanitari.

Si è mossa di gran lena e quasi all’unisono anche la segreteria provinciale di Perugia del PD – per le nomine di Terni evidentemente è tutto tranquillo.. – promuovendo e facendo votare in assemblea un documento nel quale si ribadiscono le istanze di riforma della Sanità umbra – quelle scritte, ahimè, anche negli ultimi tre piani sanitari regionali (!) e attuate, purtroppo, solo in parte (comunque, repetita semper iuvant) e si chiedono con forza, anche da questo contesto politico, scelte di innovazione e cambiamento per le direzioni delle aziende sanitarie. Al coro di innovatori si aggiunge anche il centrodestra che, in Consiglio regionale, presenta una mozione di sfiducia nei confronti della dirigenza dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, “prontamente” inserita all’ordine del giorno del 16 Febbraio, tanto per fare massa critica col gruppo di pressione sulla Presidente.

Least but not last, si aggiungono alcuni interventi mediatici, tra cui quello del prestigioso Ciuenlai, che, più o meno in buona fede appoggiano la linea del correntone PD nel predicare il cambiamento , sollecitando Catiuscia Marini ad attuare scelte di novità non meglio identificate. È una pressione su più fronti costruita a dovere dall’area “cattolica” del PD tesa a creare un movimento d’opinione trasversale e , con il suo sostegno, tentare di imporre le proprie proposte. Il quadro fuorviante dipinge da un lato una Marini “conservatrice” e dall’altro un movimento “innovatore” composito, che per le nomine in Sanità arriva ad invocare perfino la linea politica di Renzi !!

Girano articoli di giornali nei quali si minacciano addirittura le dimissioni dell’assessore interessato, qualora le nomine non siano innovative. Ora il problema è capire cosa c’è sotto ; di quali proposte si tratta? quali sono i nomi sostenuti e proposti dal ” correntone” PD campione di preferenze (ben sfruttate) in Regione ? Un ingenuo potrebbe pensare : avranno fatto un intenso lavoro di ricerca a livello nazionale e proporranno qualche manager “stratosferico”, magari un ex direttore del Sant’Orsola di Bologna, del Niguarda di Milano o del Gemelli a Roma. In realtà, ahimè, i nomi che stanno circolando e che sono stati proposti da quel fronte -salvo tardive e improbabili rivoluzioni- lasciano un po’ perplessi, con tutto il rispetto per le qualità umane e professionali dei soggetti.

A tutto fanno pensare tranne che ad una scelta di cambiamento e di innovazione. Questi nomi , per chi è del settore, non rappresentano di certo un salto di qualità né danno sollievo a quel grido di dolore che da tante parti dell’Umbria “i soliti noti” hanno fatto levare alto, per invocare la novità . Insomma, la “montagna Umbra” di pressione per l’innovazione partorisce due o tre “topolini” di proposte. A pensarci bene, più che proposte di nomi per il rinnovamento sembra la logica del “leva di mezzo i tuoi che ci piazzo i miei”…

Allora ti viene da pensare: non sarà che la corrente in questione vuole, come al solito, piazzare nomi di propria fiducia e fedeltà la cui competenza, esperienza e qualificazione sono di livello, diciamo, “standard”, ma che danno garanzia assoluta di fedeltà e di rispondenza alle mire di potere e di controllo sulle aziende sanitarie da parte di soggetti per i quali la ricerca del potere e del controllo su aziende pubbliche, su partecipate, ecc. è un vero e proprio pedigree politico? E’evidente – ma non dovrebbe esserlo – come certi meccanismi siano ormai quasi “fisiologici” in politica; chi è senza peccato scagli il primo sasso in fatto di logiche di controllo partitico e correntizio sulla Sanità.

Polemica nomine direttori sanità

Ma che almeno siano operate scelte di sicura e accertata qualità, che garantiscano “anche” risposte manageriali efficaci per il futuro! A questo punto la curiosità si fa sempre più forte. Vincerà il “cambiamento” voluto da una corrente PD o il buon senso di coloro che si affidano a nomine di personalità competenti e di collaudata esperienza sul campo, che garantiscono la prosecuzione di una gestione dimostratasi efficace, anche se dovrà essere potenziata per raggiungere tutti gli obiettivi previsti dalle riforme.

Le magnifiche sorti e progressive della Sanità umbra si giocano sulla capacità che avrà la Politica regionale di portare finalmente a compimento, anche attraverso il nuovo management, quanto necessario a rendere il Servizio sanitario aggiornato alle nuove realtà e ai mutati e pressanti bisogni assistenziali dei cittadini umbri. I direttori generali nominati dovranno essere rapidi ed efficaci esecutori degli indirizzi di riformismo dettati dall’amministrazione politica regionale, in un’ottica di massima integrazione tra le aziende con la quale si costruisca un progetto per l’Umbria nel suo complesso, senza divisioni localistiche. Non c’è più tempo, serve innovazione vera con direttori generali competenti “nella materia” , motivati da un mandato che punti a risolvere i problemi, e orientati (finalmente !) al massimo coinvolgimento, a tutti i livelli, degli operatori della Sanità umbra nella programmazione aziendale.

2 Commenti su Polemica nomine direttori sanità, Solinas: “Cronaca di una pressione annunciata”

  1. Mi sembra riduttivo, semplicistico e privo di ogni ragione scientifica, basare la discussione sulla sanità in Umbria su: Orlandi SI o Orlandi NO
    I problemi sono altri:riorganizzazione dei servizi, eliminazione delle lista di attesa, in merito a queste ultime siamo arrivati ad un punto estremamente grave, favorendo altresì le strutture private o gli operatori del servizio pubblico con le visite extra time.

  2. Ora capisco meglio dott.Solinas perché quando si candidò alle regionali qualcuno (di quella corrente che ha citato)la descriveva come persona non capace di fare politica. Certo gli ex DC capacità ne hanno da vendere ma per fare inciuci, sporchi giochi di potere, non abbia paura di creare fratture istituzionali usi il buonsenso e continui a lottare per persone capaci e non serve del sistema.

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