Piano sociale regionale, Carbonari M5s, far uscire l’Umbria dal Medioevo

I finanziamenti ci sono e provengono da una pluralità di fondi: nazionali, regionali e dell'Unione Europea

Piano sociale regionale, Carbonari M5s, far uscire l'Umbria dal Medioevo

Piano sociale regionale, Carbonari M5s, far uscire l’Umbria dal Medioevo PERUGIA – “Dopo anni di impegno e lotta, grazie alle pressioni del Movimento 5 stelle e di numerose associazioni, la Regione accetta come uno dei presidi fondamentali dell’offerta di servizi e prestazioni il sostegno economico che va a diretto vantaggio del disabile e della sua famiglia. Un primo passo per far uscire l’Umbria da quel medioevo socio assistenziale in cui versa.

Ma il nostro impegno non finisce certo oggi: le prossime sfide saranno sulle modalità di erogazione, sull’entità complessiva dei finanziamenti e sull’adeguatezza dei contributi alle necessità dei singoli”. Così Maria Grazia Carbonari (M5s), dopo l’approvazione dell’emendamento al nuovo Piano sociale sugli assegni di sollievo per le famiglie con persone non autosufficienti. “La libertà di scelta in tema di sostegno alla non autosufficienza – spiega Carbonari – è un aspetto fondamentale della tutela dei diritti umani. Un dogma non negoziabile se vogliamo costruire un percorso di civiltà e tutele a vantaggio dei più deboli.

Le parole d’ordine sono autonomia e autogestione, in linea con quanto accade nel resto d’Italia. Grazie all’assegno di sollievo sarà possibile scegliere da chi farsi assistere: se un familiare o una badante, ma soprattutto si deve avere la possibilità di scegliere se vivere al proprio domicilio o andare in una struttura residenziale. Fino ad ora la libertà era negata a coloro che non avevano i mezzi sufficienti per organizzare a domicilio la propria assistenza.

I finanziamenti ci sono e provengono da una pluralità di fondi: nazionali, regionali e dell’Unione Europea”. “Terremo d’occhio – prosegue Carbonari – le scelte che la Giunta farà nel dettaglio, vogliamo che le risorse siano ottimizzate e raggiungano il maggior numero di cittadini. L’assegno non è incompatibile con i servizi già erogati ma complementare. Pertanto chiediamo ai cittadini di vigilare sin da subito contro tentativi di porre le famiglie di fronte a scelte imposte e salomoniche. Chi vuole potrà mantenere le ore di assistenza già erogate, la frequenza di un centro diurno e contestualmente ricevere l’assegno, rinunciando a sua discrezione ai servizi che non considera idonei a coprire le proprie necessità”.

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