Perugina San Sisto, Leonelli (PD): «Regione faccia chiarezza»

Lo chiede, con una interpellanza rivolta all'Esecutivo di Palazzo Donini

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Giacomo Leonelli

Perugina San Sisto, Leonelli (PD): «Regione faccia chiarezza»

“La Giunta regionale faccia chiarezza sulle proiezioni occupazionali, relative allo stabilimento di San Sisto (Perugia), previste dal piano industriale della Nestlé in seguito all’investimento di 60 milioni di euro nei prossimi tre anni. Spieghi quali sono le scelte della multinazionale rispetto ai marchi Rossana e Ore Liete, relativamente a politiche e modalità di vendita degli stessi e al coinvolgimento di imprenditori locali. Inoltre si espliciti se, in costanza della vendita/cessione dei marchi, sia previsto il blocco e lo smantellamento della produzione”.

Lo chiede, con una interpellanza (atto ispettivo che può essere trasformato in mozione nel corso della seduta in cui verrà discusso) rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini, il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd). Leonelli individua dunque due questioni primarie per il futuro del polo produttivo di San Sisto: “il mantenimento dei livelli occupazionali e la tutela di marchi e prodotti, come Rossana e Ore Liete, fortemente legati alla storia e all’identità della città di Perugia e dei perugini”. E propone di verificare se, “ai fini della tutela occupazionale e sviluppo complessivo di Perugina, possano esserci proposte alternative per restituire all’azienda il corretto posizionamento sul mercato del cioccolato e non solo, facendo magari leva sul forte valore identitario che caratterizza ormai Perugia come capitale del cioccolato italiano, come evidenziato anche dalla stessa Nestlè Perugina nel proprio piano industriale”.

Il consigliere regionale ricorda che “presentando il proprio piano industriale a Regione e Comune di Perugia, Nestlé ha ipotizzato un investimento di 60 milioni in tre anni, destinati a innovazione tecnologica di macchinari e strutture, politiche di marketing di marchi e prodotti legati al cioccolato. In quella sede Nestlè ha ribadito di non ritenere più strategici i prodotti a marchio Rossana e Ore Liete e conseguentemente di non voler investire in questi due asset.

L’investimento in innovazione tecnologica di strutture e macchinari – osserva – potrebbe determinare una riduzione della forza lavoro necessaria probabilmente soltanto in minima parte bilanciata dagli investimenti di marketing previsti nel prossimo triennio. Investimenti in marketing per i quali non è stato precisato che siano da considerarsi aggiuntivi o meno rispetto agli investimenti passati. Lo stesso investimento sembrerebbe evidenziare la volontà di concentrare la produzione su pochi prodotti disperdendo quella che è stata sin dagli albori una preziosa caratteristica di diversificazione della produzione dolciaria di Perugina, come la recente fiction su Luisa Spagnoli ha abbondantemente ricordato”.

Leonelli rimarca inoltre che “ad agosto 2016 andranno a scadenza i contratti di solidarietà per circa 220 lavoratori e che a fine del picco di stagionalità (dicembre 2016), ci sarà un consistente rischio di esuberi con conseguente richiesta da parte di Nestlè Perugina di cassa integrazione. Gli esuberi di cui sopra potrebbero aggiungersi ai 70/80 lavoratori impiegati nei reparti ‘caramelle’ e ‘biscotti’ laddove venisse confermata la volontà da parte di Nestlè di cedere questi due asset.

L’eventuale dismissione dei marchi Rossana e Ore Liete, oltre a creare un manifesto e percepibile disagio alla comunità perugina e regionale (come dimostrano anche le numerose campagne di difesa lanciate negli ultimi giorni sul web), non appare oggi supportata da una reale intenzione strategica di cessione tesa a rafforzare marchi storici per l’industria dolciaria locale. E non è chiaro se, in attesa dell’eventuale cessione degli stessi marchi, siano ormai prossime la dismissione della produzione e lo smantellamento dei macchinari relativi, con la conseguente preoccupazione che, ove questo accadesse, sarebbe difficilissimo il rilancio di Rossana e Ore Liete”.

Perugina

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