Perugina, Galgano (CI): si arrivi ad accordo al Mise poi innovazione di prodotti e processi

Perugina, Galgano (CI): si arrivi ad accordo al Mise poi innovazione prodotti e processi
Adriana Galgano

Perugina, Galgano (CI): si arrivi ad accordo al Mise poi innovazione di prodotti e processi

“Le parole del direttore delle relazioni industriali di NestlèGianluigi Toia riguardo le proposte per evitare gli esuberi alla Perugina sono una buona notizia, soprattutto a due giorni dall’ultimo tavolo convocato al Mise per risolvere la vertenza di San Sisto. Auspichiamo, però, che la multinazionale mantenga effettivamente questi impegni e quindi che non ci siano davvero lavoratori che rimangano senza occupazione. Chiediamo, inoltre, che al Mise si arrivi ad un accordo definitivo che permetta di far partire il rilancio di Perugina, una delle aziende storiche della città e dell’Umbria”. Così Adriana Galgano, deputata di Civici e Innovatori, torna sul dibattito relativo alla vertenza di San Sisto.

“Ho seguito la vertenza Perugina fin dal 2015, quando gli operai lanciarono i primi appelli ai parlamentari rispetto alla crisi che l’azienda stava attraversando – ricorda – Ho presentato interrogazioni che hanno portato il governo ad aprire il tavolo di consultazione e una mozione, poi approvata, per evidenziare le possibili soluzioni per il rilancio dello stabilimento Perugina. Ora, a poche ore da quello che speriamo sia un epilogo positivo, va ricordato che restano comunque aperte le questioni della necessaria innovazione dei processi e dell’ampliamento dei prodotti dell’azienda di San Sisto. L’innovazione e l’incremento dell’offerta – conclude Galgano – sono, infatti, le principali chiavi di volta per implementare il successo del marchio Perugina ed evitare che, nel prossimo futuro, si ripresentino altre crisi”.

1 Commento

  1. Come sempre sembra tutto a posto, di certo è scomodo per il signor Toia dire che dei novantaquattro lavoratori che hanno posto l’adesione per la riduzione di contratto, almeno il novanta per cento lo ha fatto per paura. Si, perché si omette di chiarire che siamo stati minacciati con la frase ” Chi non pone l’adesione sarà automaticamente fuori”. Inoltre l’azienda è assolutamente bugiarda nel dire che i settantasei lavoratori che hanno preso l’incentivo per andarsene lo hanno fatto avendo già un altro lavoro. Chi se n’è andato , almeno nel novanta per cento dei casi, lo ha fatto perché non sosteneva più il mobbing che l’azienda ci sta facendo subire da mesi e perché si è sentito umiliato nell’essere stato buttato via come un qualcosa di inutile dopo più di vent’anni di lavoro e sacrifici. LA GRANDE FAMIGLIA NESTLE’

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