Perugina e sindacati, Carla Spagnoli un altro furioso attacco

AZIENDA, PIANO INUSTRIALE NON PREVEDEVA RIASSORBIMENTO ESUBERI

Perugina, Carla Spagnoli, sinistra e sindacato incommentabili!

Perugina e sindacati, Carla Spagnoli un altro furioso attacco

Da Carla Spagnoli, Movimento per Perugia
Che pena il sindacato, in che mani “inette” stanno i lavoratori Perugina! Il tavolo al MISE con Nestlè ha confermato che i giochi per l’azienda sono fatti, ma Sgalla, Greco e Turcheria sono riusciti a collezionare l’ennesima figura barbina! Gianluigi Toia, Direttore Relazioni Industriali di Nestlè Italia, con una chiarezza disarmante ha smentito clamorosamente le dichiarazioni dei sindacati e ha dichiarato che «il Piano Industriale non prevedeva i riassorbimenti degli esuberi, ma la necessità di un riequilibrio occupazionale, tant’è che abbiamo congiuntamente stabilito (con i sindacati) che si sarebbe fatto un incentivo all’esodo e ci sarebbe stato un processo di ricollocazione professionale»! Con una nota ufficiale la multinazionale ha anche ribadito che «non intende fare alcun passo indietro rispetto agli accordi del Piano Industriale e del Piano Occupazionale sottoscritti nel 2016 con i sindacati» e che «parlare di esuberi di organico come di un fenomeno nuovo e inaspettato è sbagliato e strumentale».

In parole povere: Nestlè ha detto che quello che sta facendo in Perugina è tutto previsto dagli accordi con i sindacati, c’è stato il loro ok!!! La multinazionale ha persino chiesto di poter riferire in Parlamento sulla Perugina, per fare chiarezza sul Piano Industriale… È evidente che sono sicuri delle loro ragioni e forti delle firme apposte dai sindacati sugli accordi del 2016!Altrimenti, lo ribadiamo ai sindacati, tirate fuori le prove che Nestlè stia mentendo e pubblicatele…

Il sindacato ha fatto una figuraccia anche sugli ammortizzatori sociali: hanno chiesto una proroga al Governo, in modo da prolungare l’agonia della Perugina, ma Toia in maniera categorica ha detto che «Nestlè non perderà tempo ad aspettare proroghe di ammortizzatori sociali che noi non richiediamo, che oggi non sono previste dalle normative. Sperare negli ammortizzatori sociali è un qualcosa di poco concreto oggi»! Capito sindacalisti??? Nestlè non è più interessata agli ammortizzatori, che potevano servire a voi per salvare la faccia (quale…?) e ottenere una misera vittoria di Pirro…

Si vuole solo ridurre la Perugina a un piccolo ramo periferico di una multinazionale lontana, con al massimo 600 dipendenti (prima di Nestlè erano 4.000)… Sindacati, il destino è segnato grazie alle vostre firme… Signori Greco e Turcheria, vantatevi ancora del Piano Industriale e chiedete il rispetto degli accordi, tanto la Nestlè li sta rispettando benissimo!

La multinazionale è disposta a concedere una riduzione degli orari per riassorbire circa 150 esuberi: quanti operai possono permettersi la riduzione delle ore e dello stipendio? Quante donne lavoratrici pagherebbero queste riduzioni? Chi sarebbero eventualmente i 150 “fortunati”? Forse gli operai più simpatici ai sindacalisti, rigorosamente muniti di tessera…? I sindacati non ci provino nemmeno a far propria questa ipotesi, per poi vantarsene! Due parole su Vincenzo Sgalla (ahimè, sempre lui, mai sazio di fare figuracce): mentre Nestlè metteva la pietra tombale sul futuro di centinaia di lavoratori in Perugina, il suddetto si esaltava per l’adesione totale allo sciopero, definita «una risposta forte anche a chi ha messo in discussione la credibilità del sindacato e il suo rapporto con il personale di San Sisto»…

Non aveva niente di meglio da fare! Signor Sgalla, poteva nominarmi senza farla tanto lunga: a commentare le sue parole ci hanno pensato i fatti di giovedì… La vostra credibilità è meno di zero!!! Mi tocca constatare, però, che circa 200 operai, per la forza della disperazione, sono andati a Roma a dare manforte a questi sindacalisti che li hanno traditi e li stanno ingannando. Già dalle prime dichiarazioni rese ai giornali, emergeva la delusione e la preoccupazione per l’ennesima “commedietta all’italiana” che ha lasciato sul campo gli stessi problemi di prima. Cari lavoratori, ma ancora andate dietro e credete a “questi”? Vi sta bene la loro “rappresentanza”? Se vi sta bene, teneteveli e continuate a pagare le tessere a questi sindacati “sanguisughe” e incapaci, altrimenti stracciate le tessere e chiedete i danni!

Carla Spagnoli

Presidente Movimento per Perugia

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3 Commenti

  1. Parole di fuoco da parte di questa signora che sembra conoscere molto bene la questione. Io invece lei non la conosco e perciò, chiedo scusa, ma mi piacerebbe sapere cosa fa nella vita reale, oltre a portare il cognome che ha e a pontificare, più che su come salvare la Perugina che, mi sembra di ricordare è in crisi da ben prima dell’arrivo della Nestlè che sicuramente non appare interessata a rilanciarla, sul come demolire i sindacati.

  2. Catiuscia Rubeca Ho letto l’articolo e le rispondo così:” Sinceramente sono stufa del fatto che lei continui a strumentalizzare la situazione difficile che stiamo vivendo per i suoi scopi puramente politici . Se avesse dedicato meno tempo a criticare e più a darci una mano , forse avrei anche potuto tenere in considerazione le sue rimostranze verso i sindacati. Forse hanno fatto una marea di sbagli, forse ci hanno tradito, ma in piazza con noi c’erano. Lei dov’era? Noi siamo scesi in piazza a metterci la nostra faccia, noi indossavamo magliette con su scritto Perugina storia dell’umbria, non lei. Lei parla con facilità perché lavora e guadagna su di un impero già trovato in atto. Siamo noi più di lei a portare avanti i sacrifici fatti dalla signora Luisa Spagnoli, alzandoci ogni mattina alle quattro e mezza per iniziare il turno di lavoro o lavorando di notte e solo noi abbiamo il diritto di criticare, perché stiamo lottando!! Non tollero che si dia a me e ai miei colleghi del mentecatto , perché quando dice che non ci rendiamo conto chi seguiamo o a chi diamo la nostra fiducia, lei mi da della mentecatta! Noi siamo ben coscienti di tutto e anche del gioco in atto per riuscire a strapparci di mano i nostri contratti a tempo indeterminato e non ho intenzione di togliere la tessera del sindacato, perché è un diritto che i nostri nonni hanno pagato con il sangue e non ci rinuncerò dietro consiglio tutt’altro che disinteressato di un’imprenditrice! Quando la vedrò indossare una maglietta come la mia e battersi in piazza sudata e stanca, allora forse le presterò attenzione. Per il momento la invito ad astenersi nel fomentare scissioni di sorta tra di noi, piuttosto se è così piena di idee e soluzioni, si informi sulla prossima assemblea che si terrà in fabbrica e venga a presentarci le sue soluzioni in merito, ne saremo ben felici!

  3. Ho letto l’articolo e le rispondo così:” Sinceramente sono stufa del fatto che lei continui a strumentalizzare la situazione difficile che stiamo vivendo per i suoi scopi puramente politici . Se avesse dedicato meno tempo a criticare e più a darci una mano , forse avrei anche potuto tenere in considerazione le sue rimostranze verso i sindacati. Forse hanno fatto una marea di sbagli, forse ci hanno tradito, ma in piazza con noi c’erano. Lei dov’era? Noi siamo scesi in piazza a metterci la nostra faccia, noi indossavamo magliette con su scritto Perugina storia dell’umbria, non lei. Lei parla con facilità perché lavora e guadagna su di un impero già trovato in atto. Siamo noi più di lei a portare avanti i sacrifici fatti dalla signora Luisa Spagnoli, alzandoci ogni mattina alle quattro e mezza per iniziare il turno di lavoro o lavorando di notte e solo noi abbiamo il diritto di criticare, perché stiamo lottando!! Non tollero che si dia a me e ai miei colleghi del mentecatto , perché quando dice che non ci rendiamo conto chi seguiamo o a chi diamo la nostra fiducia, lei mi da della mentecatta! Noi siamo ben coscienti di tutto e anche del gioco in atto per riuscire a strapparci di mano i nostri contratti a tempo indeterminato e non ho intenzione di togliere la tessera del sindacato, perché è un diritto che i nostri nonni hanno pagato con il sangue e non ci rinuncerò dietro consiglio tutt’altro che disinteressato di un’imprenditrice! Quando la vedrò indossare una maglietta come la mia e battersi in piazza sudata e stanca, allora forse le presterò attenzione. Per il momento la invito ad astenersi nel fomentare scissioni di sorta tra di noi, piuttosto se è così piena di idee e soluzioni, si informi sulla prossima assemblea che si terrà in fabbrica e venga a presentarci le sue soluzioni in merito, ne saremo ben felici!

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