Perugina è brand Umbria, Squarta, FdI, regione si disinteressa ai 300 esuberi

la Giunta regionale non muove un dito, troppo impegnata ad acquistare spazi tv

Infrastrutture, Squarta, convocare in audizione il capo dipartimento Anas

Perugina è brand Umbria, Squarta, FdI, regione si disinteressa ai 300 esuberi

Il capogruppo regionale di FDI, Marco Squarta, si chiede “quale ruolo stia giocando la Regione Umbria nella vicenda legata agli esuberi della Nestlè. La politica – spiega – sembra disinteressarsi del futuro di 300 lavoratori, quando invece l’accordo avrebbe dovuto evitare ulteriori ridimensionamenti occupazionali nei laboratori di San Sisto. La vicenda va avanti nel disinteresse della Giunta e nell’impotenza delle organizzazioni sindacali che rischiano di uscire con le ossa rotte dal confronto con la proprietà”.

Abbiamo sentito parole incoraggianti su un piano industriale che avrebbe dovuto rilanciare la Perugina – aggiunge il capogruppo FDI – -, azienda leader nella nostra regione anche a livello di immagine: quel famoso ‘brand Umbria’ per il quale oggi vengono investiti milioni pubblici per il rilancio dopo il terremoto. Quando, però, si tratta di salvare 300 dipendenti e storiche produzioni di dolciumi la Giunta regionale non muove un dito, troppo impegnata ad acquistare spazi tv, pagine di giornali nazionali e poster alle stazioni dei treni per la promozione di discutibili campagne che dovrebbero attrarre turisti ma non ci riescono”.


Ma una settimana fa Giacomo Leonelli…

PERUGIA – Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) annuncia una interrogazione alla Giunta regionale in merito all’annuncio di esuberi di personale per lo stabilimento di San Sisto da parte di Nestlè Perugina. Leonelli chiede di sapere “lo stato delle cose e quali azioni verranno intraprese per tutelare i livelli occupazionali attuali nello stabilimento di San Sisto e, conseguentemente, rispettare l’accordo intercorso tra i sindacati e Azienda nell’aprile dello scorso anno”.

 “Sull’annuncio di esuberi di personale per lo stabilimento di San Sisto da parte di Nestlè Perugina”, il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Partito democratico) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale per sapere “lo stato delle cose e quali azioni verranno intraprese per tutelare i livelli occupazionali attuali nello stabilimento di San Sisto e, conseguentemente, rispettare l’accordo intercorso tra i sindacati e Azienda nell’aprile dello scorso anno”.

Nel suo atto ispettivo, Leonelli evidenzia che “nel 2016 Nestlè presentava a Regione Umbria, Comune di Perugia e alle sigle sindacali il proprio piano industriale che diventava operativo con la firma dell’accordo tra azienda e organizzazioni sindacali 7 aprile scorso. L’accordo prevedeva un investimento di 60milioni di euro nei successivi tre anni, destinati all’innovazione tecnologica di macchinari e strutture (15 milioni) e politiche di marketing di marchi e prodotti legati al cioccolato (45 milioni). Lo stesso piano – aggiunge – prevedeva anche la dismissione della produzione di alcuni marchi tra i quali ‘Ore Liete’ e ‘Rossana ‘senza però ricorrere, su questo, ad esuberi di personale e a decisioni unilaterali dell’azienda per tutta la durata del piano, quindi almeno fino al 2018, seppur fosse già chiaro la necessità di dover ricorrere agli ammortizzatori sociali. Tale accordo era stato ratificato a larga maggioranza anche dai lavoratori”.

A fine luglio 2016 – scrive Leonelli nell’interrogazione – veniva presentato dall’Azienda anche il piano di marketing, che prevedeva un forte rilancio del marchio Perugina, legato al valore aggiunto del territorio e del made in Italy. Il rilancio dell’azienda ha portato risultati positivi tanto da arrivare ad un più 44 per cento di vendite all’estero per quanto riguarda il bacio e le tavolette. Ma tali maggiori vendite non si traducono, secondo i sindacati, in un conseguente aumento produttivo, anzi la Nestlé Perugina avrebbe presentato unilateralmente, ad inizio maggio, un progetto di riassetto organizzativo degli organici che prevederebbe 300 esuberi”.

Le sigle sindacali – conclude Leonelli – hanno da subito dimostrato la loro contrarietà al progetto tanto da convocare lo scorso 24 maggio, tre assemblee sindacali dei segretari e dei delegati di categoria di Cgil, Cisl e Uil in cui è stato deciso lo stato di agitazione, l’apertura di una nuova vertenza e la convocazione di una tavolo al Ministero dello Sviluppo economico”.

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