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Perugina, Carla Spagnoli, sinistra e sindacato incommentabili!

SOLO STEFANO VINTI AVEVA, A SUO TEMPO, CAPITO IL DRAMMA

Perugina, Carla Spagnoli, sinistra e sindacato incommentabili!

Perugina, Carla Spagnoli, sinistra e sindacato incommentabili!

da Carla Spagnoli – Presidente Movimento per Perugia

PERUGIA – Ormai sono finite le parole per qualificare l’atteggiamento di sindacati e politici sulla Perugina. Come si può credere a un sindacato che in un’assemblea, davanti ai lavoratori, confessa di non aver capito l’accordo firmato? E pensare che il Segretario Regionale Flai-CGIL è Michele Greco, laureato in legge… Non occorre essere principe del Foro per interpretare un accordo tanto chiaro! Questo accordo firmato dai sindacati prevedel’obbligo di ricollocazione solo per il 70% degli 819 addetti della Perugina,ciò significa che già in partenza erano annunciati circa250 esuberi! Ma il “Dottor” Greco non aveva capito, o almeno è quello che vuole far credere…

D’altronde la storia di questo sindacato in Perugina parla da sola: basti pensare a quando, nel 1999, la sede direzionale Perugina lasciò Perugia per Milano senza neppure un’ora di sciopero! Crollò un mondo fatto di impiegati, dirigenti e quadri, crollò un mondo fatto di fornitori e piccole aziende che gravitavano nel mondo Perugina, crollò un mondo di servizi: eppure, non una sola parola di protesta arrivò dal sindacato e dai “compagni comunisti” in Regione al seguito…

Fino a pochi mesi fa i vari Vincenzo Sgalla, Luca Turcheria, Michele Greco, politici piddini e “sinistrorsi” (escluso Stefano Vinti, che era intervenuto più volte) applaudivano accordo e Piano Industriale Nestlè, mentre venivano smantellati i reparti produttivi biscotti e caramelle e venivano esternalizzate le “Strenne”. Questi “rappresentanti dei lavoratori” di matrice CGIL si vantarono dell’accordo e risposero con la solita arroganza a chi, come me, già denunciava il chiaro capestro che quell’accordo figurava.

Non solo, si ersero a “co-manager” aziendali! Ora invocano il Mise per ridefinire un accordo da loro sottoscritto e vantato! Magari, per prolungare l’agonia dell’azienda, chiederanno ancora di ricorrere alla Cassa Integrazione e ad ammortizzatori sociali vari…

E i compagni comunisti della sinistra radicale oggi sembrano svegliarsi dal torpore e annunciano battaglie e volantinaggi, invocando la “lotta operaia”: dov’erano quando la Perugina veniva smantellata pezzo per pezzo?! Nessuno di loro ha osato contraddire le dichiarazioni roboanti e rassicuranti dei “compagni” sindacalisti, sia mai che venisse a mancare il “soccorso rosso” al sindacato… Ad un anno di distanza, in un’assemblea tesa, dichiarano candidamente che loro, i sindacalisti-manager, non avevano capito, che l’azienda li sta ingannando.

Ora, se c’è qualcuno che ha ingannato e tradito, quelli siete voi!!! Il disegno aziendale è chiaro da almeno 20 anni, reso possibile dalla vostra complicità… E come faranno i sindacalisti-manager a riguadagnare un briciolo di credibilità? Sembra che oggi si siano “inventati” un nuovo“specchietto per le allodole”… Questa volta si chiama Parco del cioccolato, idea che rimbalza da tempo in città, visto che Perugia è la città del cioccolato. Grazie a Perugina, guarda caso…

Ma l’idea rimbalza da anni a San Sisto, dove c’è già un Museo e una Fabbrica da visitare. Ma quell’idea sarebbe dovuta essere la miglior vetrina di un marchio che funzionava e di una fabbrica che lavorava a pieno regime, non l’alternativa! Non la rappresentazione del fallimento!

Dei 340 esuberi, il Parco quanti ne assorbirebbe? 50? 80? Ovviamente tutto lavoro stagionale, come si conviene ad un parco. Per la Regione sarebbe un toccasana, visto il crollo turistico generato dal terremoto; idem per il Comune di Perugia e per certa imprenditoria legata al mondo del cioccolato. Il Sindacato, c’è da crederci, lo vanterà come l’ennesima capacità di riconversione del proprio sito produttivo. Un’idea “geniale”, non c’è che dire!

E tutti vissero felici e contenti. E disoccupati… Scusate sindacalisti, ma voi siete quelli che avevano ereditato una fabbrica vera di 4000 occupati? Siete quelli che si ispirano a tale Karl Marx che vi voleva difensori degli operai contro il surplus capitalistico? Chissà sesarebbe felice KarlMarx nel vedere oggi una grande azienda come la Perugina (Nestlè…)“cancellata” dall’incapacità e dal disinteresse di tanti, che lasciacentinaia di famiglie e un’intera città in balia di un futuro senza certezze e senza lavoro…

 

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