“Perugia ripartiamo da qui”, a Santa Cecilia la città vista dai democratici

A introdurre la serata Andrea Cernicchi parlando di scuola e università, di cultura e lavoro, e non solo

“Perugia ripartiamo da qui”, a Santa Cecilia la città vista dai democratici

“Perugia ripartiamo da qui”. Era questo il tema di un incontro avvenuto sabato sera all’Oratorio di Santa Cecilia. Gente in piedi, associazioni protagoniste e aria di riscatto tra i democratici. Al Santa Cecilia erano davvero in molti, non c’erano i soliti volti, ma visi nuovi, preoccupati del futuro della città e ansiosi di dire qualcosa di diverso.

A introdurre la serata Andrea Cernicchi parlando di scuola e università, di cultura e lavoro, e non solo. Applausi arrivano da tutti i settori dell’Oratorio, dai compagni di ieri agli amici di oggi, da sinistra a destra passando per il centro della sala. Anche Ulderico Sbarra della Cisl ha detto la sua: “Perugia con Spoleto è la città che soffre di più la crisi. Foligno e Terni hanno una loro identità produttiva. Qui non siamo nemmeno riusciti a fare un polo del cioccolato producendo il miglior cacao d’Italia”.

Anna Maria Biancifiori dell’Onlus la Lumaca: “Troppo spesso i servizi sono serviti per sistemare le persone. Vanno ripensati!”. Claudio Bendini della Uil ha detto: “Vanno riformate in fretta le società pubbliche. Oggi l’Umbria è più agganciata al sud che al nord”.

Vincenzo Sgalla, leader della Cgil Umbra: “C’è un problema di legalità che ci riguarda pesantemente se la più grande partecipata della Regione è stata bloccata per mafia. Alla crisi c’è una sola risposta: legalità e lavoro”. Si si riferisce alla Gesenu.

La chiusura è stata affidata Chiusura del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Gianpiero Bocci: “Perugia diventi Capitale delle opportunità, ma facciamo in fretta perché c’è il rischio che sia più povera e vecchia. Perugia città della legalità e del lavoro. Cultura e Università possono rappresentare il valore aggiunto. Insieme alle imprese concorrono a creare ricchezza”.

Il Partito Democratico? “Abbiamo perso e ancora non lo abbiamo capito. E non si dica che la gente non ci ha capito: ha scelto! Siamo diventati troppo autoreferenziali. C’è un blocco sociale che rischia di impedire alla città di decollare”.

E per finire il sottosegretario ha detto: “Possiamo riconquistare Perugia solo se presenteremo un programma migliore degli altri e una classe dirigente all’altezza delle aspettative della comunità”.
“E’ stato un bello incontro”, hanno commentato soddisfazione i partecipanti.

Perugia

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