Perugia, Quartiere della Pallotta, tante parole ma pochi fatti

Che fine hanno fatto i numerosi appunti presi dai dirigenti che hanno accompagnato il Sindaco durante tutta la mattinata?

Perugia, Quartiere della Pallotta, tante parole ma pochi fatti

Perugia, Quartiere della Pallotta, tante parole ma pochi fatti

Da Movimento Nazionale per la Sovranità – Perugia
PERUGIA – A distanza ormai di due settimane dalla nostra passeggiata “anti-degrado” del 13 luglio, alla quale parteciparono sindaco e dirigenti comunali, siamo tornati a fare un giro per le vie secondarie del quartiere della Pallotta per verificare l’esito delle nostre segnalazioni. Le notizie non sono affatto buone, perché lo stato è lo stesso. Infatti pochissimo, se non nulla di rilevante, è stato fatto in quest’arco di tempo, la situazione è purtroppo tale e quale a come l’abbiamo lasciata la mattina del 13 luglio in cui abbiamo fatto il sopralluogo con il Sindaco Romizi.

Le staccionate pericolose nelle aree verdi di Via Vico e Via Boccaccio sono ancora al loro posto, così come la catasta di scarti di potature abbandonate lungo il marciapiedi nei pressi della chiesa di S. Ferdinando. La secca quercia, pericolosa da anni, all’incrocio tra le vie Boccaccio e Petrarca, ancora lì. L’olivo nell’aiuola all’inizio di Palermo, in agonia da mesi, attende ancora il ripristino dell’impianto d’irrigazione, staccato dal giugno 2016.

Immutata infine anche la situazione al parco di Via P. Aretino: dei nuovi cestini da passeggio promessi neanche l’ombra, gli angoli dell’area verde sono ancora da bonificare da escrementi e immondizia varia e persino gli evidenti segni di bivacchi e frequentazioni illecite sono tutti ancora lì come due settimane fa. Non ci sono giunte notizie da parte del Comune nemmeno del nuovo incontro con residenti e associazioni del quartiere, che doveva essere calendarizzato entro pochi giorni dalla passeggiata, per stilare “il regolamento” d’uso del parco.

Unica risoluzione la pulizia da arbusti e infestanti delle aiuole spartitraffico in Piazza D’Annunzio e nell’area dell’edificio abbandonato della ex seconda circoscrizione, ma di certo ben poca cosa. E’ lecito quindi porsi delle domande sui motivi che impediscono la risoluzione di problemi semplici e poco dispendiosi.

Cattiva volontà, disinteresse o disorganizzazione? Che fine hanno fatto i numerosi appunti presi dai dirigenti che hanno accompagnato il Sindaco durante tutta la mattinata? Attendiamo risposte, così come tutti i residenti che la mattina del 13 luglio hanno richiamato l’attenzione del Primo cittadino.

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