PERUGIA, PRIMARIE, NOTA DEI SOSTENITORI DI CIVATI

Giuseppe Civati
Giuseppe Civati
Giuseppe Civati

(umbriajournal.com) PERUGIA – In questi giorni tra le tante situazioni sconvenienti relative alle primarie che abbiamo letto nei giornali locali ce n’è una che non possiamo accettare. La notizia che a Perugia i sostenitori che si rifanno all’area culturale del progetto politico di Pippo Civati appoggino la candidatura di Annarita Fioroni.

La voce, confermata dai vertici regionali della mozione, non potrebbe essere più lontana dalla realtà, perché come scrive Pippo Civati nel post intitolato Terzi e Liberi “In ogni caso, decideranno i delegati, dal basso, com’è ovvio e giusto e sacrosanto”. La situazione non è la stessa, ma mutatis mutandis può essere applicata al caso in questione.

Per questo motivo rivendichiamo autonomia di pensiero riguardo alle questioni che coinvolgono la nostra città, specificando che coloro che hanno sostenuto Civati al congresso possono sostenere chi vogliono in questa contesa, ma se si dovesse guardare ai singoli si può solo scoprire come sono molto pochi i sostenitori di Annarita Fioroni, mentre la grande maggioranza di noi ha deciso di sostenere il sindaco uscente Boccali.

Ciascuno compie la propria scelta liberamente, ma pare difficile capire come sia possibile appoggiare una persona che è quanto più lontano possibile dall’area culturale a cui apparteniamo e da cui proveniamo. Anche le polemiche uscite sulla stampa in questi giorni non possono avvicinarci a questa metodologia, dato che proprio noi in un precedente comunicato auspicavamo che le primarie “non possono essere strumento di una rancorosa resa dei conti di nessuna utilità alla comunità”.

Per questi motivi non possiamo che ribadire con forza e determinazione che non esiste un sostegno per Annarita Fioroni da parte nostra, e se proprio si deve trovare un appoggio maggioritario questo va a Wladimiro Boccali, anche se questo significa essere contrari ad una linea regionale, dato che ci troviamo in un Partito nel quale è importante discutere e ragionare anche su posizioni differenti. Impedire questo dialogo implicherebbe solo avere a che fare con un altro Grillo e non con un Partito Democratico.

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