Perugia – Parlavecchio: “Non smettiamo di scommettere sulla cultura”

pd_logo(umbriajournal.com) PERUGIA – Quattro milioni di visitatori in meno nel solo 2012 nei siti culturali del Paese, risorse sempre più risicate e ricavi in caduta libera, lavoratori in stato di agitazione e luoghi gonfi di storia chiusi al pubblico per difficoltà di gestione. Numeri e racconti di un settore, quello della cultura, sempre più in affanno, ma che ha tutte le carte in regola per fare da traino di una ripresa che tarda a venire. Perugia scommette sulla cultura candidandosi a capitale europea 2019. Un segnale importante di una visione che fa dei luoghi, del turismo, dell’ambiente, della qualità della vita un fattore di sviluppo. Un segnale che va sostenuto e incoraggiato.

Perché se più in generale il capoluogo umbro si è dimostrato, negli anni, in grado di reagire alle difficoltà con coraggio e mantenendo alta l’attenzione sul tema, sempre di più avremo bisogno di una prospettiva comune che riconosca la cultura come identità, democrazia, libertà del Paese. La cultura ha un valore economico come attrattore turistico ma anche perché contribuisce a elevare la qualità sociale di un territorio, rendendolo competitivo a livello internazionale. Umbria Jazz sta lì a dimostrarlo. L’economia della conoscenza può fornire un contributo imprescindibile allo sviluppo dell’Italia, dell’Umbria e delle nostre città, a una rivoluzione culturale di cui il Paese ha fortemente bisogno. Per questo non possiamo pensare di continuare a tagliare sulla cultura, ma dobbiamo insistere per mettere a frutto nuovi investimenti, nella consapevolezza che ogni euro investito in cultura è un moltiplicatore e un contributo alla crescita.

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