Perugia di Italia Nostra Onlus sulla questione dei finanziamenti della E45

Regione: approvata mozione su pedaggio per tir su E45
E45

La sezione perugina di Italia Nostra ha appreso con piacere che il progetto della Orte-Mestre, e quindi la trasformazione della E45 in autostrada a pagamento, non compare tra le opere pubbliche previste nel DEF presentato giorni orsono dal governo.

Se ne deduce che i recenti scandali relativi alle “Grandi Opere” e i conseguenti cambi avvenuti ai vertici dell’ANAS e soprattutto del Ministero delle Infrastrutture hanno avuto l’immediato e concreto effetto positivo di cancellare, almeno per il momento, una di queste grandi opere ispirate da inaccettabili logiche affaristiche, un’opera del tutto inutile e dannosa che avrebbe avuto solo effetti negativi sia per l’ambiente che ancor più per la popolazione umbra.

Ci auguriamo che l’attenzione del Ministero e quindi i finanziamenti pubblici si concentrino ora su interventi realmente necessari e urgenti, come la difesa del suolo o, per restare nell’ambito della viabilità, sulla sistemazione dei numerosi tratti dissestati e sul completamento della stessa E45 fino al porto di Civitavecchia, come pure di almeno una delle tante trasversali di collegamento con l’Adriatico iniziate da oltre vent’anni e mai completate, come la Perugia-Ancona, dando così modo agli ingegneri dell’ANAS e ai costruttori di dimostrare le loro capacità tecniche e la loro correttezza professionale, possibilmente con esiti migliori di quelli ottenuti nella realizzazione e nella successiva manutenzione della attuale superstrada.

Se allora va reso merito al ripensamento, che ci auguriamo definitivo, da parte del Governo Renzi, ed alle forze politiche locali che hanno chiaramente manifestato una posizione contraria rispetto alla realizzazione dell’opera, non si può fare a meno invece di biasimare quello schieramento assai ampio e trasversale che si è mostrato sempre favorevole, soprattutto la dove rappresentato da soggetti istituzionali come la Giunta Regionale, che proprio per il loro ruolo avrebbero dovuto mostrare di avere più a cuore gli interessi della collettività umbra, del suo territorio, e di una imprenditoria sana e onesta, che quelli di una ristretta cerchia di affaristi dalla reputazione controversa.

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