Perugia, D.U.P. 2016-2018, voto contrario del PD

Questa amministrazione ha scelto di non investire le risorse del proprio bilancio, ma di dipendere esclusivamente dai contributi provenienti da altrove, regione Umbria in primis

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Perugia, D.U.P. 2016-2018, voto contrario del PD

Il consiglio comunale di oggi è chiamato a ratificare con il proprio voto il D.U.P. 2016-2018 e lo stato di attuazione dei programmi, ovvero l’atto che rappresenta il principale strumento relativo al sistema di bilancio del Comune.
Si tratta di un documento voluminoso e complesso, di non facile lettura, che spesso viene sintetizzato attraverso relazioni di presentazione che, pur veritiere, possono metter in luce determinati aspetti a discapito di altri, magari più pregnanti, ad uso e consumo dell’organo esecutivo e questo soprattutto perché è un documento che toglie il velo ai proclami elettorali e ai comunicati proiettati sempre verso un futuro che non diventa mai presente, che non si trasforma in atto di governo.
Il D.U.P. che la maggioranza di centro destra sta per adottare denuncia come, sia per gli impegni degli investimenti in corso di realizzazione, che per la programmazione futura. Questa amministrazione ha scelto di non investire le risorse del proprio bilancio, ma di dipendere esclusivamente dai contributi provenienti da altrove, regione Umbria in primis. Esemplificativo è il mercato coperto, definita operazione simbolo di questa amministrazione, è in realtà un progetto le cui risorse provengono per i tre quarti dalla Regione e per il resto dalla Cassa di Risparmio. Resta solo da sperare che si riesca a mettere in piedi una adeguata progettualità per spendere questi finanziamenti.
Purtroppo i precedenti non sono confortanti: una situazione analoga, come quella della biblioteca degli Arconi, è congelata dall’inizio di questa legislatura, nonostante la Regione abbia già stanziato altri tre milioni di euro per lavori che devono ancora partire. Ricordiamo al Sindaco, alla Giunta e ai colleghi del centrodestra che la città aspetta di conoscere il progetto definitivo di quella che sarà una risorsa per tutti i perugini.
E ancora: Torre degli Sciri, tutte le abitazioni Ater (in particolare quelle di via Fratti e quelle di via degli Sciri adibite alle giovani coppie che vengono ad abitare nel centro storico), l’intervento di San Francesco al Prato, le frane di Casaglia e di Sant’Antonio.
E’ evidente che l’amministrazione comunale di Perugia, difetta totalmente di una propria politica di coordinamento, di una propria globale visione della città e del territorio periferico.  In sostanza, non sa calare progetti mirati e diversificati a seconda delle esigenze particolari né, tanto meno, è in grado di progettare e realizzare quelle opere che dovrebbero migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Il programma elettorale del centro-destra, che ha preso il governo della città, con il benestare di un movimento civico che fin da subito ha abbandonato la sua prerogativa e accantonato i suoi obiettivi, è di fatto imploso: l’amministrazione “governicchia” senza coraggio e in un silenzio assordante.
Gravi , inoltre, alcune mancanze dal dettaglio di questo documento come l’aver ignorato molte problematiche legate al dissesto idrogeologico: non si sa ad oggi come si procederà, ad esempio, alla soluzione della frana di Pretola.
Eccessivamente generica appare, infine, e priva di prospettiva, la politica della mobilità cittadina. Abbiamo assistito a una mancanza di coordinamento che ha determinato il collasso del traffico. Siamo in attesa di un  nuovo PUM che possa far tesoro di ciò che esiste, rilanciando al contempo la mobilità alternativa a Perugia. Si pensa in sostanza sempre meno al cittadino e ai servizi che un’amministrazione dovrebbe offrire.
Il nostro è un voto contrario non per manicheismo, ma perché come detto questa programmazione appare debole priva di quella spinta di cui avrebbe bisogno Perugia per fronteggiare le sfide del futuro.

Perugia

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