Perugia, ballottaggio, le ore incerte

elezioni-comunali-1_gr-2Wladimiro Boccali o Andrea Romizi? I due contendenti per la carica di primo cittadino a Perugia partono rispettivamente con un 46.5% e un 26.3%. E gli altri, i contendenti del 25 maggio, chi sceglieranno fra i due l’8 giugno al ballottaggio?

Urbano Barelli, appoggiato al primo turno dalle due liste civiche “Perugia Rinasce” e “CReA Perugia” con le quali ha registrato 3.200 preferenze attestandosi al 3.8% , ammette che qualche contatto c’è stato e che sembra (niente ancora di confermato) più convinto del centrodestra “Non è una questione personale. Di Boccali abbiamo criticato le politiche che non ci piacciono e non ci sono mai piaciute. A prescindere dagli schieramenti – dice Barelli– ora valuteremo le proposte che verranno sottoposte, i loro contenuti”.

Adriana Galgano invece -al primo turno con Scelta Civica ha convinto 1497 perugini, l’1,76% – per ora non ha le idee chiare: “Al ballottaggio non appoggeremo nessuno. Primo, se avessimo voluto appoggiare qualcuno, – si legge su un messaggio Facebook postato dalla Galgano – lo avremmo fatto prima perché siamo convinti che l’elettore debba sapere per chi e che cosa vota. Secondo, i nostri elettori sono persone libere che sceglieranno liberamente chi votare. Ad Andrea Romizi e a Wladimiro Boccali complimenti e un caloroso in bocca al lupo”. E poi aggiunge dal vivo: “mi sembrano entrambi progetti vecchi. Per impegni istituzionali sto partendo per il Marocco. Lì avrò modo di riflettere e decidere”.

Diego Dramane Waguè con la sua lista civica “Idee per Perugia” il 25 maggio scorso ha conquistato 2.116 preferenze, il 2,48% dei voti. Ora si augura “che vinca il migliore” e dichiara: “Abbiamo ascoltato tutti, appoggeremo chi sarà in grado di rilanciare l’immagine di Perugia. Ma sarà una decisione condivisa con la mia squadra: dobbiamo restare compatti e non disperdere questa esperienza”.

Infine c’è il bottino più consistente, quello dei pentastellati, che però pare costretto a rimanere inespresso, con un elettorato che rimarrà orfano. Tanta fatica per nulla: i votanti Cinque Stelle non riceveranno infatti indicazioni di voto e quindi 16.225 preferenze resteranno sospese.

 

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