PERUGIA: APPROVATE LE QUATTRO PRATICHE RIGUARDANTI IL RENDICONTO DI GESTIONE 2012

Umbria, vicepresidente Paparelli: «Economia regionale in ripresa»

inflazione_economia_fatturato_crisi(UJ.com3.0) PERUGIA – Il Consiglio Comunale di Perugia ha approvato tutte e quattro le pratiche connesse al rendiconto di gestione 2012.

Questi, nel dettaglio, gli oggetti delle preconsiliari con relative votazioni finali:

1) Esercizio finanziario 2012 – Conto di gestione del tesoriere: 23 a favore (maggioranza), 11 contrari (opposizione);

2) Esercizio finanziario 2012 – Conto di gestione agenti contabili interni: 23 a favore (maggioranza), 12 contrari (opposizione);

3) Conti della gestione degli agenti della riscossione anno 2012: 23 a favore (maggioranza), 12 contrari (opposizione);

4) Rendiconto di gestione anno 2012: 23 a favore (maggioranza), 12 contrari (opposizione).

In avvio di intervento l’Assessore Mercati ha riferito che, nella manovra, il patto di stabilità è stato rispettato, così come sono stati rispettati i vincoli su indebitamento, contenimento della spesa per interessi passivi e riduzione della spesa per il personale.

Il debito residuo è stato ridotto dell’8,13%, mentre la spesa corrente è calata di 2,22%, il che significa che sono stati confermati tutti i principali servizi.

Il risultato di gestione dell’anno 2012 presenta infine un avanzo di circa 10 milioni.

Queste le principali voci del rendiconto di gestione 2012.

Il Comune, in conclusione, non presenta alcun parametro di deficitarietà strutturale, e gli indicatori di bilancio (compreso il risultato finale della cassa) sono tutti positivi nonostante le criticità del sistema di bilancio e di finanziamento degli Enti Locali ed il generale contesto di crisi economico-finanziaria.

Il Comune di Perugia, come negli esercizi precedenti, ha rispettato tutti i vincoli di finanza pubblica che gravano sugli Enti Locali, in primo luogo il Patto di stabilità, nonostante le peggiorative condizioni determinate dalle continue riduzioni di trasferimenti: ultimo capitolo, la spending review.

Rispettati anche i vincoli in materia di indebitamento, di contenimento della spesa per interessi passivi e di riduzione della spesa di personale.

Il debito residuo, sia per non aver proceduto a nuovi mutui sia per l’estinzione naturale ed anticipata dei mutui contratti precedentemente, si attesta a circa 138 milioni (-8,13%).

La spesa corrente si è attestata a 169 milioni (-2,22%) e ciò significa che il Comune ha mantenuto i livelli di spesa, soprattutto per i servizi pubblici essenziali e per i servizi a domanda individuale, e questo nonostante le minori risorse sia proprie, sia trasferite dallo Stato che dalla Regione.

L’esercizio 2012 è stato caratterizzato, sul lato delle entrate, dall’introduzione dell’IMU, il cui gettito (€ 50,8 milioni), in parte compensato dalle riduzioni al Fondo sperimentale di riequilibrio, ha consentito il raggiungimento degli equilibri economici di bilancio.

Il risultato di gestione dell’anno 2012 presenta un avanzo di ca. 10 milioni di cui 6,5 milioni di parte corrente e 3,5 milioni di parte investimenti.

In sede di riaccertamento dei residui attivi inoltre è proseguita l’azione, ispirata a criteri di prudenza, di “ripulitura” dal conto del bilancio dei crediti di ormai dubbia esigibilità, seguendo la linea di eliminare le posizioni con più di cinque anni di anzianità.

“Il Comune – queste le conclusioni dell’assessore Mercati – non presenta alcun parametro di deficitarietà strutturale, e gli indicatori di bilancio (anche il risultato finale della cassa) sono tutti positivi nonostante le criticità del sistema di bilancio e di finanziamento degli Enti Locali che, unito al generale contesto di crisi economico-finanziaria, rendono sempre difficile il mantenimento della spesa pubblica e il livello degli investimenti sul territorio”.

Ulteriormente commentando, l’Assessore Mercati ha evidenziato che la manovra di riequilibrio dimostra una buona capacità programmatoria e gestionale da parte del Comune, basate entrambe su parametri di estrema prudenza operativa.

Quanto all’anno 2013, l’Assessore ha preannunciato che peserà sull’intero sistema l’incertezza valutativa che i Comuni sono costretti a subire, perchè cifre, quantità, modalità di calcolo e tempistiche sono a volte definite tardi, a volte definite male, altre volte non definite affatto. Nonostante questo, il Comune finora è riuscito sempre ad operare in modo corretto.

DIBATTITO

Lungo ed articolato il dibattito, aperto da Numerini. Quest’ultimo ha riferito che da un punto di vista tecnico si possono esprimere considerazioni positive sul rendiconto, perchè si è raggiunto l’equilibrio di bilancio e per l’assenza di situazioni di deficitarietà, nonchè per il processo di riduzione del debito pubblico, per le economie sparse ed infine per la gestione dei residui attivi.

Il consigliere dell’Udc è passato poi a segnalare le criticità, partendo dai residui “storici” che confermano una difficoltà di riscossione e pagamento da parte del Comune.

Quanto ai rilievi politici, Numerini ha evidenziato che permane un debito elevato (138 milioni) che costringe l’Ente a pagare annualmente 12 milioni di quota capitale e 6 milioni di interessi. Da stigmatizzare, inoltre, la presenza di strumenti di finanza derivata, nonchè la gestione delle partecipate, in primis il minimetrò.

Altri punti discutibili, per Numerini, sono l’eccessivo ricorso alle entrate non ripetitive (multe e permessi a costruire), ma anche il forte calo delle alienazioni, aspetti che dovrebbero suggerire maggiore prudenza in sede previsionale.

Sul fronte del recupero dell’evasione, Numerini ha invitato l’Amministrazione a porsi in maniera più corretta nei confronti dei cittadini, evitando di ripetere quanto accaduto per la vicenda Tosap. Il consigliere, infine, ha posto l’accento sul crollo degli investimenti, aspetto che dà conferma di un ente che non investe, e sulle scarse risorse destinate agli uffici decentrati, troppo limitate rispetto alle esigenze del vasto territorio comunale.

Mearini ha sottolineato che l’analisi del bilancio non può non essere messa in relazione alla situazione politica nazionale ed al clima tesissimo che si sta creando intorno alla politica stessa. I bilanci – ha detto il capogruppo PD – sono sempre più atti “ragionieristici” nella loro stesura, a causa dell’incidenza della crisi economica e delle scelte operate finora a livello nazionale. Ne sono un esempio le difficoltà del settore immobiliare (crollo dei permessi a costruire) che alla fine determinano conseguenze dirette sui bilanci del Comune.

“I Comuni sono il front-office per i cittadini, ma anche lo strumento diretto per la rinascita del paese; per questo è opportuno far ripartire il sistema degli enti locali, con un’inversione di tendenza rispetto al recente passato”.

Secondo Mearini, per dare un giudizio compiuto sulle politiche comunali, non è sufficiente guardare solo ai risultati del consuntivo 2012, ma anche alle tante iniziative già avviate e che troveranno spazio nel prossimo previsionale (es. piano energetico).

Mearini ha comunque preannunciato un voto convintamente a favore del rendiconto perchè, alla luce delle difficoltà emerse, si tratta del bilancio migliore che si potesse redigere.

Per Catrana il bilancio in esame è in linea con i programmi, ma per essere valutato correttamente deve essere messo in correlazione con la situazione economica nazionale, caratterizzata oggi da molteplici criticità (disoccupazione, precarietà del lavoro, crollo delle retribuzioni, debito nazionale, ecc.). Sul punto il capogruppo di Sinistra e socialisti ha auspicato che il nuovo Governo possa intraprendere al più presto riforme importanti per sbloccare l’economia.

“Noi a Perugia abbiamo cercato di intraprendere questo iter, abbattendo il debito pubblico con grandi sacrifici (penalizzazione degli investimenti), ma senza toccare in alcun modo i servizi sociali. Nonostante l’emergenza assoluta, devo dire che l’Amministrazione ha svolto un lavoro puntuale e assolutamente corretto, facendo tutto quello che era nelle sue possibilità”.

Cardone ha espresso un parere favorevole sulle quattro pratiche: “come si evince dai documenti e dalla relazione dell’Assessore, è emerso quanto sia stato difficile redigere un bilancio positivo di fronte ad una situazione nazionale assolutamente critica ed a manovre governative penalizzanti per gli Enti locali. Di fronte a ciò, l’Amministrazione si è mossa correttamente e con prudenza, confermando nei risultati che il Comune di Perugia gode ancora di una buona salute, pur di fronte ad alcune criticità, come il crollo degli oneri di urbanizzazione, ecc.”.

Tra le note positive segnalate dal consigliere del Misto-Centro Democratico vi sono la riduzione del debito residuo, delle spese per il personale, il rispetto del patto di stabilità.

Quanto alle azioni future da intraprendere sia a livello nazionale che locale, Cardone ha invitato il Governo a procedere ad una rivisitazione dell’Imu (tramite aumento delle fasce di esenzione per favorire le categorie deboli) ed il Comune a rivedere il sistema delle partecipate, ma anche a calibrare con attenzione la cosiddetta tassa di soggiorno, i cui proventi dovranno essere indirizzati al sostegno dell’offerta turistica cittadina.

Per Zecca il bilancio conferma la correttezza dell’intero impianto costruito dal Comune.

Il consigliere dell’Idv ha però chiesto all’Amministrazione un atto di coraggio per il futuro, perchè vi è la necessità di “togliere il freno a mano” onde rilanciare la città con qualche investimento ulteriore in una fase di assoluta stagnazione dell’economia.

“Capisco che il Comune debba mantenere comportamenti virtuosi, ma in futuro non si potrà continuare a pesare così tanto sui cittadini; per tali ragioni dovranno essere riviste le tariffe in maniera più contenuta, nell’auspicio che anche a livello nazionale cambi qualcosa e gli Enti locali vengano messi in condizione di lavorare con risorse, dati e riferimenti certi”.

Castori ha evidenziato che dal bilancio emergono alcune criticità evidenti che rischiano di compromettere anche le prospettive future; secondo il consigliere del PdL è evidente l’incapacità da parte del Comune di dare risposte convincenti alla cittadinanza soprattutto in tema di servizi. Ciò è confermato dal crollo degli investimenti rispetto a quelle che erano le intenzioni esplicitate in sede di bilancio di previsione.

“Chiedo dunque al Sindaco ed alla Giunta di intervenire con forza su questo versante, impiegando gran parte delle risorse a disposizione nei settori nevralgici per la città, al fine di scongiurare il rischio di non poter rispondere alle esigenze dei cittadini”.

Baldoni ha precisato che il rendiconto non può essere considerato un atto qualsiasi, trattandosi invece del documento fondamentale per un ente pubblico, essendo il resoconto dell’attuazione delle linee programmatiche di mandato del Sindaco.

Citando alcune di queste, il consigliere del PdL ha accusato l’Amministrazione di non averle minimamente realizzate; è l’esempio di “Perugia, città sicura”, tema in relazione al quale “sono stati ottenuti risultati diametralmente opposti rispetto alle intenzioni”; o ancora il “centro storico”, zona della città dove “si assiste al crollo della popolazione residente e delle attività economiche, ma anche ad un forte peggioramento della vivibilità”.

“In buona sostanza, dal consuntivo emerge che nessun programma di mandato è stato realizzato, nemmeno in parte, perchè l’Amministrazione naviga a vista e continua ad operare solo per sopravvivere”.

Altre critiche sono state rivolte da Baldoni al sistema delle partecipate e delle fondazioni; si tratta, secondo il rappresentante del PdL, di partecipazioni sulla carta importanti per il Comune di Perugia, mentre in concreto tutte queste società appaiono in forte crisi (Umbria Mobilità, Gesenu, Minimetrò), tanto che per la prima volta nel corso dell’anno 2012 non hanno prodotto alcun utile.

Baldoni, infine, ha bocciato le politiche comunali in tema di sociale e di investimenti.

Rocco Valentino ha parlato di un bilancio che l’opposizione non può condividere, non essendo stata messa in condizione di partecipare alla sua redazione.

Dall’atto, per il capogruppo PdL, emerge che l’Esecutivo continua a non investire e si accontenta solo di sopravvivere; ciò rende impossibile il rilancio dell’economia a Perugia, un’economia che si regge da sempre sul turismo e sulle piccole e medie imprese, settori che il Comune sta completamente abbandonando a se stessi.

Inoltre per Valentino il bilancio contiene situazioni paradossali. Ne sono un esempio il calo degli oneri di urbanizzazione, il crollo delle alienazioni, ossia aspetti che confermano l’immobilismo del Comune in tema di politiche economiche.

Altro affondo sulle grandi opere (mercato coperto, Ikea, ecc.) secondo Valentino ormai decadute, con la conseguenza di aver perduto una grande occasione per favorire lo sviluppo della città e dell’occupazione.

Ultima criticità, le partecipate, ritenute un tempo fiore all’occhiello della città (es. Apm), ed oggi divenute compagini in profonda crisi (Umbria Mobilità, Gesenu).

Tornando tra i banchi della maggioranza, Pampanelli ha riferito che stilare un bilancio è diventata ormai un’impresa, dal momento che i Comuni sono stati costretti in tempi recenti a dover rivedere continuamente le proprie manovre economiche a causa del susseguirsi di molteplici finanziarie nazionali. “Oggi, per l’ennesima volta, l’Amministrazione ha redatto un buon bilancio, che rispetta tutti i vincoli di legge e che è in linea con le previsioni.

Ciò, nonostante le difficoltà ingenerate dalle decisioni dei Governi nazionali, sempre più penalizzanti per gli enti locali. Insomma credo che amministrare a livello territoriale sia diventato sempre più complicato, ma il Comune di Perugia lo ha fatto e continua a farlo bene”.

Secondo il capogruppo Prc il rendiconto è l’emblema di un lavoro svolto con serietà, tanto da permettere il raggiungimento di tutti gli obiettivi, pur in mancanza di contemporanee politiche sociali ed economiche da parte dello Stato.

Tante cose, per Pampanelli, dovranno ancora essere fatte (es. aumento degli investimenti e contemporaneo calo delle tariffe) e “mi auguro che il Comune potrà redigere un bilancio previsionale per realizzarle. Su questo servirà coraggio e dovrà essere compiuto un lavoro titanico, effettuando scelte che diano respiro alla città”.

Anche secondo Perari quello in discussione non è un mero atto “ragionieristico”, bensì un resoconto che traduce nei numeri le scelte di fondo adottate dall’Amministrazione.

Su questo, per il consigliere PdL, emergono molte criticità, perchè si continua a portare avanti una politica anacronistica che ben si adattava al passato, ma non agli scenari moderni.

“Non si capisce perchè si spenda tanto per i trasporti, se poi l’Umbria e Perugia sono le realtà in cui si utilizzano di meno i mezzi pubblici. Non si capisce perchè a Perugia i cittadini spendano tanto per la Tia, quando poi i risultati della raccolta differenziata sono scarsi e si continua a rinviare ogni decisione sulla chiusura del ciclo dei rifiuti (termovalorizzatore). Non capisco perchè si spenda tanto per la cultura, salvo poi assistere alla crisi della fondazione dell’Accademia di belle Arti o al crollo delle iscrizioni all’università”. Di questi dati, secondo Perari, bisogna prendere atto con spirito auto-critico e sviluppare, di conseguenza, politiche innovative.

Fronduti ha esordito segnalando alcune note positive connesse al bilancio; in primis la conferma di alcuni interventi sul sociale (progetti per i disabili, servizi destinati all’infanzia). Tuttavia, secondo il consigliere PdL il consuntivo resta retaggio della vicenda del cosiddetto “buco di bilancio” e contiene, di conseguenza, molte criticità.

Tra queste la diminuzione degli investimenti, l’eccessiva incidenza del costo per la gestione del Minimetrò, la crisi della Gesenu.

Dunque, per Fronduti, le politiche portate avanti dall’Amministrazione non sono state efficaci e ciò ha prodotto forti effetti negativi sulla città (si pensi al peggioramento del senso di sicurezza o al crollo delle iscrizioni all’università e degli affitti).

Anche secondo Prisco il consuntivo è la “cartina di tornasole” da cui emergono tante scelte del passato ed alcune del presente, tutte da lui ritenute sbagliate. Tra quelle citate, il Minimetrò, l’adesione a sistemi poco prudenti di finanza derivata (swap), la cattiva gestione della macchina comunale e delle partecipate.

Il fatto politico che emerge dal bilancio, per il consigliere di FdI, è che le spese correnti ed i prestiti ingessano la manovra, impedendo gli investimenti su cui, in parte, incide anche il patto di stabilità, elemento di cui si auspica la rimozione.

“Nonostante ciò, non si può restare fermi; bisogna organizzare una struttura amministrativa diversa (eliminazione dei “carrozzoni” nelle partecipate ed ottimizzazione del personale), che ci consenta di liberare risorse per gli investimenti, superando così i vecchi modelli buoni per il passato, ma non per gli scenari moderni”.

INTERVENTO DEL SINDACO

A chiusura della discussione, lungo intervento da parte del Sindaco.

Boccali, analizzando la situazione nazionale, ha sottolineato che emerge la necessità di lavorare in maniera collaborativa a tutti i livelli politici per rispondere concretamente alle vere emergenze del paese, tra cui spicca quella lavorativa, fonte di un disagio troppo spesso sfociato in un clima avvelenato che ha prodotto gravissimi eventi (l’accento è andato agli omicidi avvenuti tempo fa in Regione ed a quanto accaduto a Civitanova Marche ed a Roma negli ultimi giorni).

“Se la discussione – ha detto il capo della Giunta – non verrà rimessa sul binario giusto, individuando soluzioni concrete per dare risposte alla dignità delle persone, temo che non riusciremo facilmente ad uscire da questa situazione di crisi”.

Per tali ragioni il Sindaco ha rivolto un augurio di buon lavoro al nuovo Governo: “non è l’Esecutivo per cui avevo lavorato, ossia un Governo di cambiamento, ma certamente era l’unica soluzione possibile che questa legge elettorale ci ha lasciato in eredità. Ed allora speriamo che questa compagine, al cui interno sono presenti anche ex colleghi Sindaci, sia in grado di ascoltare, dialogare e superare quelle politiche del recente passato che hanno impoverito i Comuni, penalizzandoli fortemente”.

Passando al tema oggetto della discussione, Boccali ha parlato di un bilancio vero, solido, che continua ad erogare servizi reali, troppo spesso poco conosciuti dalla cittadinanza.

Per questo c’è bisogno di una comunicazione più approfondita tra Comune e città, aspetto su cui l’Amministrazione intende impegnarsi molto in futuro.

Rispondendo alle sollecitazioni sul tema delle partecipate, il Sindaco ha chiarito che le difficoltà di Umbria Mobilità erano note già al momento della costituzione dell’azienda unica, tanto che l’accorpamento stesso delle varie compagini regionali è stato deciso anche con l’obiettivo di razionalizzare le spese e le risorse. Quanto a Gesenu, Boccali ha riferito che è già stato avviato da tempo un opportuno processo di rinnovamento, perchè il sistema lo richiede.

Rivolgendosi alla maggioranza, il capo della Giunta ha invitato il centro-sinistra a rivendicare con forza il lavoro svolto finora, portato avanti con coraggio nonostante le mille difficoltà. All’opposizione, invece, il Sindaco ha rivolto un appello a non aver paura di confrontarsi sui progetti, ma di astenersi nel contempo da iniziative demagogiche che non appartengono alla cultura di questa città.

Inevitabilmente l’attenzione è andata a focalizzarsi sul tema della sicurezza: “sono anni che sostengo la necessità di alzare la guardia su alcune questioni; penso alla lotta alla criminalità organizzata, al contrasto allo spaccio della droga ed allo sfruttamento della prostituzione, temi su cui il Comune si sta impegnando molto per quelle che sono le sue competenze (es. costituzione di parte civile nei principali processi), ma su cui gli organismi competenti a livello nazionale devono cominciare a dare risposte. Ribadisco che questi temi per noi rappresentano un’assoluta priorità e non è un caso che, più volte, io stesso abbia rivolto continui appelli sul punto ai vari livelli istituzionali dello Stato (ministri, ecc.)”.

In conclusione il Sindaco ha rivolto un appello a tutte le forze politiche al fine di continuare a lavorare congiuntamente per il bene della città.

In sede di repliche, il consigliere Sbrenna ha espresso una forte soddisfazione per la conclusione della vicenda relativa alla formazione del nuovo Governo Nazionale, che rappresenta la conferma della volontà di assumersi una responsabilità condivisa di fronte alle esigenze del paese. Tuttavia tale quadro politico nazionale, per quanto mutato, non modificherà i ruoli e le impostazioni che hanno caratterizzato finora gli schieramenti presenti nel Consiglio Comunale di Perugia, fondati su programmi elettorali profondamente differenti ed inconciliabili tra loro.

In ogni caso Sbrenna ha detto di auspicare che, da oggi alla fine della legislatura comunale, possano venir bandite le asprezze e si possa concorrere ad elevare la qualità del prodotto di questa Amministrazione.

Molto critico Pierluigi Neri su quanto accaduto recentemente a livello politico nazionale; il capogruppo del PdCI ha parlato, senza mezzi termini, di una avvenuta trasformazione del sistema italiano, per lui assolutamente inaccettabile, da Repubblica parlamentare a Repubblica presidenziale. Passando al tema del dibattito, Neri ha augurato al Comune di Perugia di riuscire in futuro a completare il percorso intrapreso nel modo migliore: “tuttavia temo che, come accaduto finora, l’Amministrazione sarà ancora costretta a fare buon viso a cattivo gioco, salvando il salvabile. Ciò è stato frutto fin qui di decisioni a livello nazionale evidentemente anticostituzionali, sulle quali non possiamo che sperare in un cambiamento di tendenza”.

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