Perugia 1416, M5S, spunta la firma per uso sede di Palazzo della Penna

Dai verbali di assemblea risulta che l’Associazione si è sempre riunita a Palazzo della Penna

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Perugia 1416, M5S, spunta la firma per uso sede di Palazzo della Penna

da Cristina Rosetti M5S
PERUGIA  – La mancanza di trasparenza è un male atavico del sistema politico-amministrativo del nostro tempo e con la Giunta Romizi non si fa eccezione. Dopo il riscontro imbarazzante dell’Assessore/Presidente Severini al nostro accesso atti sulle assunzioni dell’Associazione e sui verbali del Consiglio Direttivo ( atti, ad oggi, non pervenuti, nonostante l’intervento del Vice-Segretario Generale), in cui si definisce Perugia 1416 una associazione “privata”, per cui sarebbe legittimo il diniego all’accesso atti, salvo poi scoprire che l’Associazione vive di fatto grazie al contributo del Comune di oltre 100 mila euro, si apre l’enigma sulla sede.

Dall’atto costitutivo del 7 marzo 2016, risulta che la sede dell’Associazione, di natura “privata”, è Via Podiani, 11, cioè Palazzo della Penna, presso la sede dell’Assessorato alla cultura (cioè la stanza dell’Assessore Severini?). Dai verbali di assemblea risulta che l’Associazione si è sempre riunita a Palazzo della Penna.

Solamente il 2 ottobre 2017, però, dopo il nostro accesso atti, il contratto di concessione in comodato di uno spazio al primo piano di Palazzo della Penna viene sottoscritto, anche se da un documento non avente data certa (privo di qualsiasi protocollo) del Comune di Perugia risulta che il possesso dell’immobile sarebbe stato preso il 3 luglio 2017, quindi, in assenza di contratto e ad oltre un anno dalla costituzione dell’Associazione. E, allora, viene da chiedersi: ma le due persone assunte dall’Associazione dove hanno lavorato fino ad ora? Da casa, con telelavoro? Ad oggi, poi, per la sede, nulla è stato pagato, ancorché il “canone” annuale irrisorio, determinato in 484 euro all’anno, dovrebbe essere pagato in bimestri anticipati. Per le utenze, poi, vale il modello “Casa dell’Associazionismo”, intanto paga il Comune (Pantalone) e poi in base all’uso si chiede il rimborso.

Il conflitto di interessi, poi, al M5S appare eclatante: da un lato, l’Assessore, in quanto tale, stanzia, dall’altro, come Presidente, badate bene, di associazione che Lei stessa definisce “privata”, incassa e spende. Ma, allora, il M5S si chiede: ma se la sede è pubblica, il presidente è l’Assessore alla cultura e soprattutto il denaro è pubblico (tasse dei cittadini di Perugia), ma che necessità c’è di creare ad hoc un soggetto privato? E’ proprio vero, con l’avvento di Romizi, nulla è cambiato! Modelli consolidati in decenni di malgoverno vengono perpetrati con una disinvoltura tale che non si riesce proprio a trovare la differenza. Ma il M5S non molla la presa…

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